I nostri colpi di fulmine per il 2019

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I nostri colpi di fulmine per il 2019

(Blogmensgo, blog gay del 15 gennaio 2019) Non siamo qui per fare delle considerazioni sul 2019, poiché l'anno è appena iniziato. Parliamo, invece, di alcuni colpi di fulmine del 2018, che suggeriamo ai nostri lettori di esplorare nel corso del 2019. I miei interessi sono soprattutto - per non dire esclusivamente - di natura letteraria, ho quindi aggiunto qui i colpi di fulmine dei blogger di MensGo in inglese (Frank), spagnolo (Carlos), italiano (Giorgio), tedesco (Wolfgang) e portoghese (brasiliano) (Jason).

Una letteratura da veri queer (dura da interpretare)

Sfido Frank, Carlos, Giorgio, Wolfgang e Jason a tradurre il titolo qui sopra in modo efficace.
Giochi di parole a parte, tre delle mie letture recenti parlano - ed è una semplice coincidenza temporale - di tematiche esplicitamente LGBT.

Le corps est une chimère, di Wendy Delorme

Cosa è stato a spingermi ad aprire questo libro? Non conoscevo che il nome dell'editore (Au diable vauvert) e dell'autrice (Wendy Delorme). La voglia di scoprire il primo e valutarne la lusinghiera reputazione e di scoprire la seconda a seguito di una pagina di Wikipedia che la descrive come una scrittrice che non esita ad interrogarsi sulla sessualità, sul genere, sull'appartenenza e sulle relazioni amorose.

© audiable.com

Wendy Delorme non corrisponde alle mie abituali letture. Racconta storie in maniera abbastanza accademica (su argomenti che lo sono molto meno) e senza scuotere gli schemi narrativi (il suo romanzo, di facile comprensione, è una lettura per tutti). Allora, perché proseguire nella lettura di un libro piuttosto destinato al grande pubblico, senza particolari ricerche stilistiche e la cui narrazione non necessita alcuno sforzo particolare da parte del lettore?

La risposta è in due parole: stile ed empatia.

Lo stile di Wendy Delorme brilla certo per l'assenza di ricerca stilistica a tutti i costi (niente a che fare con il modernismo e il postmodernismo), ma la sua scrittura è di una fluidità assoluta, quella di un'autrice che padroneggia perfettamente la propria arte e non quella di una scribacchina qualsiasi giusto capace di allineare delle frasi vuote senza difficoltà.

L'empatia evidente di Wendy Delorme, è quella della creatrice per le sue creature. Col valore aggiunto di una volontà sistematica di scioccare gli imbecilli senza avere l'aria di sembrarlo. O, più precisamente, di scioccare gli adepti della Manif pour tous inserendo i personaggi in situazioni e spaccati di vita da far impallidire ogni omofobo. Così vediamo evolvere non solo una coppia omosessuale, ma due coppie lesbiche sposate e unite da un amore invincibile. Tralascerei le torsioni narrative delle ultime scene del libro, che - se ce ne fosse bisogno - portano all'esecrazione della soffocante eteronormatività  e alla normalizzazione delle situazioni queer ad un livello superiore.

Dire che mi è piaciuto questo libro sarebbe poco conforme alla verità. Questo libro, l'ho adorato; ho adorato leggerlo nonostante la sua lontananza dalle mie abituali letture e ne raccomando la lettura a tutti quelli che mi leggono o con cui discuto.

Le corps est une chimère, di Wendy Delorme. Au diable vauvert, 2018, 280 pag., 18 € (cartaceo) o 9,99 € (digitale senza DRM).

Modern Drama: Plays of the ’80s and ’90s (Methuen Drama)

Avevo comprato questa antologia teatrale economica in una libreria, innanzitutto per Shopping and Fucking, di Mark Ravenhill. Questa pièce del 1996 è valsa a Ravenhill di entrare nel pantheon degli autori associati a In-yer-face theatre, corrente drammaturgica il cui nome rivela in parte i suoi contenuti.

