Due mozioni parlamentari per legalizzare il matrimonio gay in Irlanda del Nord

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Due mozioni parlamentari per legalizzare il matrimonio gay in Irlanda del Nord

(Blogmensgo, blog gay del 5 aprile 2018) Il deputato laburista Conor McGinn e il Lord conservatore Hayward hanno deposto, rispettivamente alla Camera dei Comuni (28 marzo) e alla Camera dei Lord (27 marzo), una mozione mirante a legalizzare il matrimonio delle coppie dello stesso sesso in Irlanda del Nord. Una precedente mozione parlamentare che mirava a legalizzare il matrimonio gay in Irlanda del Nord aveva fallito nel novembre 2015. L'Irlanda del Nord rimane il solo grande territorio delle isole britanniche e  anglo-normanne a non avere ancora legalizzato il matrimonio omosessuale; neanche i matrimoni di coppie dello stesso sesso contratti all'estero sono riconosciuti.

Nel parlamento dell'Irlanda del Nord non avrebbe potuto essere direttamente depositata una nuova domanda di apertura al matrimonio delle coppie dello stesso sesso a causa di un vuoto politico parlamentare che dura da ormai quindici mesi. Da qui il doppio tentativo di legiferare da Westminster e non da Belfast. Per farlo, i due parlamentari della Camera bassa e della Camera alta del parlamento britannico hanno depositato una mozione con lo stesso titolo – Marriage (Same-Sex Couples) (Northern Ireland) Bill – che i deputati e i Lord potranno, se lo desiderano, trasformare in proposta di legge.

Il deputato britannico Conor McGinn lancia il dibattito a Westminster. ©conormcginn.co.uk

Il fatto di bypassare Belfast ha anche come obiettivo quello di non ripetere la situazione del 2015, che corrisponde in Irlanda del Nord al quinto tentativo parlamentare in tre anni per legalizzare le unioni omosessuali. Quell'anno, nonostante un voto parlamentare favorevole al matrimonio gay (anche se con un solo voto di scarto), il Partito unionista democratico (DUP), a forte dominanza protestante, aveva posto il proprio veto.

La mozione depositata da Lord Howard richiama allo stesso tempo la legalizzazione del matrimonio omosessuale, il riconoscimento dei matrimoni gay e lesbici contratti all'estero, un allineamento del trattamento sanitario e pensionistico per tutte le coppie (che siano sposate o unite in PACS) e infine una terminologia amministrativa meno basata sul genere. Il testo non ha incontrato né dibattito né opposizione, il 27 marzo, in prima lettura. Sarà presentato in seguito ai pari della Camera dei Lord in seconda lettura.

Il Partito conservatore britannico non ha dato alcuna indicazione di voto nei confronti dell'altro testo depositato davanti alla Camera bassa del parlamento britannico, ha precisato Conor McGinn poco prima di presentare la propria mozione.

Conor McGinn ha difeso la propria mozione, il 28 marzo 2018, davanti alla Camera dei comuni. Il deputato laburista Ged Killen ha, in seguito, interpellato il Primo ministro, Theresa May, ricordandole i quindici mesi di stato vegetativo del parlamento dell'Irlanda del Nord e chiedendole di agire in modo da non fare il gioco del DUP.

Theresa May ha innanzitutto fatto sapere che non interverrà per legalizzare il matrimonio omosessuale in Irlanda del Nord. Non perché sia del DUP (che però sostiene il governo May) o contro il matrimonio delle coppie dello stesso sesso, ma perché secondo lei questo tipo di questioni rientrano nelle prerogative di Belfast, in nome delle leggi britanniche di decentralizzazione. È quindi a Stormont (Belfast) e non a Westminster (Londra) che spetta, secondo lei, legiferare sull'apertura del matrimonio alle coppie omosessuali.

Qualche tempo prima, la risposta scritta dell'Ufficio per l'Irlanda del Nord (Northern Ireland Office, o NIO) ad una domanda parlamentare  stipulava che «il matrimonio delle coppie dello stesso sesso riguarda la decentralizzazione». E il NIO aggiunge che il parlamento di Westminster è libero di legiferare su tale argomento, ma a condizione che lo scrutinio sia senza consegna di voto. In altre parole, il NIO esclude e non esclude che il parlamento di Westminster si sostituisca a quello di Stormont per legalizzare il matrimonio gay in Irlanda del Nord.

In loco, il DUP non ha più i numeri per porre il veto senza l'appoggio di un altro partito. Il DUP, in effetti, non ha ottenuto che 28 seggi alle ultime elezioni e servono almeno 30 voti (su 90 seggi) per formalizzare un veto. Ma la ripresa effettiva dell'attività parlamentare dipenderà dalle negoziazioni tra il DUP e gli altri partiti, iniziando dal Sinn Féin (27 seggi). Tutte le formazioni politiche dell'Irlanda del Nord, ad eccezione del DUP, sono favorevoli al matrimonio gay, cosa che rappresenta circa 55 voti su 90.

L'associazione Love Equality chiede l'uguaglianza del matrimonio per tutte le coppie in Irlanda del Nord, attraverso una petizione che 46 000 persone hanno firmato e che sarà depositata al numero 10 di Downing Street (dove risiede ufficialmente il Primo ministro britannico) il 28 marzo 2018. La petizione del 2018 ha raccolto più del doppio delle firme rispetto ad una petizione del 2016 sullo stesso tema.

In Irlanda del Nord, secondo tutti i sondaggi, la popolazione è largamente favorevole alla legalizzazione del matrimonio omosessuale. Un sondaggio Ipsos-Mori del 2015 segnava il Sì al matrimonio al 68% degli adulti (l'anno seguente, lo stesso sondaggio piazzava il Sì al 70%). Un sondaggio LucidTalk del 2017 piazzava il Sì al 61%. A metà 2017, un altro sondaggio indicava che tra i simpatizzanti del DUP, il 44% erano favorevoli al matrimonio gay e solamente il 42% si opponevano.

Alcuni sfegatati unionisti (sostenitori del congiungimento politico dell'Irlanda del Nord alla Gran Bretagna) suggeriscono di includere il tema matrimonio omosessuale tra le questioni che saranno probabilmente sottoposte a referendum in Irlanda del Nord. Gli elettori dovrebbero pronunciarsi sul matrimonio gay, l'aborto, la Brexit, le relazioni con la Gran Bretagna e quelle con l'Irlanda.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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