Turismo LGBT: la Svizzera può fare di meglio

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Turismo LGBT: la Svizzera può fare di meglio

(Blogmensgo, blog gay del 15 novembre 2018) Nella pubblicazione dell'8 novembre 2018, la rivista di turismo svizzera Gastro Journal dedica un articolo al turismo LGBT in Svizzera. Dove si parla di belle prospettive, ma anche di deplorevoli mancanze. La Svizzera tollerante e neutrale fu sicuramente un rifugio per la comunità LGBT durante la Seconda guerra mondiale, ma gli strati cantonali e nazionali della confederazione non si mobilitarono certo per offrire soluzioni audaci.

La Svizzera. In inverno, paesaggi sontuosi ed un ambiente da sogno in un quadro a forte dominanza… eterosessuale.

La comunità LGBT straniera, spesso, non conosce della Svizzera che Ginevra, Zurigo e Losanna. Logico, poiché queste tre metropoli - in particolare Losanna per il dinamismo del settore privato e Zurigo per l'implicazione municipale - sono considerate come le più friendly del Paese. Ginevra e Zurigo sono, inoltre, membri del Rainbow Cities Network.

Due comuni si distinguono per gli sforzi considerevoli nei confronti della comunità e del turismo LGBT. Ad esempio, Zurigo è l'unica città Svizzera il cui sito web municipale dedica una sezione specifica alle domande e alle risposte delle persone LGBT.

L'altro comune, che abbiamo spesso evocato qui, è quello di Arosa, dove si svolge l'Arosa Gay Ski Week da gennaio 2005, sotto la guida di Alexandre Herkommer. La prossima edizione si svolgerà dal 19 al 26 gennaio 2019 nella località dei Grigioni - avremo senza dubbio occasione di riparlarne qui sul blog.

E che cosa si fa, ad Arosa, oltre a fornicare come sciatori in calore? Un sacco di cose! La prova è nel video ufficiale qui sotto.

Qualche azienda non esita a prendere in giro le persone LGBT definendosi etero-friendly, quindi prendendo di mira soprattutto le persone eterosessuali che si definiscono gay-friendly. Ma si tratta, in generale, di iniziative che si inseriscono su un terreno propizio, ad esempio i luoghi del divertimento LGBT a Losanna o il Waldhotel National, struttura a quattro stelle ad Arosa.

Il numero di stelle è proporzionale al forte potere di acquisto presunto dei turisti LGBT. Questa clientela è più in grado di soddisfare il proprio gusto per luoghi e viaggi, poiché i figli gravano meno sul budget delle coppie LGBT. Ma supporre per gay e lesbiche un potere di acquisto molto superiore a quello degli eterosessuali, si rivela soprattutto un cliché. La clientela LGBT in generale - svizzera in particolare - è, in compenso, molto esigente in termini di tranquillità e di sicurezza. Anche se la Svizzera continua ad essere neutrale e sovente più sicura di altri luoghi, i gay e le lesbiche preferiscono luoghi dove il proprio orientamento sessuale non sarà fonte di problemi o addirittura di conflitti.

Uscendo dalla stazione di Zurigo, si entra in una città friendly. ©stadt-zuerich.ch

E Suisse Tourisme? La sua portavoce, Véronique Kanel, intervistata da Gastro Journal, riconosce che Suisse Tourisme non propone «offerte e suggerimenti specifici per questa comunità» LGBT. Ma «è del tutto fattibile collaborare con piattaforme che si rivolgono ai membri della comunità» LGBT, spiega Véronique Kanel.

È per questo motivo che Suisse Tourisme aveva lanciato una campagna pubblicitaria a tema gay nel 2006. Ma si è trattato di un'iniziativa unica e senza un vero quadro strategico a lungo termine. In altre parole, i creatori di progetti a tematica LGBT dovranno mostrarsi convincenti per incitare Suisse Tourisme a pubblicizzare il proprio operato o anche solo per collaborare in maniera più attiva.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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