© bloomsbury.com

Nell'opera di Ravenhill, un minore si fa leccare l'ano sulla scena da un giovane uomo e poi si fa scopare, sempre sul palco. La pièce parla anche di HIV e di profilassi (o meglio, della sua assenza), in un'epoca in cui la triterapia e la PrEP erano ancora da inventare.

Cedendo al mio disturbo ossessivo, ho letto le cinque opere nell'ordine loro assegnato dall'antologia. Ho fatto bene, perché mi sarei perso quattro capolavori se mi fossi accontentato di leggere Ravenhill. Mi è molto piaciuta la pièce di Mark Ravenhill, ma ho amato ancora di più le altre quattro opere. Due di queste (Blasted di Sarah Kane e The Beauty Queen of Leenane) appartengono, d'altra parte, al repertorio in-yer-face. Nel genere comico, l'Hysteria di Terry Johnson (che mette in scena Sigmund Freud e Salvador Dalí) fa morire dal ridere. E, nel genere fit-in, Sarah Kane propone scene di masturbazione, di fellatio, di stupro (implicito) e di cannibalismo.

Oltre alle azioni suggerite, simulate o effettuate, le pièce di Sarah Kane (1995) e Mark Ravenhill (1996) avevano destato scalpore all'epoca. Oggi sono considerati dei classici. Sicuramente i tempi sono cambiati, ma né l'omofobia (presentata attraverso un personaggio immaginato da Kane) né l'HIV sono ancora scomparsi.

«Qu’est-ce que la littérature homosexuelle?», di Patrick Mimouni

La webzine La règle du jeu è soprattutto conosciuta per i suoi capofila Bernard-Henri Lévy, Yann Moix e Fernando Arrabal. Spesso trovo materiale da leggere soprattutto grazie ai «nomi secondari» di questo magazine. Ad esempio Patrick Minouni, che dedica una serie di tre articoli alla questione « Qu’est-ce que la littérature homosexuelle ? » [Che cos'è la letteratura omosessuale?] e ci parla soprattutto, nei primi due testi, di Honoré de Balzac. Molto bene, Balzac è uno dei miei scrittori preferiti.

© laregledujeu.org

Difficile parlare di tutto quello che racconta Mimouni, poiché non ho ancora letto che la prima parte del suo trittico. Si evoca l'omosessualità non frontalmente di Balzac stesso (era bisessuale), ma attraverso i personaggi della Commedia umana. La terza parte è dedicata a dei classici più contemporanei, o piuttosto alle loro opere: Huysmans, Wilde, Henry James, Proust e Genet. Non sentirei di sconsigliarvene la lettura e la prima parte mi fa pensare che scoprirò ancora molte cose nei due articoli seguenti e negli altri testi di Patrick Mimouni pubblicati su La règle du jeu, in particolare sulla sua abbondante produzione dedicata a Marcel Proust.

Sport: il colpo di fulmine di Jason per il 2019

Su un tatami: che colpi! Fuori dal tatami: che baci! Questa è la relazione tra la judoka francese Amandine Buchard e la sua omologa tedesca Nieke Nordmeyer.

I colpi si possono vedere in questo video del loro combattimento ai quarti di finale del Campionato europeo sotto i 52 kg. Amandine (kimono blu) ha battuto Nieke (kimono bianco), poco prima di essere dichiarata campionessa d'Europa, a febbraio 2017.

I baci hanno potuto vederli le persone che hanno assistito al matrimonio, il 3 agosto 2018. Le due spose si chiamavano Amandine Buchard e Nieke Nordmeyer. Due mesi e mezzo più tardi, Amandine rivelava la propria omosessualità in un'intervista a Parisien.

Il testo dell'intervista è molto interessante. Apprendiamo che ci sono molte lesbiche nel judo di alto livello e che il coming out di Amandine non ha sorpreso, né scioccato molte persone in questo sport.

