Singapore autorizza un gay ad adottare il proprio figlio biologico

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Singapore autorizza un gay ad adottare il proprio figlio biologico

(Blogmensgo, blog gay del 20 dicembre 2018) La camera per le questioni familiari dell'Alta Corte di Singapore ha autorizzato un uomo gay ad adottare il proprio figlio biologico, che oggi ha 5 anni ed è nato da madre portatrice dopo fecondazione in vitro. Il richiedente, la cui identità non è stata rivelata, aveva visto respingere la domanda in prima istanza, lo scorso anno. La decisione giudiziaria del 17 dicembre 2018 precisa che i tre giudici, presieduti da Sundaresh Menon, hanno agito nell'interesse superiore del minore.

Riassunto dei fatti

Il richiedente è un gay che convive col compagno dal 2003. Entrambi, oggi, hanno 45 anni e sono di nazionalità singaporiana. La coppa desiderava adottare un bambino, ma non poteva farlo a ragione del proprio orientamento sessuale, poiché la legge singaporiana riserva l'adozione alle coppie sposate e non autorizza il matrimonio gay.

I due uomini sono quindi ricorsi ad una madre portatrice negli Stati Uniti e hanno versato l'equivalente di 120.000 euro a titolo di contratto di gestazione per altri (GPA). Il bambino, nato a novembre 2013, è il figlio biologico del richiedente e di una donatrice anonima di ovocita. La madre portatrice ha portato l'embrione dopo la fecondazione in vitro.

Fuochi d'artificio (arcobaleno?) visti dalla baia di Singapore, il 14 luglio 2015. ©Ronnie Chua / 123RF

Il bambino non ha ottenuto dalle autorità di Singapore che un permesso di lungo soggiorno fino all'aprile 2015, quando il richiedente ha sollecitato la naturalizzazione del proprio figlio biologico, «nell'interesse del bambino», richiesta che è stata rifiutata. Il ministro per gli Affari familiari e sociali ha, allora, suggerito al padre biologico di adottare il figlio in modo da stabilizzare un legame legale con lui, in modo da facilitarne la naturalizzazione. Ma al termine dei tre anni dell'istruttoria, un rapporto della direzione degli affari sociali ha sostenuto un rifiuto dell'adozione poiché il richiedente è parte di una coppia omosessuale mentre il matrimonio tra persone dello stesso sesso non è autorizzato dalla legge singaporiana.

Il giudice di prima istanza ha respinto la domanda del richiedente argomentando che la GPA non è applicabile a Singapore e che il tentativo di adozione equivarrebbe ad aggirare la legge. Da qui l'appello del richiedente all'Alta Corte, che corrisponde alla camera bassa della Corte suprema.

La sentenza dell'Alta Corte

Il richiedente (il padre biologico gay) e il pubblico ministero (per il ministro della Giustizia) hanno innanzitutto argomentato su questioni di diritto. In quale misura bisogna tenere conto dell'ordine pubblico? Un'ordinanza di adozione sarebbe contraria all'ordine pubblico? Su questi due punti, la corte ha fornito un'argomentazione giuridica sulla quale non mi soffermerò, perché non ho capito tutto.

La decisione giudiziaria si è basata, essenzialmente, sull'esame di altri due elementi fondamentali. Primo, la legge del 2012 sull'adozione di minori proscrive ogni pagamento ai genitori del bambino da adottare; è, quindi, il pagamento di una madre portatrice di natura tale da invalidare una domanda di adozione? Secundo, e questo è stato il punto discusso più aspramente, un'ordinanza di adozione può essere presa «per il benessere del minore» anche se la legge in vigore vi si oppone?

Su questo ultimo punto, la corte ha stabilito che un'ordinanza di adozione sarebbe conforme al benessere del minore «in ogni punto secondo l'accezione più completa di tale termine». In altre parole, il «benessere psichico, intellettuale, fisiologico, emotivo, morale e religioso» del minore, «tanto a breve termine, quanto a lungo termine».

La corte ha anche evidenziato che non gioverebbe al benessere del minore un rifiuto al diritto genitoriale del padre e autorizzerebbe il bambino ad ereditare per via testamentaria e non nel modo in cui la legge autorizza automaticamente i figli ad ereditare dai genitori.

Pertanto, ha riconosciuto la corte, il fatto di aver remunerato la madre portatrice costituisce una violazione della legge singaporiana relativa alle adozioni, così come la formazione di una famiglia omogenitoriale è contraria all'orine pubblico.

E la corte conclude con una doppia formulazione:

However, in all the circumstances of this case, neither of these reasons justified ignoring the statutory imperative to promote the welfare of the Child and to regard it as first and paramount. That imperative was also supported by the evidence, which showed that the welfare of the Child would be materially advanced by making an adoption order. With difficulty, therefore, the court concluded that an adoption order ought to be made in this case.
[Tuttavia, in tutte le circostanze di tale questione, né l'una, né l'altra di tali ragioni giustifica di ignorare l'imperativo legislativo di promuovere il benessere del minore e coiderarlo come primario e preponderante. Tale imperativo è stato anche supportato dalle prove che mostrano che il benessere del minore sarebbe materialmente migliorato se un'ordinanza di adozione fosse emessa. Di conseguenza, non senza difficoltà, la corte ha concluso che un'ordinanza di adozione deve essere emessa per questo caso.]

La decisione dell'Alta Corte è suscettibile di ricorso davanti alla Corte d'Appello, camera alta della Corte suprema di Singapore.

Commento. Il giudice Sundaresh Menon avrebbe potuto farsi chiamare Salomone, tanto il suo giudizio è pregno di saggezza.

Questa vittoria giudiziaria, per importante che sia, corrisponde tuttavia a una mezza vittoria. Presenta numerose zone d'ombra.

  1. Il padre non biologico non dispone ancora di un legame giuridico di filiazione nei confronti dei figli biologici del coniuge.
  2. Per il proprio benessere, il minore deve far rinnovare il proprio permesso di soggiorno a Singapore ogni sei mesi - e questo fino a quando non otterrà la nazionalità singaporiana.
  3. Come prima della depenalizzazione dell'omosessualità in India, Singapore proibisce le relazioni omosessuali maschili in virtù della stessa sezione 377 – dello stesso codice penale – ereditata dai colonizzatori britannici e mai abrogata.
  4. Singapore non autorizza, al momento, i matrimoni tra persone dello stesso sesso, né i PACS omosessuali.
  5. Singapore non autorizza l'adozione di minori che da parte di persone celibi o di coppie sposate. Le coppie dello stesso sesso non possono sposarsi, quindi, non possono neanche adottare bambini.

Concretamente, la sentenza del 17 dicembre 2018 vale, più o meno, a dire questo: vi diamo ragione per questa volta, ma non fatelo più. Ecco perché valuto questa vittoria giudiziaria una mezza vittoria. Servirà una seconda mezza vittoria per fare in modo che la vittoria sia completa. E questa mezza vittoria implica da una parte la legalizzazione delle relazioni omosessuali maschili tra adulti consenzienti e dall'altra parte la legalizzazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso e del diritto all'adozione omogenitoriale.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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