Il Senato cileno prende in considerazione la legalizzazione del matrimonio gay

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Il Senato cileno prende in considerazione la legalizzazione del matrimonio gay

(Blogmensgo, blog gay del 23 gennaio 2020) Il Senato del Cile ha accettato, conr 22 voti a favore, 16 contrari e 1 astensione, l'eventuale esame di un testo che mira a legalizzare il matrimonio tra persone dello stesso sesso e l'adozione omogenitoriale. Il progetto di legge sarà adesso esaminato in dettaglio dalla commissione della Costituzione, della legislazione e della giustizia, che lo aveva già convalidato nella sua interezza il 5 novembre 2019. Il testosarà in seguito votato in seduta plenaria al Senato, poi la camera alta del Parlamento trasmetterà il testo ai deputati. Il voto favorevole del 15 gennaio 2020 si riferisce ad un testo voluto dall'ex-presidente Michelle Bachelet, il cui esame parlamentare è stato ritardato a lungo dal suo successore Sebastián Piñera.

Un voto storico, ma solamente il primo di un lungo - o breve - processo parlamentare. © movihl.cl

Le disposizioni del testo che sarà finalmente esaminato in commissione senatoriale sono state redatte nel 2017. Tale redazione faceva seguito ad un accordo di soluzione amichevole firmato nel 2016 davanti alla Corte interamericana dei diritti dell'uomo (CIDH) dallo Stato del cile e dal Movimento di integrazione e liberazione omosessuale (Movilh), principale organizzazione rappresentativa della comunità LGBT in Cile. Il presidente Piñera, tuttavia, ha ridimensionato il testo e trasformato l'impegno di legalizzare il matrimonio omosessuale in una semplice promessa di esaminare l'argomento in Parlamento.

Jaime Quintana Leal, presidente del senato e membro del Partito per la democrazia (PPD, opposizione), che aveva promesso un voto sul processo d'esame del progetto di legge entro la fine del proprio mandato nel marzo 2020, ha quindi mantenuto la promessa.

Il titolo del testo sottoposto al voto senatoriale non manca di circovoluzioni: «Progetto di legge, in una prima tappa costituzionale, modofocante diversi organi giuridici per regolamentare, su un piano di parità, il matrimonio delle coppie dello stesso sesso.» In compenso, il risultato dello scutinio non lascia spazio a dubbi. I senatori di sinistra hanno compattamente votato a favore del testo e quelli della coalizione conservatrice al potere - ma in minoranza al Senato - hanno votato contro.

Qui sotto, uno scorcio della seduta storica del 15 gennaio 2020 trasmessa da TVS, il canale TV del Senato cileno (a partire dal minuto 3:06):

Inutile riassumere i discorsi degli uni e degli altri, tanto le argomentazioni dei quattro parlamentari omofobi (legge naturale, un uomo e una donna, rispetto della famiglia, ecc.) sembrano una pessima caricatura. Il clan omofobo non ha fatto che ripetere cliché già sentiti dall'attuale capo di Stato. I dodici parlamentari friendly hanno, invece, pronunciato dei discorsi più sereni, anche se alcune frasi sono poco comprensibili per colpa, forse, dell'emozione degli oratori.

Tutti questi discorsi, friendly o omofobi, sono stati pronunciati davanti ad una famiglia omogenitoriale presente nello spazio riservato al pubblico.

Mentre l'opposizione di sinistra domina in Senato, la colorazione politica è meno netta nella Camera dei deputati, dove alcuni eletti conservatori hanno tuttavia manifestato la loro intenzione di votare a favore del matrimonio gay.

I responsabili del Movilh hanno applaudito il passo storico di questo voto preliminare. Uno di loro ha sottolineato l'importasnza di questo progetto di legge nei confronti dei diritti dei bambini, poiché il testo definisce lo statuto giuridico della prentela tra il bambino e i genitori dello stesso sesso.

In caso di vittoria,il matrimonio gay offirà alle coppie dello stesso sesso un'opzione più completa e più rispettosa dei loro diritti rispetto al PACS (o accordo di unione civile nella denominazione locale) in vigore dall'aprile 2015.

Il Cile non ha abrogato che nel 1999 una legge che proibiva la sodomia e sanzionava i colpevoli con la reclusione. Dal luglio 2012, una legge cilena vieta la discriminazione basata sull'orientamento sessuale delle persone. Ogni persona di almeno 14 anni può, dal novembre 2018, far modificare il nome ed il sesso biologico sui documenti di stato civile senza bisogno di passare da un giudice, uno psichiatra o un chirurgo.

Anche se il Cile non ha ancora legalizzato il matrimonio tra persone dello stesso sesso e se gli uomini gay beneficiano della maggiore età sessuale a 18 anni e non a 14 come gli eterosessuali, il Paese è generalmente considerato come uno dei più accoglienti - o uno dei meno stigmatizzanti - nei confronti delle persone LGBTQI. Il prossimo futurodirà se la legalizzazione del matrimonio omosessuale riuscirà a superare il doppio ostacolo di una Camera dei deputati di destra e di un capo di Stato conservatore.

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