La Corte suprema indiana depenalizza l’omosessualità

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La Corte suprema indiana depenalizza l’omosessualità

(Blogmensgo, blog gay del 18 settembre 2018) Con una sentenza del 6 settembre 2018 presa all'unanimità dai cinque giudici, la Corte federale suprema indiana ha valutato che la sezione 377 del codice penale, che proibisce e reprime le relazioni sessuali contro natura, non è applicabile alle relazioni omosessuali o bisessuali tra persone consenzienti. La più alta corte indiana si era rifiutata di depenalizzare l'omosessualità nel 2013, affermando che spettasse al legislatore farlo. Dopo un nuovo rinvio della Corte suprema nel febbraio 2016, il governo federale ha scelto di non abrogare la sezione 377 (in vigore dal 1860), ma di esplicitare che non può più essere usata per reprimere l'omosessualità.

Cosa è successo? Vediamo, quasi in diretta, la relazione – di una giornalista dalla parlantina veloce – seguita da alcune reazioni a caldo:

La formazione di cinque giudici, presieduta da Dipak Misra, ha spiegato in una decisione congiunta che la sezione 377 non è applicabile alle relazioni consensuali tra persone omosessuali (che si tratti di gay o di lesbiche), eterosessuali, o di ogni altra minoranza sessuale.

Section 377 is irrational, indefensible and manifestly arbitrary.
Dipak Misra, président du jury de la Cour suprême indienne.
(La sezione 377 è irrazionale, indifendibile e palesemente arbitraria.)

La legge del 1860 reprimeva in particolare il sesso orale (fellatio, anilingus, cunnilingus) e anale (sodomia omosessuale o eterosessuale). Prevedeva fino a 10 anni di prigione per questi rapporti sessuali considerati contrari ad un comportamento naturale, così come la zoofilia e i rapporti sessuali con una persona non consenziente.

tale legge ereditata dalla colonizzazione britannica non era più applicata da decenni, ma serviva spesso come pretesto per vessazioni della polizia o delle amministrazioni contro le persone omosessuali. Non perché avessero delle relaziono omosessuali, ma per il fatto di essere omosessuali.

La sezione 377 del codice penale indiano non è quindi stata abrogata, ma è ormai applicabile solo ai rapporti con un animale o con una persona non consenziente.

Nel video qui sotto di India Today, la giornalista inizia la trasmissione silurando cinque miti relativi alla decisione della Corte suprema. Tale decisione trova uno dei suoi limiti nel fatto che non dice niente sui rapporti sessuali imposti ad una moglie da parte del marito (in altre parole, uno stupro coperto dal matrimonio). E prima di intervistare la comunità LGBT, la giornalista domanda se, assumendo che la Corte suprema ha motivato il proprio verdetto, Suresh Kaushal – che era ricorso alla Corte suprema per confermare l'illegalità dell'omosessualità e delle relazioni omosessuali in India – accetti di chiedere scusa. «No!» ha risposto. E ho stoppato il video al minuto 3:47, piuttosto che ascoltare le sue infamanti argomentazioni. Se il demonio avesse un nome, saprei come chiamarlo…

I giudici hanno voluto anche firmare o cofirmare tre sentenze distinte dalla decisione comune e facendo valere le particolarità della loro opinione o della loro sensibilità personale. Nella decisione comune e negli altri tre testi, i cinque giudici hanno abbondantemente citato nomi illustri come quelli di Shakespeare, Goethe, Schopenhauer, John Stuart Mill e anche Leonard Cohen.

Nella decisione principale, cofirmata dal presidente della giuria Dipak Misra – che finirà il suo mandato il 2 ottobre 2018 – e dal giudice A.M. Khanwilkar, si trova questa frase che sembra uno slogan o una dichiarazione d'amore… giudiziaria:

The LGBTQ community needs the rainbow of hope for the sake of the humanity.
Dipak Misra et A.M. Khanwilkar
(La comunità LGBTQ ha bisogno dell'arcobaleno della speranza, per il bene dell'umanità.)

Il giudice Rohinton F. Nariman, nel suo testo, ha chiesto al governo federale di aprirsi all'eradicazione della stigmatizzazione che colpisce l'omosessualità e le minoranze sessuali. Un primo passo è stato fatto nel 2017 con la promulgazione della legge sulla salute mentali in India, che ha riconosciuto che l'omosessualità non è una malattia mentale.

