Primo trailer del film sui Queen Bohemian Rhapsody

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Primo trailer del film sui Queen Bohemian Rhapsody

(Blogmensgo, blog gay del 30 maggio 2018) Fa caldo, non vediamo l'ora che arrivi il weekend, quindi non perderemo la testa con un chilometrico articolo sul postmodernismo. Il 15 maggio 2018, è uscito il primo trailer di Bohemian Rhapsody, la biografia sui Queen e sul suo emblematico cantante Freddie Mercury. Vediamo, innanzitutto, il trailer, che dimostra che sia un buon lavoro con un buon montaggio. Non parleremo del film in uscita, ma, dopo il trailer, parleremo di due elementi che infastidiscono.

Giusto in caso ci stesse leggendo un marziano appena sbarcato sulla Terra o qualcuno che ha passato gli ultimi tre decenni in una cella di isolamento, ricordo che Freddie Mercury era omosessuale (ha rivelato pubblicamente la propria omosessualità nel 1974), che il nome del gruppo non è stato scelto a caso e che Freddie è morto a causa dell'AIDS il 24 novembre 1991. A quasi, quindi, ventisette anni dalla sua morte, uscirà il film biografico Bohemian Rhapsody.

Focalizziamoci adesso sul primo trailer e sul messaggio che accompagna la sua pubblicazione su YouTube.
Cosa dice il trailer a proposito dell'omosessualità di Freddie Mercury? Niente.
Cosa dice a proposito dell'AIDS? Niente. Accenna a malapena di una life-threatening illness, una malattia potenzialmente letale che non viene nominata.

Dovremmo arrabbiarci per il fatto che i produttori hanno cancellato con un colpo di spugna l'omosessualità di Freddie Mercury e l'AIDS, causa della sua morte? Sicuramente sì. Per non parlare dei capricci che si sono visti durante la realizzazione del film – sostituzione di un regista gay con uno eterosessuale, ecc.

Contrariamente all'opinione prevalente, credo che il fatto che siano stati smussati gli angoli più spigolosi possa avere un effetto positivo, a condizione che l'omosessualità e la malattia di Freddie Mercury occupino nella versione definitiva del film la parte fondamentale che spetta loro.

Questo colpo di spugna – scellerato o reazionario, poco importa – avrà senza dubbio l'effetto di non spaventare i potenziali spettatori che non sarebbero andati a vedere il film se il trailer avesse avuto un atteggiamento troppo militante. Sostengo che l'omofobia sia in gran parte il risultato di un'adesione – quando non addirittura di un'aderenza – a dei cliché e a dei pregiudizi, che l'omofobo non si sforza di mettere in dubbio.
Se degli omofobi andassero a vedere il film (senza sapere che…) e se il film desse ai temi dell'omosessualità e dell'AIDS lo spazio che meritano – tutto ciò potrebbe avere il risultato di rimettere in discussione le opinioni omofobe di alcuni di loro.

Giusto ieri ho visto delle persone cantare una canzone die Queen. Erano i calciatori dell'Olympique Lyonnais, giusto dopo la loro vittoria in Champions League contro la squadra tedesca del Wolfsburg. Bastava leggere le loro labbra per capire che Eugénie Le Sommer ed i suoi compagni di squadra cantavano We Are the Champions. E nei Paesi anglosassoni cantano, invece, We Will Rock You come inno della vittoria.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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