Têtu si prepara a rinascere

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (No Ratings Yet)
Loading...

Têtu si prepara a rinascere

(Blogmensgo, blog gay del 24 maggio 2018) La rivista Têtu, messa in liquidazione giudiziaria il 22 febbraio 2018, presto rinascerà, grazie ad un investimento di 700.000 euro concesso da un gruppo di imprenditori e social manager francesi, con Marc-Olivier Fogiel come prestanome. Contrariamente alle versioni precedenti, la nuova attività di Têtu sarà principalmente digitale, con una versione cartacea come complemento. In altre parole, un marchio più che una semplice rivista.

Sarà una nuova società, SAS Têtu Ventures, che piloterà la rinascita del titolo più emblematico della stampa gay francese. Diretta da Albin Serviant, l'azienda è co-finanziata da diversi headliner come Marc-Olivier Fogiel, l'agente e produttore Marc Hernandez-Martinez (fondatore dell'agenzia musicale Villa Mederic), o ancora Cyril Chapuis, direttore generale aggiunto de L’Oréal Luxe.

Têtu, la fenice della stampa LGBT (screenshot)

Gli acquirenti hanno nominato Romain Burrel alla guida di una redazione di quattro giornalisti. La squadra ridotta dovrà preparare la rinascita di tetu.com e della rivista stampata. La versione cartacea punta ad un tiraggio di 40.000 copie, ma con una periodicità trimestrale, mentre la versione precedente era bimestrale, dopo aver sostituito la rivista mensile.

Il sito web sarà la spina dorsale del nuovo gruppo Têtu. Rimasto vuoto da ogni nuovo articolo dal 19 febbraio 2018, il sito si è arricchito, il 22 maggio, di una nota esplicativa firmata da Romain Burrel e Albin Serviant. Solamente a partire da settembre 2018, sarà messa online la nuova versione di tetu.com, con un contenuto annunciato come molto più multimediale ed interattivo dell'attuale sito inattivo.

Concretamente, spiegano Burrel e Serviant, il sito web proporrà «una formula che combina articoli gratuiti e contenuti esclusivi, attraverso un abbonamento premium, che si concentrerà su video e podcast». Bisognerà attendere la fine del 2018 per l'uscita di un trimestrale stampato dai «contenuti più lunghi, più ambiziosi e con l'iconografia completamente rinnovata».

Romain Burrel, 37 anni, ha una formazione come giornalista multimediale. Specializzato in articoli culturali e LGBT, ha lavorato in radio (per France Culture), in televisione (per LCI), e naturalmente per la stampa: per Les Inrockuptibles con cui continua a collaborare, ma anche per… Têtu, sotto tre direzioni diverse.

Commento. Non possiamo che rallegrarci del ritorno di un titolo così importante per la stampa LGBT, augurandogli una vita più lunga rispetto ai due precedenti tentativi.

Contrariamente alle due effimere declinazioni precedenti, la nuova formula punta innanzitutto sul digitale. Cosa che conferma, forse, la presenza di Marie Ekeland – capital-rischiosa specialista in investimenti nel mondo online – tra i nuovi azionisti fondatori di SAS Têtu Ventures.

Era necessario resuscitare la versione stampata della rivista? La nota di Burrel e Serviant spiega a mezze parole che il futuro trimestrale sarà più raffinato rispetto alle versioni bimestrali e mensili. Questa «scalata» è una condizione indispensabile per attirare la pubblicità dei marchi del lusso. Perché dei marchi di lusso? Perché corrispondono ad uno dei rari segmenti che hanno ancora bisogno di riviste stampate per piazzare le proprie pubblicità, ma a condizione che tali riviste raggiungano un livello qualitativo non svalorizzante per dei marchi di prestigio. semplice supposizione, che la lettura del trimestrale confermerà (oppure no).

La cosa che mi preoccupa veramente riguarda il «marchio» che adotterà il nuovo Têtu. Un marchio corrisponde alle regole ed alle idiosincrasie orto-tipografiche in uno presso un editore, in una collezione o in un titolo di stampa. La nota esplicativa di Burrel e Serviant sembra prefigurare l'utilizzo della famosa «scrittura inclusiva», sottolineando che «gli/le omosessuali sono perseguitat* in troppi Paesi».

Qui, come altrove, la scrittura inclusiva è sintomo di falso perbenismo e di calamità. Volendo includere tutti, si produrranno delle formule vicine all'illeggibilità. Come scrivere «gli/le omosessuali sono perseguitat*» senza sacrificare l'eleganza redazionale? Scrivendo «Gli omosessuali subiscono delle persecuzioni». Bisogna non cedere agli allarmismi di un'inclusività e di un femminismo debilitanti, mentre l'inclusività e il femminismo dovrebbero, secondo me, innalzare l'uomo. Gli scritti di Romain Burrel attestano tale competenza. Possa avere dei collaboratori talentuosi quanto lui.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

Nessun commento ancora

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This Blog will give regular Commentators DoFollow Status. Implemented from IT Blögg