Le città statunitensi più inclusive: And the winners are

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Le città statunitensi più inclusive: And the winners are

(Blogmensgo, blog gay del 9 dicembre 2019) L'8a classifica annuale dell'inclusività municipale negli Stati Uniti, o Municipal Equality Index (MEI), ha visto 88 delle 506 città valutate ottenere il punteggio massimo di 100 punti in base alla loro politica nei confronti della popolazione LGBT. Supervisionato dalla Human Rights Campaign Foundation in collaborazione con l'Equality Federation Institute, questi premi significano che 88città americane fanno (quasi) tutto per accogliere, rispettare e proteggere gay, lesbiche, bisessuali e trans su tutto il proprio territorio attraverso leggi, regolamenti, sovvenzioni, programmi e iniziative specifiche. Tutto ciò è segnale di una politica municipale realmente inclusiva in queste 88 città, anche se l'atteggiamento degli abitanti nei confronti delle persone LGBT può rivelarsi meno accogliente o anche più freddo, e anche se alcune città sono situate in Stati abbastanza o molto omofobi. Se il MEI statunitense è ancora più completo della classifica delle città francesi di cui abbiamo già parlato qui, è soprattutto per ragioni tecniche - ed anche per l'ampiezza di mezzi e di sponsor.

Punteggio perfetto per 88 città

Non meno di 88 città (ossia il 17% del campione) hanno ottenuto il punteggio massimo di 100, mentre 14 città (circa il 3% del totale) non ha ottenuto alcun punto, il punteggio medio è stato di 60 punti (in aumento di 2 punti rispetto al 2018). Un quarto delle città ha ottenuto meno di 40 punti, un altro quarto più di 89 punti e la metà delle città più di 60.

San Francisco ha ottenuto il punteggio massimo e non è una sorpresa. © Rezaul Karim / Unsplash

Solamente 11 città avevano realizzato il punteggio massimo di 100 nell'edizione del 2012 e, nel 2018, si erano viste 78 città con un punteggio perfetto. Il numero di città che hanno ottenuto il risultato massimo ha quindi visto un aumento di 10 unità in un anno, anche se i criteri di valutazione del 2018 e del 2019 sono rimasti identici. Allo stesso tempo possiamo constatare che 38 città hanno registrato un punteggio migliore nel 2019 rispetto al 2018.

Non ci attarderemo sul caso delle 14 città che hanno ottenuto zero punti.

Criteri multipli e variegati

Le 506 città analizzate sono state valutate in base a 100 criteri, dai più generali ad alcuni molto specifici.

Qui sotto menzioneremo alcuni dei criteri, mettendo tra parentesi il numero delle città riguardanti e la progressione unitaria del 2019 in confronto al 2018. L'indicazione top-88 si riferisce alle 88 città che hanno ottenuto 100 punti.

  • 408 città (+30) hanno ufficializzato una politica di uguale accesso all'impiego che include nello specifico l'orientamento sessuale o l'identità di genere.
  • 200 città (+24), quindi tutte le top-88, hanno stabilito un comitato LGBT di collaborazione con le forze di polizia; e 182 città (+20), di cui 81 delle top-88, con una direzione municipalke di alto livello.
  • 182 città (+19), di cui 79 delle top-88, obbligano i loro fornitori ed i subappaltanti a non praticare discriminazioni sul lavoro fondate sull'orientamento sessuale o l'identità di genere.
  • 164 città (+17), di cui 81 delle top-88, offrono prestazioni sanitarie favorevoli al personale transgender.
  • 118 città, di cui 48 delle top-88, offrono gli stessi vantaggi a tutti i coniugi del loro personale, che si tratti di coppie omosessuali o eterosessuali.
  • 101 città propongono toilettes individuali senza genere, conformemente al regolamento della città, della contea o dellop Stato.
  • 59 città (+13) hanno ottenuto più di 85 punti anche se sono posizionate in uno Stato che non protegge le persone LGBT. Da qui il nome, All-Star Cities.
  • 28 città (+11) vietano le terapie di riparazione anche quando il loro Stato non le vieta.

Dozzine di altri criteri sono stati valutati per la classifica finale. Ad esempio, il fatto di trasmettere all'FBI le statistiche sui crimini e sui delitti omofobici (tutte le top-88), il fatto di avere un sindaco apertamente LGBTQ o che ha nominato alti responsabili LGBT (66 delle top-88), ilfatto di sovvenzionare direttamente servizi di aiuto alle persone sieropositive o con AIDS conclamato (63 delle top-88), di avere una legislazione più favorevole alla non discriminazione delle persone trans rispetto allo Stato (36 delle top-88), o ancora di sovvenzionare direttamente dei servizi destinati alla comunità trans (29 delle top-88).

In California, i comuni più friendly sono quelli del litorale. © Iris Papillon / Unsplash

San Francisco, Orlando, Phoenix e le altre

Non meno di 13 città californiane, tra cui naturalmente San Francisco, hanno ottenuto un punteggio di 100. Non c'è da stupirsi, poiché la California - in particolare nelle regioni costiere - vanta una presenza LGBT significativa e una forte dominanza friendly. Senza nominare tutte le 88 città che hanno ottenuto un punteggio perfetto, parleremo qui di qualche interessante particolarità.

Tra le edizioni del 2018 e del 2019 delle classifiche, due città hanno guadagnato più di 50 punti. Si tratta di Overland Park (+54) nel Kansas e di Norman (+51) nell'Oklahoma.

