E se il coronavirus comportasse una massiccia cancellazione dei Pride?

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E se il coronavirus comportasse una massiccia cancellazione dei Pride?

(Blogmensgo, blog gay del 5 marzo 2020) Nel momento in cui non si registra in Svizzera alcun caso serio di coronavirus (Covid-19), il potere esecutivo ha vietato ogni manifestazione con più di 1.000 persone tra il 28 febbraio e il 15 marzo 2020. In Francia, nel momento in cui scrivo, quattro persone sono morte a causa del Covid-19 (o di qualche malattia legata al Covid-19) e le manifestazioni in spazi chiusi con almeno 5.000 persone sono state vietate. In altre parole, se le misure di divieto provvisorie dovessero prolungarsi, lo svolgimento dei Pride in Sivvera, Francia e altrove sarebbe compromessa.

Nessun decesso in Svizzera per il momento, ma può durare? © statistichecoronavirus.i

Coronavirus e conseguenze

Nle momento in cui redaggo queste righe, la Svizzera non conta alcun decesso dovuto al Covid-19. Delle 93 persone infettate (circa quattro volte di più rispetto a due giorni prima), nessuno risulta grave e tre persone contaminate sono già guarite. Allora perché una decisione così radicale e una soglia così bassa? La risposta guarda più alla geografia che alla medicina: la Svizzera confina direttamente con l'Italia e con la Germania, dove l'epidemia di Covid-19 è decisamente più preoccupante.

Il 4 marzo, il Covid-19 aveva già ucciso 82 persone in Italia ed infettato 2.634 di cui 229 gravi. In Germania, si contavano 244 infezioni, di cui 2 gravi, ma nessun decesso. Ciò vuol dire che il cappio si sta stringendo intorno alla Svizzera. Il potere esecutivo elvetico (Consiglio federale) ha emesso delle misure di divieto quando il ministro della Salute non contava che una quindicina di casi positivi ed un centinaio di persone poste in quarantena.

In Francia, essendo anch'essa frontaliera con germania e Italia, la sola intedizione per le menifestazioni è stata posta a 5.000 partecipanti dopo il secondo decessosu 130 infezioni e mentre restavano ancora 9 casi gravi da curare (al 4 marzo si contavano 4 decessi e 212 persone infettate). Le ragioni di una soglia di partecipazione più elevata sono dovute a questioni economiche più importanti in Francia che in Svizzera e alla minore prossimità di Germania e Italia sull'insieme del territptop esagonale. Anche se una parte della mia famiglia risiede in una delle città francesi più toccate dall'epidemia.

Oltre al numero di partecipanti, i criteri di dievieto riguardano anche la nozione di spazio confinato. Una nozione, ancora una volta, a geometria variabile. Che cos'è uno spazio confinato? Dei viaggiatori in un treno circolano in uno spazio meno confinato che degli spettatori sul percorso di unamaratona e in uno stadio di calcio?

In ogni caso, la Svizzera ha già annullato il Salone dell'automobile a Ginevra. Anche altre grandi manifestazioni economiche e sportive nel Paese rischiano di essere annullate. In ogni caso, la legge elvetica sulle epidemie non prevede alcun indennizzo per gli organizzatori di tale eventi. Altrove, prestigiosi saloni del libro sono stati annullati, ad esempio a Leipzig, a Paris e a Londra.

La stagione dei Pride è compromessa

Bisogna veramente annullare anche gli eventi più popolari? la Repubblica Ceca ha scelto per una mezza misura: svolgere alcuni incontri sportivi a porte chiuse piuttosto che annullarli. Così la prove di biathlon si svolgeranno come previsto a Nové Město, dal 5 all'8 marzo 2020, ma senza spettatori. In compenso gli atleti saranno presenti, anche se arrivano da Anterselva, in Italia, dove si è disputata la precedente manche della coppa del mondo.

E se la propagazione del Covid-19 comprtasse l'annullamento dei Pride nei Paesi colpiti? La stagione delle sfilate arcobaleno riguarda soparttutto, ad esempio in Francia, degli eventi a maggio e giugno. Ma che dire del Prdie di Tignes, la cui prossima edizione è programmata per il 19 marzo 2020, a margine dell'European Snow Pride (14-21 marzo)? La marcia dell'orgoglio sarà onorata da marciatori e marciatrici (o sciatori e sciatrici in caso di forte neve) e da un pubblico numeroso?

