Australia: ultimi preparativi prima del Sì al matrimonio gay

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Australia: ultimi preparativi prima del Sì al matrimonio gay

(Blogmensgo, blog gay del 17 novembre 2017) Le votazioni per il referendum australiano sul matrimonio gay sono chiuse dal 7 novembre 2017 e la proclamazione dei risultati era attesa per il giorno 15 novembre 2017, alle ore 10.00 del mattino ora locale. Anche se – come avevano predetto i sondaggi – il  ha vinto a larga maggioranza, bisogna dare un seguito legislativo allo scrutinio anche se non ha un valore vincolante e non è, quindi, un vero e proprio referendum. Come prima e durante la fase dello scrutinio, c'è stata una nuova ondata omofobica.

Appuntamento al 17 novembre 2017 alle 10.00 ora locale! ©abs.gov.au

Chi fornirà i dati ufficiali?

Spetta all'Australian Bureau of Statistics (ABS) il conteggio dei voti e la trasmissione dei risultati al governo federale. Il verdetto dello scrutinio è poi stato ufficialmente proclamato durante un discorso radiofonico e televisivo. Nello stesso momento è stata annunciata la presentazione, davanti al Parlamento federale, di un progetto di legge o di una proposta di legge sul matrimonio tra persone dello stesso sesso. In attesa dei risultati, entrambe le parti in campo avevano preparato le proprie argomentazioni e le proprie risposte.

L'ABS non ha fornito che i grandi indicatori statistici su scala nazionale e in ogni Stato o territorio: tasso di partecipazione in proporzione al numero teorico di elettori, percentuale dei Sì, percentuale dei No, percentuale delle «risposte non chiare». Questa formulazione ingloba sia le schede bianche (nessuna risposta barrata) e delle schede nulle (due risposte crocettate o qualsiasi modifica del quesito sottoposto a referendum).

Le schede di voto sono strettamente identiche: a parte un codice a barre per ciascun elettore, non è possibile alcuna identificazione nominativa, geografica o demografica. L'ABS non diffonderà quindi risultati di voto in base al sesso o alla fascia d'età.

«Elettori silenziosi» o di «altro genere»

La distribuzione statistica sarà effettuata da fornitori indipendenti. Non meno di quindici fasce d'età sono state calcolate, dai 18-19 anni fino agli 85 ed oltre.

Molte categorie di persone saranno oggetto di un calcolo statistico particolare accompagnati da una sigla in inglese: no further details (NFD), in altre parole senza altre precisazioni. I dati relativi a queste persone saranno tutti aggregati senza distinzione, in modo da impedire ogni possibilità di riconoscimento nominativo.

Oltre alle varie categorie di popolazione come i membri delle forze di difesa all'estero, le sigle NFD si applicheranno a due tipi di votanti specifici in Australia. Ricordiamo che l'Australia ha legalizzato un passaporto a genere X nel 2011 e confermato l'esistenza di un genere «non specifico» nel 2014. I dettagli di voto delle persone che si identificano come appartenenti ad un «altro genere» saranno inserite nella categoria generale NFD. Altre specificità australiane, i silent electors (elettori anonimi) corrispondono a persone che rifiutano di essere identificabili, per motivi di sicurezza o per ogni altra valida ragione, ad esempio celebrità o persone sotto minaccia.

Gli istituti di sondaggio conoscevano senza dubbio già prima il verdetto delle urne con una precisione più o meno sicura. Avevano già anticipato che il tasso di partecipazione, intorno all'80%, era assolutamente enorme per uno scrutinio a partecipazione facoltativa e con risultato giuridicamente non vincolante.

Gli omofobi rifiutano di ammettere la sconfitta

Dean Smith, senatore del Partito Liberale, contava di depositare una proposta di legge sul matrimonio tra persone dello stesso sesso prima della proclamazione dei risultati, in modo che il Parlamento sia in grado di legiferare entro Natale. Il senatore dell'Australia Occidentale aveva deposto una sua proposta di legge nell'agosto 2017, ma il Primo ministro federale Malcolm Turnbull ha preferito l'organizzazione di questo referendum.

Anche una dozzina di parlamentari del Partito Liberale (maggioranza conservatrice) volevano introdurre una propria proposta di legge. Ma contrariamente a quella di Dean Smith, era per sancire quello che loro chiamano il diritto alla libertà genitoriale, alla libertà di espressione, alla libertà di religione. In altre parole un diritto all'omofobia che permetterebbe a delle obbedienze religiose di rifiutare il matrimonio omosessuale o a dei commercianti di non servire coppie gay e lesbiche in quanto contrario alle proprie convinzioni.

Sapendo già il risultato dei referendum, non rimane che attendere per misurare l'ampiezza della sconfitta subita dagli omofobi, le cui osservazioni oltraggiose hanno già fatto abbastanza danni.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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