Subito prima del pronunciamento della sentenza, la Società indiana di psichiatria (IPS) aveva invitato gli indiani a smettere di considerare l'omosessualità come una malattia mentale e aveva ricordato la propria posizione sull'argomento senza la minima ambiguità:

Homosexuality is not a psychiatric disorder and we recognise same sex sexuality as a normal variant of human sexuality much like heterosexuality and bisexuality.
Indian Psychiatric Society
(L'omosessualità non è un disordine psichiatrico e riconosciamo la sessualità tra persone dello stesso sesso come una variante normale della sessualità umana, proprio come l'eterosessualità e la bisessualità. – Società indiana di psichiatria)

Unica donna nel collegio dei cinque giudici, Indu Malhotra ha chiesto alla società indiana di presentare delle scuse per aver stigmatizzato la comunità LGBT per tanti anni.

D.Y. Chandrachud, da parte sua, stima che la criminalizzazione dell'omosessualità sia «incostituzionale» e che bisognerebbe andare ben al di là di una semplice depenalizzazione dell'omosessualità.

Section 377 is based on deep-rooted gender stereotypes. It persecutes people. It is a majoritarian impulse to subjugate a sexual minority to live in silence.
D.Y. Chandrachud, juge à la Cour suprême indienne
(La sezione 377 si basa su degli stereotipi di genere profondamente radicati. Perseguita le persone. È il rflesso di una maggioranza che vuole forzare una minoranza sessuale a vivere nel silenzio.)

Le persone LGBT devono beneficiare, davanti alla legge, di un livello di cittadinanza e di protezione identico agli altri, sapendo che l'orientamento sessuale e la scelta dei partner costituiscono dei «diritti costituzionali» a pieno titolo, ha dichiarato il giudice Chandrachud.

Le decisioni notificate il 6 settembre 2018 dalla Corte suprema e dal suo collegio di cinque giudici sembrano mettere definitivamente fine ad una soap opera giudiziaria iniziata nel 2001.
Nel 2013, la Corte suprema si era rifiutata di prendere una decisione, dichiarando che spettasse al legislatore stabilire in materia. Il legislatore non ha abrogato la sezione 377, né confermato i diritti costituzionali e legali alle persone LGBT, né dato raccomandazioni a proposito di un maggiore rispetto e una maggiore tolleranza.

Il 15 settembre 2018, India Today ha pubblicato un numero speciale sulla depenalizzazione con una fantastica copertina. ©indiatoday.in

Commento. La Corte suprema indiana ha agito con coraggio e dignità. La classe politica indiana non ha agito - e lo ha fatto con codardia.

Una codardia tanto più grande poiché il governo e i principali partiti dell'opposizione si sono tutti pronunciati a favore della depenalizzazione dell'omosessualità. Il governo aveva, tuttavia, pregato la Corte suprema di mantenersi strettamente sulla sezione 377, quindi di non occuparsi di argomenti altrettanto sensibili come il matrimonio gay o l'adozione omogenitoriale.

Perché, nonostante una benevolenza di facciata, il partito al potere e i fondamentalisti indù vicini al Primo ministro Narendra Modi non si possono considerare gayfriendly. Se sono d'accordo per depenalizzare l'omosessualità, è per meglio arroccarsi sulle loro posizioni ostili al matrimonio gay ed ad una reale uguaglianza di diritti. I leader musulmani e cristiani in India sono altrettanto ostili che i loro omologhi indù e altrettanto spinti verso una concezione retrograda ed umiliante dei diritti LGBT.

Dalla decisione giudiziaria del 6 settembre fino alla piena ed intera accettazione della comunità LGBT da parte della società indiana, il cammino sarà lungo. E anche, senza dubbio, lastricato di cause legali. Con una differenza essenziale rispetto al passato: il presidente della Corte suprema, fino adesso considerato come un factotum del potere politico, ha finalmente preso una decisione senza ambiguità e risolutamente progressista; con il pieno appoggio della Corte suprema, quindi della Costituzione indiana. Che, in attesa di avanzamenti, è ancora lo scudo migliore.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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