La Corte costituzionale austriaca ordina la legalizzazione del matrimonio gay

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (No Ratings Yet)
Loading...

La Corte costituzionale austriaca ordina la legalizzazione del matrimonio gay

(Blogmensgo, blog gay del 7 dicembre 2017) La Corte costituzionale d'Austria (Verfassungsgerichtshof, o VfGH) ha deciso, con una sentenza pubblicata il 5 dicembre 2017, che il divieto del matrimonio tra persone dello stesso sesso è illegale e incostituzionale, quindi discriminatorio. La più alta corte austriaca ribalta così le decisioni di giustizia prese in prima istanza e in appello. Il matrimonio omosessuale deve conseguentemente essere legalizzato al più tardi entro il 2019, ha giudicato la VfGH.

Gerhart Holzinger. Il presidente della VfGH in seduta con la vice-presidente Brigitte Bierlein. ©vfgh.gv.at

La Corte costituzionale era stata interpellata da una coppia di lesbiche che contestavano il divieto di sposarsi, considerando che tale divieto è motivato dall'orientamento sessuale delle richiedenti, quindi palesemente discriminatorio. I 14 guardiani della Costituzione hanno dato ragione alle due donne, non solamente confermando l'illegalità e l'incostituzionalità del divieto del matrimonio  gay e lesbico, ma anche pronunciando l'esecuzione immediata della sentenza a loro favore, quindi autorizzandole a sposarsi subito, con pieno ed intero valore giuridico del loro matrimonio.

Legalizzazione del matrimonio gay entro il 31 dicembre 2018

Il divieto del matrimonio tra persone dello stesso sesso «viola il principio di uguaglianza e di non discriminazione delle persone sulla base delle qualità personali come l'orientamento sessuale», scrive la Corte nella propria sentenza. Il matrimonio tra persone dello stesso sesso dovrà di conseguenza diventare effettivo al massimo entro il 1° gennaio 2019, a meno che il legislatore anticipi tale decisione di giustizia legiferando in tale senso.

Una delle argomentazioni contestanti il carattere discriminatorio dell'attuale legislazione è che lo statuto matrimoniale di una persona rivela forzatamente il proprio orientamento sessuale – che non deve essere rivelato – se tale persona è unita in PACS, poiché il PACS («unione civile») istituita da una legge del 2009 riguarda le coppie gay e lesbiche.

La sentenza della VfGH prevede non la scomparsa del PACS omosessuale, ma il suo allargamento alle coppie eterosessuali. Le coppie gay e lesbiche unite in PACS hanno il diritto di adottare; potranno presto farlo in quanto coppie omosessuali sposate (ma la trasformazione del PACS in matrimonio non sarà automatica). Se i diritti dei PACS attualmente sono abbastanza simili a quelli del matrimonio, i due regimi – PACS e matrimonio – continueranno a coesistere con il PACS ormai accessibile agli eterosessuali e il matrimonio finalmente legale per gli omosessuali. Il fatto di rivelare il proprio stato coniugale non rivelerà quindi più l'orientamento sessuale, poiché il PACS e il matrimonio saranno accessibili indifferentemente alle coppie omosessuali ed eterosessuali.

La classe politica presa alla sprovvista

La Corte suprema infligge de facto un affr4onto alla coalizione parlamentare formata dopo le elezioni del 15 ottobre 2017 dai partiti ÖVP di destra (poco favorevole al matrimonio gay) e FPÖ di estrema destra (decisamente ostile). Il probabile futuro cancelliere Sebastian Kurz, del partito ÖVP, avrebbe preferito dotare i PACS omosessuali degli stessi diritti del matrimonio eterosessuale, ma senza aprire il matrimonio alle coppie dello stesso sesso.

In compenso, i socialdemocratici (SPÖ), i liberali (NEOS) e i verdi sono favorevoli al matrimonio gay. Hanno tentato invano, nel giugno 2017, di far adottare un emendamento legislativo in tale direzione, ma ÖVP e FPÖ hanno votato contro.

Una novità in Europa

La sentenza della Corte suprema austriaca corrisponde alla prima decisione di giustizia in Europa che mira a legalizzare il matrimonio gay. La legalità del matrimonio tra persone dello stesso sesso in altri 15 Paesi europei è il risultato di un voto parlamentare (come nei Paesi Bassi nel 2001, In Spagna nel 2005, in Islanda e in Portogallo nel 2010, in Francia nel 2013, in Inghilterra e in Lussemburgo nel 2014, a Malta, in Finlandia e in Germania nel 2017), attraverso un voto referendario (Irlanda nel 2015, dove il Parlamento ha solo convalidato il voto).

Nel 2019, la Svizzera e il Liechtenstein rimarranno i soli Paesi a maggioranza germanofona dove il matrimonio tra persone dello stesso sesso rimarrà illegale.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

Nessun commento ancora

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This Blog will give regular Commentators DoFollow Status. Implemented from IT Blögg