Tra le 59 All-Star Cities che hanno ottenuto più di 85 punti in uno Stato giuridicamente piuttosto omofobo, alcune sono arrivate a 100 punti. È il caso, tra le altre, di Phoenix, Atlanta, Dallas, Cleveland, Detroit, Orlando e Filadelfia.

Sui 22 punti bonus possibili, il massimo dei punti bonus attribuiti ad una stessa città è stato di 17. Sei città hanno ottenuto i 17 punti supplementari, cosa che  ha persmesso a due municipalità californiane (Palm Springs e West Hollywood) di ottenere i due punti che mancavano per arrivare al massimo di 100, mentre le altre quattro città (Madison, San Antonio, San Francisco e New York) ci arrivavano anche prima del conteggio dei punti bonus.

Punti di forza e di debolezza

Come abbiamo già precisato, la classificazione di una città non pregiudica il comportamento dei suoi abitanti o delle sue aziende, o della contea o dello Stato da cui dipende tale municipalità. Di conseguenza, si può vivere in una città dei top-88 dove delle aziende private hanno il diritto di discriminare le persone LGBT purché non agiscano nel quadro di un appalto pubblico o di una delegazione di servizio pubblico a carattere municipale. Allo stesso tempo, può capitare di vivere in una città che ha ottenuto un basso punteggio MEI e la popolazione si rileva piuttosto accogliente nei confronti delle persone LGBT.

Un contesto amministrativo particolare

La strutturazione amministrativa del paesaggio urbano americano distingue due tipi di entità: le città (che possono essere divise in cities per le più grandi e towns per le più piccole) e le municipalità (che corrispondonon piò o meno ai comuni). La città di Washington possiede uno statuto amministrativo di distretto e non ci città o di municipalità; non fa quindi parte del pannello del MEI, anche se ha legalizzato il matrimonio tra persone dello stesso sesso (cosa che nessun altra città ha il diritto di fare negli Stati Uniti) e che rivelaq un alto tasso di coppie dello stesso sesso.

In altre parole, le statistiche del MEI non sono rappresentative dell'insieme dell'America urbana e meno ancora dell'intera America, poiché oltre due terzi degli abitanti non sono inclusi.

Una bella iniziativa

Tuttavia apprezziamo l'analisi molto cisrcostanziata che offre questa classifica, a beneficio di tante tematiche LGBT che le città più note hanno visto con dei progressi rimarchevoli. Il MEI 2019 offre anche una buona pubblicità a città come Norman (Oklahoma), Anchorage (Alaska) o Richmond (Virginie).

L'elaborazione di una tale classifica non è tuttavia trasponibile né comparabile con quello che si potrebbe fare altrove. principalmente a ragione della struttura amministrativo-giuridica dello spazio urbano degli Stati Uniti. Poi per l'accesso a dati pubblici, molto più facile negli Stati Uniti che nella maggior parte dei Paesi europei. Infine per il tipo di dati che si sono potuti ottenere: mentre negli Stati Uniti si possono raccogliere informazioni sull'appartenenza etnica e l'orientamento sessuale dei cittadini, un Paese come la Francia rifiuta categoricamente ogni classificazione etnica o sessuale.

Difficile da estrapolare

La differenza tra queste due opzioni statistiche produce tanti vantaggi quanti inconvenienti. Non è un piccolo vantaggio quello di quantificare e qualificare gli ingredienti di una politica municipale LGBT-friendly, di farne conoscere la classifica e, allo stesso tempo, di innalzare le città coinvolte. Effetto valanga, poiché il fatto di conoscere dei criteri ed una categoria di popolazione permette di applicare meglio tali criteri e di soddisfare meglio tale popolazione. In altre parole, si punta sulla visibilità piuttosto che sull'invisibilità.

Il peso delle associazioni, dei criteri giuridici e degli avvocati è molto minore in Europa (a cominciare dalla Francia) che negli Stati Uniti. Ne risulta che numerose persone LGBT nel vecchio continente preferiscono rimanere invisibili o non militare apertamente per una maggiore inclusività, per paura della stigmatizzazione o di conseguenze peggiori. Il contesto dell'Europa occidentale, più propizio al rispetto della vita privata, porta da una parte all'impossibilità - o almeno di una grande difficoltà - di stabilire delle classifiche LGBT statisticamente affidabili ed esaustive e dall'altra parte una situazione amministrativa e giuridica più incerta, sia per la raccolta dei dati che per il loro trattamento e per la diffusione dei risultati.

Per imperfetto e lacunoso che sia, la classifica MEI ha il meritodi esistere, di suggerire una via verso il miglioramento e di fornire degli elementi di riflessione e di perfezionamento molto concreti. Possa una tale iniziativa trovare un'estensione fuori dagli Stati Uniti.

Metodologia. L'edizione 2019 del Municipal Equality Index (indice municipale di inclusività) ha valutato 506 città statunitensi totalizzaqndo più di 94 milioni di abitanti, ossia circa un terzo della popolazione nazionale. Il punteggio di ogni città, valutando l'inclusività municipale nei confronti della popolazione LGBT, è in una scala da 0 a 100. Criteri applicabili ad alcune città solamente hanno inoltre permesso di ottenere un massimo teorico di 22 punti bonus, che si aggiungono al punteggio regolare, ma con il il punteggio massimo fissato a 100.

La classifica MEI, condotta nei 50 Stati, include le 50 capitali (che, negli Stati Uniti, non sono per forza le città più popolose, ad esempio Olympia nello Stato di Washington o di Sacramento in California), le cinque più grandi città o municipalità di ogni Stato, le 200 più grandi città del Paese, 75 città o municipalità a forte presenza di coppie dello stesso sesso e 98 città scelte dalle filiali locali di HRC e Equality Federation.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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