La Germania si prepara a legalizzare il terzo genere

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La Germania si prepara a legalizzare il terzo genere

(Blogmensgo, blog gay del 28 agosto 2018) Il governo tedesco ha convalidato, il 15 agosto 2018, un progetto di legge che mira ad istituire un terzo genere legale sui documenti di stato civile, in particolare gli atti di nascita. Il testo deve ancora essere approvato dal Bundestag (camera bassa del Parlamento), entro la fine del 2018. In caso, la Germania diverrebbe uno dei primi Paesi europei – dopo i Paesi Bassi e l’Austria – ad offrire, con questo riconoscimento amministrativo, un minimo di statuto alle persone intersex.

Divers fa rima con diversità?

Il progetto di legge sarà presentato al Bundestag dal Ministero federale dell’Interno, della Costruzione e dell’Habitat. Se fosse approvato così com’è, gli atti di nascita comporterebbero tre casi relativi al sesso del bambino: maschile, femminile, diverso (männlich, weiblich, divers). Per beneficiare di questa  «terza opzione» (dritte Option), bisognerà, tuttavia, presentare un certificato medico.

Bambino, bambina o "diverso" ? ©123RF/rioblanco

La terza opzione viene reclamata da diverso tempo dalle associazioni LGBTQI. Katarina Barley, ministro della Giustizia e membro del Partito Social-democratico (SPD, membro della coalizione al potere insieme ai conservatori), riconosce che è «tempo di modernizzare la legge sullo stato civile». E aggiunge che «nessuno dovrebbe essere oggetto di discriminazione in ragione della propria identità sessuale». Ma, come vedremo tra poco, il progetto di legge fa discutere.

Franziska Giffey, ministro federale per la Famiglia e anche lei membro della SPD, vede «una tappa importante verso il riconoscimento giuridico delle persone la cui identità di genere non è né maschile, né femminile ».

Günter Krings, segretario di Stato con la delega delle Relazioni con il Parlamento, ricorda che la nuova legge si limiterà alle persone intersex e non riguarderà le persone trans. Una dichiarazione che, come vedremo qui sotto, contraddice in po’ le osservazioni della Corte costituzionale.

Una semplice messa in conformità…

Di fatto, è la Corte costituzionale di Karlsruhe che ha ordinato, l’8 novembre 2017, la la legalizzazione di un terzo sesso amministrativo al più tardi entro il 31 dicembre 2018. La più alta Corte tedesca aveva lasciato al legislatore la scelta della denominazione applicabile al futuro terzo genere  («divers», «inter» o qualsiasi altro nome senza giudizio di valore) sugli atti di nascita o ogni altro documento di identità ufficiale.

La sentenza della Corte costituzionale aveva cassato quella di una giurisdizione inferiore, la Corte federale di giustizia, che non stimava necessario andare oltre il regolamento in vigore. Il sistema amministrativo tedesco propone, in effetti, dal maggio 2013, una mezza misura a favore delle persone intersex di nascita, vale a dire senza identità sessuale indiscutibile, in cui i genitori potevano scegliere di non indicare il sesso alla nascita. Le persone senza sesso amministrativo potevano in seguito optare per l’uno o l’altro sesso oppure non scegliere nessuna delle due opzioni.

Da qui l’utilità della famosa « terza opzione», che non implicherà né giudizi di valore, né formalità particolari, ma che necessiterà di un certificato medico.

…ma una terza opzione a minima

L’attuale regime tedesco nei confronti delle persone intersex corrisponde ad un pasticcio amministrativo: né l’obbligo di identificarsi come un uomo o come una donna (conformemente alla sentenza della Corte costituzionale), né uno status giuridico-amministrativo specifico – quindi ancora senza un riconoscimento definitivo dell’intersessualità o di un terzo genere. In altre parole né negazione totale, né vero riconoscimento legale.

