Gay Pride 2017 riusciti in Serbia e Montenegro

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Gay Pride 2017 riusciti in Serbia e Montenegro

(Blogmensgo, blog gay del 26 settembre 2017) Il Primo ministro serbo Ana Brnabić ha partecipato, il 17 settembre 2017, al Gay Pride di Belgrado. Non è la prima volta che dei ministri serbi partecipano al Gay Pride di Belgrado, ma non era mai successo che un Primo ministro in carica – in questo caso, una persona dichiaratamente lesbica – vi avesse preso parte. Un Gay Pride si è tenuto anche il 23 settembre nel vicino Montenegro, anche qui con chiare e precise rivendicazioni.

Belgrado, nuova meta LGBT ?

Qui sotto, un breve reportage in diretta e senza commento. Si vede che, in confronto ai Pride «occidentali», quello di Belgrado è molto, molto, molto, molto pacato. La fine del reportage si focalizza sulle forze dell'ordine inquadrando qualche infervorato da Dio che tenta  – invano – di dissuadere le persone dai festeggiamenti.

Il Gay Pride 2017 di Belgrado ha visto sfilare il primo ministro Ana Brnabić – 11 giorni prima del suo 42o compleanno – Così come il Ministro dell'Amministrazione territoriale (Branko Ružić), il suo collega per il Lavoro (Zoran Đorđević) e il sindaco della capitale, Siniša Mali, quest'ultimo un habitué dell'evento, a favore del quale milita da anni.

Gli slogan (Vogliamo il cambiamento) insistevano sulla necessaria apertura a più diversità in Serbia, cosa che implica un maggiore rispetto dei diritti della comunità LGBT. D'altra parte, è quello che ha promesso il Primo Ministro, la cui promessa riguarda le minoranze non LGBT.

Due giorni prima della parata, Ana Brnabić ha affermato che la Serbia non è un Paese né omofobo, né xenofobo. Il ministro dell'Amministrazione territoriale ha tuttavia riconosciuto che la Serbia è stata omofoba «in passato».

Di fatto, solamente qualche decina di irriducibili guidati dai fondamentalisti ortodossi hanno cercato di organizzare una contromanifestazione il 17 settembre. Dal canto suo, il corteo LGBT ha assemblato una migliaio di persone.

Qui sotto, un reportage di AP in diretta – e in serbo – non commentato, dove si vede il Primo ministro serbo in un discorso alla nazione (LGBT).

Le forze dell'ordine erano un terzo rispetto a quelle del 2014 (primo anno in cui si è tenuto un Pride a Belgrado senza grandi incidenti), ma i partecipanti al corteo erano controllati all'entrata e non meno di 2.000 poliziotti controllavano le strade in modo da evitare derive omofobe e garantire la sicurezza.

L'atmosfera del Gay Pride 2017, molto più respirabile rispetto ad altri anni, è stata distesa e quasi serena. I partecipanti si sono appellati ad una partecipazione più massiccia per il Gay Pride 2018 a Belgrado.

Ana Brnabić era già stata, nel maggio 2016, la prima persona dichiaratamente omosessuale in seno al governo serbo all'epoca diretto da Aleksandar Vučić, prima di essere nominata proprio da lui capo del governo il 29 giugno 2017. Il presidente Vučić ha rinnovato la propria fiducia alla Brnabić, valutando che il fatto che sia lesbica non costituisce ai suoi occhi un criterio di decisione.

A Podgorica, un Gay Pride minimalista, ma rivendicativo

Nella capitale del Montenegro, il 23 settembre 2017, il 5o Gay Pride locale di Podgorica ha riunito 200 persone LGBT e friendly. Anche qui il percorso era bloccato dalla polizia per evitare incidenti che non si sono, finalmente, verificati.

La capitale montenegrina, precedentemente nota come Titograd, ha rivendicato l'istituzione di sanzioni nei confronti dell'omofobia. Al momento, il Montenegro si accontenta di assimilare le violenze omofobe a semplici bagarre.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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