Golden Globes 2019: una vittoria ingannevole

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Golden Globes 2019: una vittoria ingannevole

(Blogmensgo, blog gay del 15 gennaio 2019) La 76edizione dei Golden Globe Awards ha  consacrato, il 6 gennaio 2019, a Beverly Hills (California), il film Bohemian Rhapsody assegnandogli due premi su altrettante nomination. Queste vittorie potrebbero far pensare ad una notizia positiva per la comunità LGBTQ. Ma le numerose nomination e statuette raccolte da film, ruoli e artisti LGBTQ mal nascondono un deficit qualitativo, sia per l'aspetto aneddotico di alcune ricompense, sia per la mancanza di impegno nelle opere vincitrici. Facciamo una breve panoramica.

Update. Troverete, menzionati in rosso, gli Oscar assegnati il 24 febbraio 2019 ai film e alle personalità presenti in questo articolo.

Golden Globes 2019: un'edizione piuttosto LGBTQ – o no. ©goldenglobes.com

Una lista di vittorie dall'orientamento LGBTQ

Ricordiamo, innanzitutto, che i Golden Globes premiano film cinematografici, film per la televisione e serie TV, di qualsiasi genere. Sono distribuiti anche dei premi tecnici e delle onorificenze. Le vittorie ai Golden Globes di gennaio sono generalmente considerate come un'anteprima degli Oscar di febbraio, anche se non ne possiedono né il fascino, né il prestigio.

La serata è stata, quindi, dominata da Bohemian Rhapsody, di Bryan Singer. La biografia di Freddy Mercury ha ottenuto il Golden Globe per il miglior film di cinema drammatico e Rami Malek quello per il miglior attore per la sua interpretazione del cantante bisessuale morto nel 1991 per una polmonite probabilmente dovuta all'AIDS. Rami Malek ha vinto l'Oscar come migliore attore, e Bohemian Rhapsody è stato premiato con tre premi tecnici (miglior montaggio, miglior mixaggio sonoro, miglior montaggio sonoro).

Qui sotto, il discorso di Rami Malek. Non sono sicuro che rimanga molto tempo online fuori dagli Stati Uniti, a causa di oscuri motivi sui diritti di diffusione…

Mahershala Ali ha ottenuto il premio come miglior attore non protagonista, per la sua interpretazione del musicista nero queer degli anni '60 Don Shirley, in Green Book. Questo stesso film, oltre ad un Golden Globe come miglior sceneggiatura cinematografica, è stato consacrato miglior commedia o film musicale. Tre vittorie su cinque nomination. Mahershala Ali ha ricevuto l'Oscar come miglior attore non protagonista maschile, mentre Green Book é stato consacrato miglior film e ha anche vinto l'Oscar per la miglior sceneggiatura originale.

Due film per il cinema a tematica «LGBTQ» (vedremo presto perché l'h messo tra virgolette) hanno ottenuto i premi più importanti, rispettivamente nelle categorie film drammatico e film comico / musical.

Olivia Colman è stata designata miglior attrice per un film comico o musical per la sua interpretazione della regina Anna in The Favourite, di Yórgos Lánthimos. Una sola vittoria su cinque nomination. Olivia Colman ha anche ricevuto l'Oscar come miglior attrice.

Qui sotto, un video (provvisorio?) nel quale Olivia Colman pronuncia il proprio discorso di ringraziamento - l'audio è buono, ma una parolaccia è stata censurata dalla gentile emittente televisiva. Olivia ringrazia affettuosamente le sue partner femminili nel film, le sue bitches con cui si è tanto divertita a girare. In quando ad applausi, Olivia Colman è arrivata, subito dopo Glenn Close (leggere subito dopo).

L'attore gay britannico Ben Whishaw è stato premiato con la statuetta per il miglior attore non protagonista in una serie o film per la TV. Interpreta l'amante di un uomo politico (Hugh Grant) in A Very English Scandal.

Almeno altri due film a tematica LGBTQ hanno ottenuto delle vittorie più o meno prestigiose:

    • The Assassination of Gianni Versace: American Crime Story (miglior film per la TV), compreso il premio per il miglior attore in questa categoria a Darren Criss, di cui uno dei partner era un certo Ricky Martin. In totale, due statuette su quattro nomination.
    • Killing Eve, la cui storia omosessuale ha permnesso a Sandra Oh di ripartire con la statuetta per la migliore attrice in una serie drammatica per la TV.

Omosessualità all'indietro?

Se Bohemian Rhapsody e Green Book hanno avuto delle ricompense, non è stato certamente per aver fatto un'apologia dell'omosessualità. Al contrario, i due film - che, per coincidenza, raccontano ognuno la vita di un musicista non bianco e gay - ci vanno molto piano, per non dire pianissimo, sulla dimensione e sulle peripezie omosessuali dei personaggi principali. L'omosessualità e l'AIDS, se importanti nella vita - e nella morte - di Freddie Mercury, sono quasi relegate a circostanze marginali. Stessa cosa nel film sulla vita di Don Shirley confinando il pianista in un ruolo secondario in cui l'omosessualità è trattata sotto gamba, come se potesse spaventare i produttori del film.

Film in cui l'omosessualità non è il tema dominante, ad esempio The Favourite e Can You Ever Forgive Me?, hanno fatto molto di più di Bohemian Rhapsody e Green Book per «normalizzare» l'omosessualità. Sia nel film stesso che attraverso il discorso di ringraziamento per la vittoria di un Golden Globes, in particolare il discorso di Olivia Colman per The Favourite.

Melissa McCarthy, in gara per il titolo di miglior attrice nella categoria film drammatico per Can You Ever Forgive Me? (dove interpreta il ruolo di una falsaria lesbica che prende come complice un gay), è stata battuta da Glenn Close (The Wife), di cui nessuno contesterebbe l'immenso talento. Anche per gli applausi del pubblico, in cui tutte le categorie sono allo stesso livello, è stata Glenn Close a prenderne di più. Né Melissa McCarthy né Glenn Close hanno vinto l'Oscar per la miglior attrice nel 2019, che ha ottenuto, invece, Olivia Colman (vedi sopra).

Da notare che Lady Gaga era in nomination in questa stessa categoria per il film A Star Is Born, che non è riuscito a far vincere a Bradley Cooper il premio come miglior attore, poiché l'ha ottenuto Rami Malek. Lady Gaga ha, comunque, portato a casa la statuetta per la migliore canzone originale, con «Shallow» (idem agli Oscars 2019).

Possiamo dire che i Golden Globes 2019 sono un'anticipazione delle vittorie agli Oscar 2019? Sì e no. No, perché il numero di votanti agli Oscar è quasi quaranta volte superiore a quello dei Golden Globes, Sì, perché l'edizione 2019, grazie ad una spettacolare apertura del pannello dei votanti alla «diversità», promette senza dubbio vittorie più favorevoli ad artisti provenienti da minoranze etniche, a film provenienti dal cinema indipendente e a tematiche al margine dalle produzioni abituali.

Quindi, l'annata 2019 degli Oscar avrà un'impronta più LGBTQ rispetto agli anni precedenti? La risposta arriverà il 14 febbraio 2019.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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