L’Angola depenalizza l’omosessualità e vieta la discriminazione delle persone LGBT

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L’Angola depenalizza l’omosessualità e vieta la discriminazione delle persone LGBT

(Blogmensgo, blog gay del 29 gennaio 2019) Dopo anni di vuoto legislativo, il Parlamento angolano ha finalmente convalidato, il 23 gennaio 2019, un nuovo codice penale in cui nessuno dei 473 articoli menziona più il divieto di «rapporti contro natura». Così  ha deciso l'Assemblea nazionale, con 155 voti favorevoli, un voto contrario e sette astenuti. Oltre alla legalizzazione ipso facto dell'omosessualità e delle relazioni tra persone dello stesso sesso, i deputati hanno introdotto nella legge angolana il reato di discriminazione omofoba. L'entrata in vigore del nuovo codice penale angolano avverrà 90 giorni dopo la sua adozione, vale a dire a fina aprile 2019.

Human Rights Watch si congratula, in un comunicato, per il fatto che la legge coloniale omofoba sia stata abrogata dal nuovo codice penale angolano.

La Costituzione angolana reprimeva, in base all'articolo 7, ogni «usanza» che potesse «minare la dignità della persona umana». Questo articolo della legge fondamentale serviva a giustificare una legge penale risalente all'epoca coloniale, emessa 133 anni fa e mai abrogata, che puniva i «vizi contro natura» e serviva anche, a causa della sua formulazione molto vaga, a vietare l'omosessualità e le relazioni sessuali tra adulti omosessuali consenzienti.

La ripulita del codice penale ha permesso non solamente di riconoscere che l'omosessualità non è (o non è più) un reato, ma anche che lo è l'omofobia. Gli articoli 71 e 172 del codice penale angolano considerano adesso come «un'aggravante», tra le altre, «la discriminazione fondata su razza, colore, origine etnica, luogo di nascita, sesso, orientamento sessuale, […]».

La discriminazione in base all'orientamento sessuale di una persona è ormai sanzionata. Chiunque rifiuti un impego o una prestazione ad una persone sulla base dell'orientamento sessuale si espone ad una pena che può arrivare fino a due anni di prigione.

L'associazione Iris Angola non ha ottenuto l'accreditamento che cinque anni dopo la costituzione. (screenshot)

Questa è la seconda volta in meno di un anno che il governo angolano invia un segnale forte - e positivo! - nei confronti della comunità LGBT. La volta precedente, è stata il 12 giugno 2018, quando il ministero della Giustizia ha, infine, dato il proprio riconoscimento a Íris Angola, associazione di aiuto alle persone LGBT.

Il codice penale non era ancora mai stato rimaneggiato dall'indipendenza dell'Angola nel 1975. Anche se sussisteva un vuoto giuridico sulla liceità di questa legge coloniale non abrogata, tale non-abrogazione serviva da pretesto alle autorità e alla polizia per discriminare le persone LGBT e per impedire il lavoro di entità come l'associazione Íris Angola - prima che ottenesse, finalmente, un riconoscimento ufficiale, cinque anni dopo la propria costituzione.

In compenso, i deputati angolani non hanno modificato l'articolo 20 del codice civile, che definisce il matrimonio come «un'unione volontaria tra un uomo e una donna».

Tra le cinque ex-colonie portoghesi in Africa, solamente l'Angola non aveva ancora depenalizzato le relazioni omosessuali. Le relazioni tra persone dello stesso sesso sono legali in Guinea-Bissau dal 1993. A Capo Verde (2004) e São Tomé (2012), la depenalizzazione è avvenuta per via legislativa. Come in Angola, il Mozambico ha depenalizzato l'omosessualità nello stesso momento in cui promulgava un nuovo codice penale (2015), ma il Mozambico ha sempre rifiutato di riconoscere Lambda, la principale associazione LGBT locale.

Finché il nuovo codice penale angolano non sarà entrato in vigore… pericolo! ©voyage.gc.ca

Il governo canadese avverte da tempo i «turisti LGBTQ» dei «rischi di un viaggio in Angola». Per la cronaca, va notato che tale avvertimento era ancora online il 25 gennaio 2019.

Commento. Il nuovo codice penale angolano presenta un'impressionante serie di avanzamenti e di arretramenti. La depenalizzazione dell'omosessualità - quindi dei rapporti fisici tra persone dello stesso sesso - e la criminalizzazione dell'omofobia costituiscono sicuramente il salto più progressista del nuovo testo. Bisogna vedere se le autorità, la polizia e la giustizia faranno rispettare le regole del nuovo codice penale.

Per quanto riguarda i passi indietro, e contrariamente ad una voce che girava, bisogna notare che il nuovo codice penale angolano inasprisce le sanzioni contro l'interruzione volontaria di gravidanza ammettendo rare eccezioni in cui può essere legittimato l'aborto (articolo 156). senza dubbio, non è una coincidenza il fatto che il testo votato dai parlamentari contiene anche molte disposizioni che mirano a proteggere - per non dire a rinforzare - le pratiche religiose. Viene ormai vietato, sotto minaccia di sanzioni penali, impedire lo svolgimento di una cerimonia religiosa o di un funerale.

Tutto ciò promette un bel po' di grattacapi ai tribunali angolani. Supponiamo che una persona o un gruppo di persone faccia irruzione in un luogo di culto per interrompere il sermone omofobo di un predicatore. Chi sarà imprigionato? Il predicatore omofobo chiederà l'arresto dei nemici della religione. I manifestanti chiederanno l'arresto del predicatore omofobo. I giuristi dovranno allora valutare l'anteriorità dei fatti (è il predicatore che ha iniziato col suo sermone o i manifestanti con l'interruzione della cerimonia?) e la proporzionalità della risposta (la reazione è proporzionata o eccessiva in rapporto all'attacco?), vale a dire due nozioni fondamentali del diritto… nel cui caso si può dire tutto e il contrario di tutto.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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