La Corte costituzionale, nella sua sentenza del novembre 2017, precisa che la sua decisione concerne anche tutte le identità sessuali che si sono evolute, ad esempio le persone trans, contrariamente al trattamento «discriminatorio » – secondo i propri termini – della legislazione non ancora emendata. Sembra che il progetto di legge presentato al Bundestag sia ancora lontano dal suo compito, almeno su questo capitolo.

I Verdi vedono rosso

Il testo che sarà presentato al Bundestag non suscita certo l’entusiasmo della classe politica, anche della sua frangia più progressista. «Privo di ambizione e condiscendente, il progetto di legge sul terzo sesso è un disastro», hanno immediatamente denunciato gli ecologisti (die Grünen) in un comunicato. Vedono in tale testo un proseguimento della politica federale di discriminazione nei confronti delle persone trans e intersex, mentre la sentenza della Corte costituzionale suggeriva una legge più rispettosa dei loro diritti e della loro dignità.

Il comunicato del partito ecologista insorge in particolare contro la non soppressione del certificato medico obbligatorio per ogni cambio di genere e contro la chirurgia di rassegnazione sessuale o dei trattamenti ormonali praticati su minori anche quando la loro vita o la loro integrità psichica non sono in pericolo.

«Col suo progetto di legge, il governo federale mostra a quale punto male comprende le diversità di genere », conclude il comunicato dei Verdi. L’alleanza ecologista promette di introdurre degli emendamenti parlamentari più rispettosi del diritto all’autodeterminazione delle persone senza patologizzazione, senza stigmatizzazione, senza restrizioni e senza condiscendenza.

Senza incolpare il nuovo progetto di legge, il ministro federale della Famiglia stima che l’attuale legge sulle persone trans debba essere abrogata e rimpiazzata con una «legge moderna» più rispettosa della «diversità di genere ». Franziska Giffey considera in particolare che la psichiatrizzazione delle persone trans sia diventata «semplicemente obsoleta ».

Dritte Option reclama più audacia

 Le associazioni specializzate non sono certo più entusiaste. Il collettivo Dritte Option, che si batte per un riconoscimento più autentico ed incondizionato delle persone intersex, non nasconde la sua delusione.

Certo, Dritte Option salute la scelta di menzionare un «sesso diverso» (diverses Geschlecht) piuttosto che una formula del tipo «altro sesso» o «sesso differente». In compenso, l’associazione non accetta che il governo abbia escogitato l’inghippo relativo alle persone trans e al cambio di genere, col pretesto che altrimenti il Bundestag non avrebbe avuto il tempo di votare la legge nei tempi prescritti.

Dritte Option reclama l’inizio, dal 2018, di una doppia riforma giuridica che miri a «vietare gli interventi medici per i bambini intersessuali senza il loro consenso » e a liberare le persone trans dalla loro prigione medica e amministrativa.

Altrove in Europa e nel resto del mondo

Nei Paesi Bassi, nel maggio 2018, il tribunale di Limbourg ha dato il diritto, ad una persona intersex che lo reclamava, di ottenere un atto di nascita senza menzione di sesso maschile o femminile. La corte regionale, che ha affermato di anticipare una indispensabile modifica dei regolamenti applicabili allo stato civile, ha pregato il legislatore di confermare il più presto possibile.

In Austria, nel giugno 2018, la Corte costituzionale si è appoggiata all’articolo 18 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (che protegge tutte le persone che hanno «un’identità sessuale alternativa ») per esigere dal legislatore che legalizzi un terzo sesso. Sempre lì, la corte suprema austriaca ha lasciato al legislatore la scelta di una terminologia rispettosa  («diverso», «inter» o «altro »).

Nessun Paese europeo ha ancora legiferato, in maniera definitiva, sull’istituzione di un terzo genere. L’hanno fatto solamente pochi Paesi extraeuropei come l’Australia, la Nuova Zelanda, l’India e il Nepal.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

 

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