I deputati cileni votano una legge a favore delle persone trans

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I deputati cileni votano una legge a favore delle persone trans

(Blogmensgo, blog gay del 29 gennaio 2018) La Camera dei rappresentanti del Cile ha votato, il 23 gennaio 2018 con 68 voti favorevoli e 35 contrari, una legge sull'identità di genere che autorizza le persone trans ed intersessuali maggiorenni (almeno 18 anni) a modificare nome ed identità di genere ufficiale tramite una semplice dichiarazione negli uffici dell'anagrafe. Quindi senza operazione chirurgica, senza certificato medico o psichiatrico e senza bisogno di passare attraverso un tribunale. Il testo li obbliga solamente ad informare il partner o il congiunto del cambio di identità ufficiale al quale si sta procedendo.

La Camera dei deputati aveva scelto di spostare la votazione dal 16 gennaio al 23 gennaio in ragione della visita di Papa Francesco. Il testo ha quindi potuto essere votato durante il mandato della presidentessa Michelle Bachelet.

Il Senato aveva adottato una prima versione del testo nel giugno 2017. Dopo l'introduzione di alcuni emendamenti da parte dei deputati, la legge sull'identità di genere deve ancora essere convalidata in terza lettura dal Senato. Ogni emendamento supplementare obbligherà ad un esame del testo in commissione mista parlamentare.

In compenso, tre articoli della legge, tra cui quello che prevede l'applicazione per i bambini ed adolescenti trans (con l'accordo dei genitori) di disposizioni simili a quelle per gli adulti, non ha potuto essere adottata dalla Camera in ragione del non raggiungimento del quorum. I bambini e gli adolescenti trans o intersessuali possono certo cambiare genere in anagrafe, ma a condizione che un giudice per i minori dia il via libera.

Pe ril momento ignoriamo se la camera alta del Congresso (il parlamento cileno) accoglierà il testo prima dell'entrata in carica, l'11 marzo 2018, del presidente eletto Sebastián Piñera. Non è neanche precisato se la parte relativa ai minori trans potrà essere votata dalla Camera e trasmessa al Senato prima della votazione della legge sull'identità di genere. Infine, non è indicato neanche se il Congresso mira a legiferare sul matrimonio tra persone dello stesso sesso prima dell'arrivo del successore di Michelle Bachelet.

Sebastián Piñera è contrario all'apertura del matrimonio alle coppie omosessuali e alla libera scelta dell'identità di genere per le persone trans e intersessuali. In compenso, il Congresso sembra in maggioranza favorevole alle due questioni. Resta da sapere se, una volta al potere, Piñera cercherà dio contrastare i rappresentanti del popolo o accetterà il loro probabile voto a favore dell'apertura del matrimonio alle coppie omosessuali e alla fine delle traversie amministrative e giudiziarie inflitte alle persone trans e intersessuali.

Il 9 gennaio 2018, la Corte interamericana dei diritti dell'uomo aveva invitato l'America Latina a legalizzare il matrimonio gay. La camera bassa del Congresso cileno ha certo visto di buon occhio tale richiesta, ma il voto di questi giorni è il risultato di una coincidenza nei calendari, poiché il progetto di legge sull'identità di genere era stato presentato nel parlamento cileno per la prima volta quattro anni fa.

Il testo votato dai deputati istituisce, tra l'altro, il reato di discriminazione legata all'espressione di genere. Se il presidente Piñera dovesse battersi contro tale legge, potremmo considerarlo colpevole del reato di discriminazione transfobica?

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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