Contro l’omofobia negli stadi di calcio, la Francia inizia (finalmente) a spaccarsi (un po’)

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Contro l’omofobia negli stadi di calcio, la Francia inizia (finalmente) a spaccarsi (un po’)

Blogmensgo, blog gay del 27 agosto 2019) L'arbitro Mehdi Mokhtari ha brevemente interrotto, a seguito di cori omofobi, la partita di calcio che si è giocata il 16 agosto 2019 tra Nancy e Le Mans (Serie B). Si è trattata della prima volta in Francia in cui un arbitro di calcio abbia interrotto una partita a causa dell'omofobia. Il nuovo regolamento, emesso a maggio 2019 e applicabile dalla stagione 2019-2020, prevede provvedimenti graduali che includono il richiamo all'ordine da parte dello speaker, l'interruzione temporanea, l'interruzione più lunga in caso di recidiva e l'interruzione definitiva della partita da parte dell'arbitro.

Update. Il 28 agosto 2019, la Ligue de football professionnel (LFP) ha sospeso la tribuna Piantoni (da cui arrivavano i cori omofobi) dello stadio di Nancy per una partita. La tribuna sarà quindi completamente vuota nel prossimo incontro in casa, a ragione di «cori a carattere discriminatorio».

Il «carattere discriminatorio» sanzionabile può essere di natura omofoba, come nel caso di Nancy. Può anche essere di natura xenofoba (in particolare, antifrancese), come nel caso di un altro incontro di serie B allo stadio dell'AC Ajaccio, che ha ospitato il Le Havre il 26 luglio 2019. Anche in quel caso, la tribuna Faedda di Ajaccio ha ricevuto la sospensione per una partita.

L'epidemia di omofobia negli stadi della serie B ha poi contaminato la serie A.

L'omofobia deve cedere il posto al calcio (foto d'archivio). ©Christian Petit, dipartimento di Val-de-Marne (CC BY-NC-ND 2.0)

Riepilogo dei fatti

Appena una mezz'ora dopo l'inizio della partita, mentre l'AS Nancy-Lorraine conduceva per 1-0 in casa, alcuni tifosi del club locale hanno intonato dei cori omofobi nei confronti della Lega di calcio professionistica (LFP, organo che regolamenta e sanziona il calcio e i calciatori professionisti in Francia e a Monaco) e della squadra di Metz, uno degli abituali rivali. Quelli della LFP sono stati chiamati stronzi e i giocatori del Metz sono stati chiamati froci. Un annuncio dall'altoparlante ha invitato, invano, i tifosi a cessare i loro cori irrispettosi. L'arbitro, Mehdi Mokhtari, appoggiandosi al nuovo regolamento sportivo ha infine interrotto la partita per due minuti, in accordo con Alain Marseille, delegato della LFP.

Durante la breve interruzione, i giocatori del Nancy hanno chiesto ai propri tifosi omofobi di calmarsi. E, durante l'intervallo, il delegato della LFP ha informato che ogni nuovo oltraggio avrebbe portato ad una nuova interruzione dell'incontro.

Il nuovo regolamento arriva dopo le direttive del ministro per lo sport, Roxana Maracineanu, che ha invitato i club di calcio a combattere contro l'omofobia come già fanno contro il razzismo. Il ministro si è felicitata con l'arbitro ed il delegato della LFP per il loro comportamento durante la partita.

Yoann Lemaire e Olivier Rouyer dicono i loro pareri

Bisogna interrompere la partita? Interromperla definitivamente? Infliggere ai club una sanzione pecuniaria? Una sanzione sportiva? I pareri divergono.

Yoann Lemaire: soddisfazione relativa

L'ex calciatore gay Yoann Lemaire, che non si ferma nel combattere contro l'omofobia negli stadi di calcio, si è detto felice della decisione presa in comune dall'arbitro e dal delegato della LFP. «È un grande passo […], è veramente rassicurante», ha dichiarato ai microfoni di franceinfo il giovane, uscito allo scoperto nel 2004 mentre giocava ancora.

