Karl Lagerfeld (1933-2019), il mago che amava i libri, gli uomini e la moda

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Karl Lagerfeld (1933-2019), il mago che amava i libri, gli uomini e la moda

(Blogmensgo, blog gay del 25 febbraio 2019) Karl Lagerfeld è morto il 19 febbraio, probabilmente all'età di 85 anni e dopo un cancro al pancreas. Lo stilista tedesco, anche scrittore, regista, editore, fotografo e illustratore, era anche, da qualche decennio, un'icona pubblicitaria conosciuta in tutto il mondo per il suo look atipico ed attentamente studiato. Innanzitutto uomo della moda e dei libri, Lagerfeld aveva accumulato collezioni faraoniche in questi due settori. Collezionava anche gli uomini - in maniera molto più discreta, ameno che non si trattasse di necessità professionale.

Karl Lagerfeld sapeva giocare - con humor - sulla sua immagine e sul suo nome. Ed eccone la prova in questa memorabile intervista di Karl a Karl con una serie di libri ed un inglese da operetta.

Grazie a Christian Dior, Karl Lagerfeld è arrivato alla moda lasciando la natia Germania per vivere a Parigi dal 1952. Tre anni più tardi è diventando l'assistente dello stilista Pierre Balmain e lo è rimasto fino al 1962. In seguito sarà creatore di lusso per numerosi marchi.

Quattro nomi dominano la litania delle sue collaborazioni più regolari. Gli accessori moda di Chloé, che ha creato dal 1963. Il marchio italiano Fendi, che lo ha nominato direttore artistico nel 1965. La maison Chanel, di cui è stato direttore artistico dal 1982 fino alla sua morte, non avendo saltato una sola sfilata annuale, anche tra le più recenti. E, infine, Karl Lagerfeld, il marchio omonimo che è diventato sinonimo di lusso a prezzi accessibili (affordable luxury), tanto che il suo look improbabile ha trasformato lo stilista tedesco in supporto pubblicitario planetario.

Karl Lagerfeld, con occhiali neri fino alla fine (screenshot). ©karl.com

Non ci soffermeremo sul suo amore - sicuramente reale - per i gatti. Ma la gatta Choupette di Lagerfeld, come il cane Baltique di François Mitterrand, rappresentano prima di tutto degli animali di una specie in via di proliferazione: gli strumenti della comunicazione.

Per concludere questa recensione dedicata agli oggetti di moda e agli strumenti di comunicazione, ricordiamo che Karl Lagerfeld è stato anche - dal 2008 - promotore dei gilet jaune, in occasione di un fotomontaggio, per una campagna di prevenzione organizzata dalla delegazione francese della sicurezza sulle strade. Come sovente, l'immagine e lo slogan si basano (con humor) su un contrasto col look abituale di Lagerfeld.

Un vero fotomontaggio per una vera campagna di sensibilizzazione… retrospettivamente premonitoria. ©wikiwix.com

Karl Lagerfeld era anche - e soprattutto, per me - un uomo di libri e di scrittura. Non solamente perché era un autore, fotografo ed editore di talento e prolisso (per farvi capire, ha firmato due titoli all'anno dal 1995 al 2010), un illustratore geniale (d'altra parte è stato il suo primo mestiere) ed un appassionato libraio (ha creato la libreria parigina 7L, che gli è sopravvissuta, per soddisfare la sua passione per i libri dedicati all'arte sotto tutte le sue forme, compresa quella dei bei ragazzi efebi).

Per me, Karl Lagerfeld è stato un promotore, un amico intimo dei libri. Nessuno stilista, neanche Yves Saint-Laurent, ha messo in scena dei libri attraverso le sue sfilate, le sue interviste, la sua comunicazione professionale. Un amico libraio mi ha raccontato che Lagerfeld era un cliente come se ne vedono pochi nella propria carriera: capace, per un colpo di testa, di firmare un assegno a quattro cifre (anche cinque, secondo la leggenda) per regalarsi dei libri d'arte visti in vetrina o nella terza saletta di una libreria specializzata.

Karl Lagerfeld, un uomo di libri che amava i libri di uomini (belli). ©librairie7l.com

Oltre al loro amore per i libri, l'arte e la cultura, Yves Saint-Laurent e Karl Lagerfeld hanno condiviso lo stesso premio (vincitori ex æquo, nel 1954, di un concorso di design) e hanno amato lo stesso uomo, Jacques de Bascher, con cui hanno condiviso la vita rispettivamente nel 1973 e dal 1971 al 1989.

Jacques de Bascher è morto di AIDS nel 1989, cinque anni dopo aver scoperto di essere sieropositivo - non trasmesso a Karl Lagerfeld, che non condivideva né il letto, né l'appartamento. Karl Lagerfeld affermerà di non aver avuto alcuna relazione sessuale con Jacques. Lo stilista onorerà la memoria di Jacques, qualche anno più tardi, chiamando Jako un profumo di sua creazione.

L'omosessualità di Karl Lagerfeld? Senza nasconderla (dice di averla «praticata dall'età di 13 anni»), non l'ha mai evocata in pubblico, stimando che non ne valesse la pena. È quello che ha spiegato, nel febbraio 2015, nella trasmissione «Le Divan» di Marc-Olivier Fogiel:

[A proposito della propria omosessualità] Non è mai stato un argomento nella mia vita perché ho sempre vissuto in un ambiente dove non era un argomento. Se sei figlio di contadini nella Creuse, lì, forse, può essere un problema. Non ho mai capito perché non possa essere lo stesso.

L'immagine che ha mostrato di sé stesso in questi ultimi anni è adombrata dalle seu dichiarazioni fortemente xenofobe. Ma ben presto, è ritornato al suo modo di pensare divergente e talvolta dinamico. La sua visione dell'adozione omogenitoriale e del matrimonio gay, ad esempio, si appoggia non tanto su una militanza tutto sommato banale, ma sull'avversione verso un certo conformismo…

Sono contro il matrimonio gay, per la semplice ragione che, negli anni?60, tutti reclamavano il diritto alla diversità. E oggi, improvvisamente, tutti vogliono una vita borghese.

Karl Lagerfeld e il giovane cantante ed indossatore Baptiste Giabiconi erano amanti? Karl ne ha fatto il suo modello di punta dal 2008, quando il giovane marsigliese non aveva ancora 20 anni. Poi i due uomini hanno moltiplicato le apparizioni insieme alle serate mondane. Ma la pagina Wikipedia di Baptiste Giabiconi non gli attribuisce che avventure eterosessuali.

Se un giorno morissi, non vorrei essere sotterrato. Lo trovo orribile. Vorrei scomparire come gli animali nella foresta vergine. È orribile ingombrare le persone con i propri resti.
(Karl Lagerfeld)

Cosa rimarrà di Karl Lagerfeld tra cinquant'anni? È sicuramente troppo presto per fare congetture. E il mio intuito mi suggerisce che ci saranno delle sorprese postume, forse per il suo testamento o per la pubblicazione di inediti che non ha voluto far vedere finché era in vita.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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