«Perché nascondersi quando si può essere libere e felici?» In questo modo il nostro blogger brasiliano Jason ha salutato la decisione di Amandine e ne ha fatto il proprio colpo di fulmine per il 2019, con la speranza che altri sportivi di alto livello sappiano trovare la libertà e la felicità.

E, a proposito di felicità: «Ricorreremo alla PMA e porterò il nostro bambino» dopo le Olimpiadi di Parigi 2024, confida Amandine Buchard a Parisien. Tutti i nostri migliori auguri.

 

Cinema: i colpi di fulmine di Wolfgang, Frank-S e Giorgio per il 2019

I nostri blog in tedesco e in inglese sono tenuti rispettivamente da Wolfgang et Frank-S, di cui sappiamo – o meno – che sono molto vicini nella vita reale. Non stupisce, quindi, che entrambi abbiano scelto un film.

La scelta di Wolfgang riguarda l'ambito sportivo, ma questa volta il calcio maschile. «Mi piace molto questo film», spiega Wolfgang omettendo che non è molto ferrato nel calcio. Ma nel film Mario, di Marcel Gisler, c'è… Mario.

Da qui la scelta di Wolfgang per questo film uscito nel 2018. Ed ecco il trailer della sua versione originale in tedesco - o, piuttosto, svizzero-tedesco.

Frank-S motiva la propria scelta del film Call Me By Your Name (di cui abbiamo parlato un po' qui) con un banale «Sì, è stupendo.»

Il film di Luca Guadagnino, certo, non ha ottenuto che un solo Oscar (Miglior adattamento), ma ha raccolto una cinquantina di trofei tra competizioni, festival e premi annuali. Potrebbe essere un indizio.

Ragione di più per guardare il promettente trailer in inglese…

Anche il nostro blogger italiano Giorgio ci propone un colpo di fulmine cinematografico, ma senza menzionare il compatriota Luca Guadagnino, né scegliere un evento passato. Al contrario, è del Lovers Film Festival di Torino che ci parla.

La locandina dello scorso anno © loversff.com

Sarà il cinema Massimo di Torino ad ospitare, dal 24 al 28 aprile 2019, la 34 edizione di questo evento cinematografico LGBT.

Ho sempre amato il Lovers Film Festival, il più grande festival di cinema LGBT in Italia. L'edizione 2019 promette di essere ancora migliore!
Giorgio, Blog gay di MensGo

 

Musica: il colpo di fulmine di Claude-André per il 2019

Una trappola, e per due ragioni.

La prima ragione, ci dice Claude-André, venerato capo supremo di MensGo e dei sei blog, è che questa «superba canzone propone un video da lasciare senza fiato». La pagina YouTube qui sotto lo conferma, con due giovani ragazzi che si imbarcano in una storia in cui si confondono le frontiere dell'amore e dell'amicizia.

Il video si intitola «Me muero por conocerte» (Muoio dalla voglia di conoscerti) ed è accompagnato da una menzione «gay themed». Un tranello anche qui, perché dopo aver verificato, si scopre che il titolo è falso e la canzone originale è un ritornello… etero.

Di fatto, la canzone originale si intitola «Sin miedo a nada» (Senza temere nulla) e appare nell'abum ¿Qué pides tú? del cantante spagnolo Álex Ubago, accompagnato qui dalla connazionale Amaia Montero.

Detto questo, le parole possono benissimo intendersi in versione «matrimonio egualitario» o ella versione «un ragazzo e una ragazza». Da qui l'idea, astuta, di mantenere l'audio e rimpiazzare il video con un clip gay.

Se a qualcuno interessasse, ecco il video - eterosessuale - ufficiale.

Dove possiamo vedere che la versione eterosessuale non solo propone immagini abbastanza anonime, per non dire inutili, ma anche che la qualità dell'immagine, la scelta degli scatti e la mancanza di equilibrio mostrano un po' di dilettantismo per un'etichetta potente come la Warner.

In breve, grazie a Claude-André per avermi fatto conoscere i nomi degli interpreti di questa canzone che passa così spesso in radi.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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