HIV/AIDS nel 2018: rimane ancora molto fa fare!

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HIV/AIDS nel 2018: rimane ancora molto fa fare!

(Blogmensgo, blog gay del 27 luglio 2018) I progressi verso l'eliminazione dell'AIDS per il 2030 sono reali, «ma tali progressi sono discontinui e fragili». Questo è quello che ha dichiarato il segretario generale delle Nazioni Unite, ilo 13 luglio 2018, presentanto un rapporto intitolato «Mettere la lotta contro l'AIDS al servizio della riforma dell'Organizzazione delle Nazioni Unite e della sanità mondiale» (FR | EN), che completa una sintesi di UNAIDS aggiornata nel 2018 (EN | FR).

In altre parole, gli sforzi per rispondere all'HIV devono essere intensificati nell'intero pianeta, anche nelle zone dove osserviamo dei progressi, compresi e soprattutto verso ler categorie di popolazione più esposte o stigmatizzate, in particolare tra gli uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini e tra le donne transgender, come mostra questo grafico.

Rischio massimo di infezione per i gay e per le donne transgender. © Onusida 2018

Ciò presuppone di intensificare le risposte sanitarie, vale a dire amplificarle, individuarle meglio e finanziarle meglio. Secondo l'UNAIDS, mancano 7 miliardi di dollari per finanziare la risposta all'AIDS conformemente agli obiettivi annunciati.

Possiamo recensire 1 milione di morti dovuti all'AIDS nel 2016, ossia un terzo in meno rispetto al 2010. Nel giugno 2017, circa 20,9 milioni di persone sieropositive sono state poste sotto trattamento antiretrovirale, ossia tre volte di più rispetto al 2010, ma 15,8 milioni di sieropositivi non hanno avuto accesso alle cure necessarie. Queste cifre suscitano allo stesso tempo speranza (triplicato il numero delle persone curate e diminuito di un terzo il numero dei decessi) ed il pessimismo (circa la metà delle persone sieropositive non hanno accesso agli antiretrovirali).

Anche il numero di nuove infezioni da HIV è in regresso, ma solamente del 18% tra il 2010 e il 2016. Nel 2016 ci sono state ancora 1,8 milioni di nuove infezioni, ossia più del triplo dell'obiettivo ufficiale di riduzione a 500.000 casi all'anno.

Non solo bisogna intensificare la lotta nelle zone più contaminate, ma non bisogna neanche accontentarsi di cifre meno negative che altrove, ricorda il rapporto dell'ONU:

Nelle regioni a bassa prevalenza, la maggior parte dei casi di infezione da HIV riguardano le popolazioni-chiave – consumatori di droghe iniettabili, lavoratori del sesso, persone transgender, detenuti, omosessuali e gli altri uomini che hanno rapporti sessuali con uomini – e i loro partner sessuali. Nelle regioni fuori dall'Africa sub-sahariana, le popolazioni chiave ed i loro partner sessuali hanno rappresentato l'80% delle nuove infezioni da HIV nel 2015. Anche in questa regione, rappresentano il 25% delle nuove infezioni nel 2015, da qui l'importanza di fargli avere accesso ai servizi [di depistaggio e di cura].

La relazione formula sei raccomandazioni principali per una migliore risposta contro HIV/AIDS, tra cui queste:

  1. Rivoluzionare il depistaggio dell'HIV.
  2. Sistematizzare una prevenzione combinata di HIV/AIDS, della tubercolosi e di altre infezioni legate.
  3. Promuovere i diritti della persona (in particolare delle donne) e lottare contro le discriminazioni.

La consegna del rapporto dell'ONU sull'AIDS è arrivata una decina di giorni prima del debutto del 22° congresso internazionale sull'AIDS (AIDS 2018), che si è tenuto dal 23 al 27 luglio 2018 ad Amsterdam, nei Paesi Bassi.
(Attenzione, solamente il sito ufficiale del congresso www.aids2018.org è abilitato a ricevere fondi o donazioni.)

Di cosa si è parlato? Di tutto questo…

…e di molte altre cose.

Come ogni anno in questa occasione, l'associazione Aidsmap ha offerto una copertura gratuita dell'evento, sul web e attraverso dei bollettini diffusi ogni giorno durante la durata del congresso, in cui vengono segnalate le notizie più salienti.
(Aidsmap non ha un costo, ma accetta donazioni.)

Da notare che Aidsmap ha diffuso bollettini quotidiani in cinque lingue (francese, inglese, spagnolo, portoghese, russo) attraverso posta elettronica, dopo un'iscrizione gratuita.

Notiamo anche che, quest'anno, mote conferenze di AIDS 2018 sono state trasmesse in streaming.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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