Non è comunque una grande cosa interrompere la partita per due minuti. Almeno permette di parlarne, i media ne parlano e si può affrontare la questione. È interessante, fa parte della sensibilizzazione, che le persone dicano che è negativo, quindi bisogna parlarne. Penso che in molti casi i tifosi si interrogheranno su sé stessi e sui comportamenti che hanno allo stadio. Per loro non è omofobia insultare l'arbitro o gli avversari dandogli dei froci. Per loro fa parte del folclore.
(Yoann Lemaire, intervista a franceinfo, 17 agosto 2019)

Se Yoann Lemaire osserva con soddisfazione «una netta evoluzione nel comportamento dei giovani», allo stesso tempo deplora «idee e budget» troppo limitati, in particolare alla Fédération française de football (FFF, istanza suprema del calcio in Francia). «L'omofobia è un argomento di fondo e i club non hanno gli strumenti per lottare», afferma Jean-Michel Roussier, presidente dell'AS Nancy-Lorraine, in un'intervista di Parisien.

Olivier Rouyer: non delle mezze misure

Unico calciatore professionista francese di alto livello ad aver fatto coming out (ma due mesi dopo aver appeso i tacchetti al muro), Olivier Rouyer ha smesso di nascondere la propria omosessualità nel 2001, cinque anni prima della fine della sua carriera sportiva. In un'intervista (riservata agli abbonati) a L’Équipe del 19 agosto, reclama sanzioni molto più severe di una semplice interruzione temporanea dell'incontro, congratulandosi comunque con 'arbitro ed il delegato della LFP per il loro comportamento durante la partita.

Olivier Rouyer stima che si debba sanzionare l'omofobia negli stadi come avviene per il razzismo. Ma senza accontentarsi di mezze misure o di mezze sanzioni, e senza far credere che i club non abbiano i mezzi per far applicare il regolamento o per fare prevenzione tra i tifosi e tra i giocatori. Ma dice…

I giocatori, non li si sente mai perché c'è una fora di paura. Se inizio a gridare contro i tifosi, mi fischieranno […]. Bisogna che anche loro entrino nello schema, che siano presenti. Ma, anche lì, c'è un problema di educazione.
(Olivier Rouyer, su L’Équipe del 19 agosto 2019)

L'AS Nancy-Lorraine è passibile di sanzioni per la LFP e la FFF. L'arbitro Mehdi Mokhtari si è accontentato di una breve interruzione, ma è stata una grande prima volta, quindi una lodevole iniziativa. Olivier Rouyer vuole andare più lontano, molto più lontano: fino all'interruzione definitiva della partita e a sanzioni realmente dissuasive.

Bisogna considerare l'incontro perso. Terminato. Se, al Nancy, che ha vinto l'incontro [2-1], la sanzione fosse applicata a causa dei cori omofobi, Nancy perderebbe e posso assicurarvi che gli spettatori che hanno cantato qui cori lì, la prossima volta staranno zitti. Certo, non si sarà risolto il problema. Ma non si sentiranno più questi orrori. E soprattutto, smettetela di parlarmi di sanzioni economiche o di sospendere una tribuna [di tifosi], è una stupidaggine. Togliere tre punti dalla classifica destabilizzerà dieci milioni di volte di più i tifosi che sapere che il club ha pagato un'ammenda di 50.000 euro.
Olivier Rouyer

Ma l'ex membro dell'AS Nancy-Lorraine, ex allenatore dello stesso club e del FC Sion (Svizzera) ed ex della nazionale francese, da tempo si occupa di azioni di prevenzione tra i club, tra i giovani e tra i tifosi, e conosce il peso deleterio dei due maggiori vizi della FFF: reticenza e passività.

Commento. Bisognerà che, un giorno, sia fatta giustizia. Ed è qui che inizia il problema. Contrariamente a quanto si pensa, la giustizia non è sinonimo di equità, ma di conformità al diritto. Dove inizia, giuridicamente, la nozione di coro omofobo o di insulto omofobo? Può esserci una gradazione di sanzioni calcolata sulla gravità degli insulti? Che cos'è insultare e cosa non lo è, che cosa è sanzionabile e cosa non lo è? I tribunali dovrebbero senza dubbio conoscere queste arguzie semantiche.

Notiamo anche che alcune scelte editoriali sono abbastanza rivelatrici del rapporto di questo caso sui media. Mentre la maggior parte pongono l'accento sull'omofobia degli insulti, altri cadono sui destinatari (la LFP) di questi stessi insulti, altri ancora parlano di semplici insulti senza dire quali siano. la fraseologia dei media in materia meriterebbe uno studio sociologico approfondito.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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