I tifosi di calcio si uniscono al Gay Pride Mexico 2018

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I tifosi di calcio si uniscono al Gay Pride Mexico 2018

(Blogmensgo, blog gay del 25 giugno 2018) Il Gay Pride del Messico, che si è tenuto il 23 giugno 2018, ha visto sfilare dei partecipanti inattesi: i tifosi di calcio venuti a festeggiare la vittoria della squadra nazionale di calcio, soprannominata El Tri, sulla piazza dell’Angelo dell’indipendenza (El Ángel de la Independencia). Proprio là sono andati i tifosi de El Tri per celebrare le vittorie della propria squadra nazionale. L’unione tra i manifestanti del Pride e i tifosi di pallone è tanto più stupefacente se consideriamo che la Fifa ha recentemente multato il Messico per dei cori omofobi in Russia, durante la partita Germania – Messico vinta (0-1) dalla squadra di Andrés Guardado.Omofobia e calcio in Messico in quattro date recenti

  • 17 giugno 2018. Il difensore tedesco Manuel Neuer viene chiamato puto (prostituto gay) da migliaia di tifosi messicani in coro nello stadio Loujniki di Mosca.
  • 20 giugno 2018. La Fifa infligge alla federazione messicana una multa quasi simbolica di 10.000 dollari per i cori omofobi messicani del 17 giugno. È, più o meno, la decima multa dal 2014 per il Messico per fatti simili.
  • 23 giugno 2018. Il Messico batte la Corea del Sud (1-2) e si avvicina alla qualificazione per gli ottavi di finale. Nessun coro omofobo intacca l’incontro e la federazione messicana lo dichiara forte e chiaro.
  • 23 giugno 2018. Giorno del Gay Pride in Messico, con partenza alle ore 12.00 da piazza dell’Angelo dell’indipendenza. Più meno alla stessa ora, il Messico sconfigge la Corea del Sud e i tifosi convergono tutti verso… la stessa piazza col celebre monumento all’indipendenza. Bandiere messicane e bandiere arcobaleno si sollevano per una celebrazione comune.

Per info, qui sotto una panoramica dei cori al puto urlati dai cosiddetti tifosi messicani contro Manuel Neuer, nel momento in cui il difensore tedesco tirava un rinvio da sei metri.

La federazione messicana continua ad affermare che tale insulto non sia omofobo. In caso di recidiva a breve termine, le sanzioni della Fifa diventeranno più dissuasive. Senza ombra di dubbio, è questo a spiegare l’assenza di cori omofobi il 23 giugno… e fino alla prossima sanzione.

Per un chiarimento sull’argomento, leggete questo articolo in inglese di Nick Greene e la sua eccellente traduzione in francese.

Incontri del terzo tipo al Gay Pride del Messico

Decine di migliaia di persone che celebravano il Gay Pride hanno quindi incontrato migliaia di persone che celebravano la vittoria della propria squadra nazionale di calcio. Il raggruppamento LGBT ufficiale e il raggruppamento calcistico improvvisato si sono immediatamente fusi, per un’urgenza comune: festeggiare!

Da ricordare, qui lo slogan del Gay Pride 2018 Mexico :

40 años viviendo en libertad. ¡No renunciaremos!
40 anni vivendo in libertà. Non ci rinunceremo!

I quattro decenni fanno evidente riferimento al 26 luglio 1978, data nella quale fu organizzata la prima marcia LGBT in Messico.

La sfilata del 23 giugno 2018, come si può costatare in questo video girato dai gli spettatori, mostra bandiere arcobaleno – le più numerose – e bandiere messicane.

Potrete farvene un’idea più precisa – ma con una qualità audio e video mediocre – attraverso questa carrellata contromano del corteo.

Leggendo tra le righe

Per tornare all’omofobia nel mondo del calcio, le sanzioni non saranno mai veramente dissuasive finché l’importo delle sanzioni rimarrà troppo graduato e inizierà con una sanzione minima troppo clemente.

Una sanzione di 10.000 dollari inflitta ad un Paese grande come il Messico? È tanto dissuasiva quanto condannare un assassino a tre mesi di carcere. Certo, la sanzione in caso di reiterazione include l’organizzazione di una partita in casa su terreno neutro o davanti a tribune vuote, cosa che costituisce una doppia sanzione contro il portafogli e contro l’immagine del «colpevole». Ma l’ultima sanzione – vale a dire la squalifica di un turno o l’esclusione da ogni competizione ufficiale per diversi anni – sarebbe sicuramente più dissuasiva se non fosse preceduta da una serie di sanzioni intermedie.

Per tale multa di 10.000 dollari, la Fifa salva le apparenze facendo credere di agire contro l’omofobia, anche se la cifra irrisoria dell’ammenda attesta che la Fifa non considera l’omofobia come un flagello da estirpare dagli stadi con rapidità e fermezza.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

 

 

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