L'idea di tenere degli eventi a porte chiuse, come le prove di biathlon a Nové Město, non ha alcun senso in caso di un Pride. Assembrare un cortreo vietando al pubblico di assistere alla sfilata o di unirsi ad essa? Sarebbe come organizzare un concerto senza spettatori o celebrare una messa senza fedeli.

Solo il tempo dirà se il coronavirus preoccuperà i principali Pride in programma. È ancora troppo presto per fare pronostici. Ma il rischio, in particolare finanziario, è considerevole; in Svizzera più che altrove, poiché i dievieti di raggruppamento non vengono indennizzati, come abbiamo fatto notare all'inizio dell'articolo.

Ginevra, Zurigo e Bulle trattengono il respiro

Prendiamo ad esempio il Ginevra Pride. Nel 2019, era così:

Il prossimo Pride è programmato per il 4 luglio 2020 a ginevra. Un eventuale annullamento non rovinerebbe solo gli sforzi delle associazioni implicate, a titolo diretto o indiretto, nell'organizzazione: sponsor, agenzie turistiche, hotel e altre aziende locali (noleggio auto, di materiale audio-video), giornalisti e fotografi, ecc. L'effetto sarebbe ancora più disastroso per la comunità LGBT stessa, che sarebbe privata del più mediatico dei suoi eventi. Per la comunità LGBT, ma anche e soprattutto per i suoi sforzi comunicativi, di prevenzione, di difesa. Perché anche se gli svizzeri hanno recentemente votato a febbraio 2020 a favore di una protezione giudiziaria contro l'omofobia, resta ancora molto da fare per il momento per instaurare una reale uguaglianza nei diritti tra tutti i cittadini, quale che sia la loro identità di genere o il loro orientamento sessuale.

Lo stesso problema rischia di presentarsi prima, in particolere il 20 giugno, per il Zurich Pride 2020. La sfilata di quest'anno ha come claim Bekenne Farbe gegen Hass, che potremmo tradurre come Issiamo i colori contro l'odio.

Possiamo sperare che il Covid-19 sarà stato eradicato entro il 2022. Poiché quell'anno, un Pride si terrà nei cantoni francesi per la seconda volta fuori da una capitale cantonale (la volta precedente è stata a Bienne nel 2008). questa volta sarebbe nel comune di Bulle, capoluogo del distretto di Gruyère, sempre nel cantone di Friburgo.

Il 2022, è lontano. c’est loin. E sarà ben lontano dal coronavirus, speriamo per Bulle, per il suo primo Pride e per l'insieme della comunità.

Nel frattempo, apprezziamo qui lo spot ufficiale per il Zurich Pride 2020, il cui clip è particolarmente efficace…

Tra la peste e l'AIDS

Terminiamo qui questo articolo già troppo lungo con due riferimenti ad altre pandemie rispetto al coronavirus.

Da quando la situazione epidemiologica è diventata allarmante, le librerie - un po' in Francia e soprattutto in Italia - hanno notato un aumento dell'interesse della clientela per La Peste di Albert Camus. Si troverà certo l'evocazione di un'epidemia, in particolare di peste bubbonica, ma si tratta di un'evocazione immaginaria e metaforica. Niente a che vedere con una «vera» peste o con il coronavirus: la peste di cui parla Camus è una metafora del nazismo, della sua espansione e della lotta contro questo cancro intellettuale. Non è un caso se nazismo e fascismo sono stati qualificati, retrospettivamente, la peste nera.

Ricordo che dei folli affermavano - e alcuni ancora lo dicono - che l'AIDS era un castigo di Dio contro l'omosessualità e contro gli omosessuali. Il coronavirus sotto tutte le sue forme, in particolare quela del Covid-19, sarebbe un castigo divino contro chi? Attendo le loro risposte - e penso che alcuni ci vedano un intervento divino contro tutto ciò che li irrita e contro tutti coloro che detestano. Le loro interpretazioni allucinanti troveranno ben presto il modo di mettere in mezzo la loro omofobia qua e là… se il coronavirus gliene lascerà il tempo.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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