Michou (1931-2020), il blu e le bollicine

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Michou (1931-2020), il blu e le bollicine

(Blogmensgo, blog gay del 31 gennaio 2020) Sarà sepolto il 31 gennaio 2020, vestito in blu, nell'interno blu di un caveau di granito blu, al cimitero di Saint-Vincent de Montmartre, à Paris. Il giorno successivo alla sua morte, il municipio di Amiens, sua città natale, si è colorato di blu per una notte di addio. Michou è morto il 26 gennaio 2020, a 88 anni. La sua scomparsa lascia vedovo Erwann Toularastel, suo compagno da una ventina d'anni ed orfani tutti quelli che hanno frequentato per decenni il Cabaret Michou ed il suo popolare fondatore.

Inutile dire di più, si presenta da solo, cantando ma in playback: «Moi j’suis Michou !»

Non sappiamo se il cabaret Chez Michou, aperto il 13 luglio 1965 e divenuto Cabaret Michou, sopravviverà alla morte del suo fondatore, il quale non potrà, dunque, festeggiare nel 2021 il cinquantesimo anniversario del suo primo spettacolo en travesti. Michel Catty, alias Michou, sperava che il suo cabaret - l'opera della sua vita - scomparisse con lui. Quello che era stato agli inizi un piccolo cabaret come tanti è diventato, senza ingrandirsi, l'indirizzo di Montmartre dove era importante essere visti, ridendo, divertendosi e bevendo insieme al proprietario.

Chez Michou non era solo un ristorante o un cabaret. Era un luogo in cui si mangiava e si beveva (bene) prima di assistere ad uno spettacolo (divertente e di grande qualità). Non importa quale spettacolo, poiché sul piccolo palco si sono succeduti artisti che nel corso degli anni sono stati chiamati travestiti, trasformisti, drag queen. In altre parole le «Michettes». Michou fece lui stesso parte della squadra interpretando le proprie canzoni o parodiando icone femminili come France Gall e Sylvie Vartan.

Quattro giorni prima della sua morte, aveva brindato con Brigitte Macron. I bicchieri erano blu, ma vuoti.

Se numerosi uomini - soprattutto politici - cercarono la suam amicizia, è soprattutto con delle donne che ha stretto relazioni più forti. Michou e Dalida erano grandi amici. Il cantante-artista-cabarrettista fu anche, per decenni, molto legato a Bernadette Chirac (andavano tutte le settimane dallo stesso parrucchiere) e frequentava l'attuale coppia presidenziale, essendo anche Emmanuel e Brigitte Macron originari di Amiens. Una rivista di gossip di cui mi sfigge il nome afferma che sia stata Brigitte Macron a far ottenere urgentemente un letto d'ospedale per Michou poco prima della sua morte, poiché due edifici lo avevano rifiutato per mancanza di posti.

Michou non disprezzava né le foto - e, ai giorni nostri, i selfie - né gli autografi, in comagnia di star o di prefetti sconosciuti. Diceva sempre di non vivere che per il proprio cabarte e per i propri clienti, indipendentemente dallo spessore del loro portafogli o dalla loro rubrica di contatti. Aggiungeremmo, in modo amichevolmente perfido, che viveva anche per svuotare almeno due bottiglie di champagne al giorno. Rare sono le persone che sono state fotografate insieme a lui senza che avesse un bicchiere in mano.

Blu, l'universo di Michou era così in ogni stanza del suo ampio appartamento parigino. La prova in questo reportage video di Paris Match:

Amavapiù di ogni altra cosa il quartiere di Montmartre e gli abitanti lo ricambiavano, lodando la sua gentilezza e la sua disponibilità. La sua generosità, anche. Una volta al mese, Michou invitava gratuitamente nel suo cabaret i pensionati di una casa di riposo lì vicina, ossia un centinaio di persone, per condividere un pasto e assistere all'ultimo spettacolo delle sue «Michettes».

Il modno intero conosceva l'edificio sito al numero 80 di rue des Martyrs e Michou, emblematico fondatore e patrono. Michou non esitava a prodigare consigli - e anche la sua amicizia - in maniera disinteressata a coloro che volevano creare un locale simile in Francia o all'estero.

Il municipio di Amiens - la città natale di Michou - si è colorato di blu in onore dell'uomo in blu. © Amiens / Sébastien Coquille

Michou era diventato una star conosciuta in tutto il mondo, anche tra persone che non sono mai state a Parigi. È stato lui ad ispirare il personaggio di Zaza, nome di scena di Albin nell'opera teatrale francese La cage aux folles e nell'omonimo adattamento teatrale. Michou e Zaza, una stessa battaglia: una folle esuberanza e la visione della vita dal suo lato più festoso.

In effetti, a cosa assomigliava assomiglia lo spettacolo del Cabaret Michou? A questo (se il video non parte, cliccare qui):

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

 

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