Lo Stato australiano di Victoria vieterà le terapie riparative, ma…

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Lo Stato australiano di Victoria vieterà le terapie riparative, ma…

(Blogmensgo, blog gay del 12 febbraio 2019) Proprio prima di partecipare il 3 febbraio 2019 alla Midsumma Pride March di Melbourne, il Primo ministro di Victoria, Dan Andrews, ha promesso che la Victoria diventerà il primo Stato australiano a bannare le terapie riparative. Tale promessa non si concretizzerà, tuttavia, che nel 2020, il tempo - un anno minimo - di tenere un'ampia consultazione sull'argomento e di presentare un progetto di legge al parlamento.

Dan Andrews. Il Primo ministro dello stato di Victoria, friendly fino al punto di sfilare a Melbourne. © @DanielAndrewsMP

Le terapie riparative sono frutto di «ciarlatani fanatici che si spacciano per sevizi sanitari», ha dichiarato Dan Andrews. Per «terapie riparative», bisogna intendere le attività e gli pseudo-trattamenti che pretendono di «guarire» le persone invertendo il loro orientamento sessuale o la loro identità di genere.

Il Primo ministro di Victoria basa le proprie argomentazioni su un rapporto della Commissione dei reclami sanitari (HCC), che attesta la presenza in Australia di queste pratiche di un'altra epoca e dei danni psicologici che provocano.

It’s not LGBTI people who need to change—It’s our laws!
(Non sono le persone LGBT che devono cambiare - sono le nostre leggi!)
Dan Andrews, Primo ministro di Victoria

Il termine di almeno un anno servirà, da una parte, a fornire dei dettagli all'opposizione parlamentare sulla metodologia del divieto (i deputati dell'opposizione hanno concordato una linea di principio in attesa di saperne di più per mobilitarsi), dall'altra parte, ad organizzare una consultazione con le diverse parti in causa (associazioni LGBT, ma anche culturali), infine a concepire un testo di legge ed una strategia miranti a sradicare completamente le terapie riparative - completamente vale a dire senza dare loro la possibilità di sopravvivere ai margini della legalità e neanche nella clandestinità.

È sempre interessante vedere com'è una parata del Pride nel mondo. Non ce ne sono due che si assomigliano e il Midsumma Pride March 2019 non fa eccezione. Ho scelto un'inquadratura il più vicino possibile ai partecipanti con audio diretto e non commentato per più di un'ora, divisa in due parti di cui ecco qui la prima:

I dettagli delle misure legislative previste non sono ancora noti, ma includeranno senza dubbio delle nuove disposizioni civili e penali. Anche il settore educativo sarà sicuramente sollecitato, per il necessario lavoro di prevenzione e di sensibilizzazione.

Secondo una legge del febbraio 2016 in vigore dal 2017, la HCC è abilitata a sanzionare gli individui e le entità che praticano o incoraggiano le terapie riparative. Il ventaglio selle sanzioni va dal semplice avvertimento al divieto di esercitare nello Stato di Victoria. In compenso, la HCC non dispone di alcun potere di sanzione civile o penale.

Karen Cusack, commissario per i reclami della sanità in Victoria, si dice «molto contenta […] che le terapie di riparazione siano [finalmente] vietate in Victoria».

Nel maggio 2018, l’Australia Occidentale e il Territorio della Capitale australiana avevano dichiarato di voler vietare le terapie riparative, ma l'idea non si è concretizzata. Un mese prima, il Partito liberale (opposizione) della Victoria esprimeva di voler dibattere su un'eventuale mozione favorevole alle terapie riparative, ma ha subito rinunciato a causa di un'accesa indignazione in seno al partito stesso.

Ed ecco la seconda parte della parata 2019 del Midsumma Pride a Melbourne…

La deputata federale indipendente e dichiaratamente lesbica Kerryn Phelps invita l'Australia a bandire le terapie riparative su tutto il territorio nazionale. Il Partito laburista australiano aveva già avuto occasione di dare il proprio sostegno ad un divieto delle terapie riparative e il senato federale aveva votato all'unanimità, nel settembre 2018, una mozione che chiedeva ai diversi Stati  di proscrivere queste pseudo-terapie. Ma non era altro che una dichiarazione, non un testo di legge.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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