Morta Edith Windsor, icona LGBT negli Stati Uniti

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Morta Edith Windsor, icona LGBT negli Stati Uniti

(Blogmensgo, blog gay del 18 settembre 2017) Edith Windsor è morta il 12 settembre 2017, all'età di 88 anni. Aveva vinto un braccio di ferro giudiziario per l'uguaglianza dei diritti di successione dopo che la Corte federale suprema aveva invalidato nel 2013 il contenuto omofobo della legge americana sul matrimonio. Due anni più tardi, la più alta Corte ha legalizzato il matrimonio tra persone dello stesso sesso negli Stati Uniti.

Edith Windsor si è sposata tre volte. Una prima volta nel 1950 con Saul Windsor, di cui ha conservato il cognome nonostante il divorzio un anno più tardi. Una seconda volta in Canada, nel 2007, prima della legalizzazione del matrimonio omosessuale negli Stati Uniti. Ed una terza volta negli Stati Uniti circa un anno fa, nel settembre 2016, quando il matrimonio gay e lesbico è diventato legale in parte anche grazie a lei.

Qui sotto, una lunga conversazione tra Edith Windsor e l'attore e militante James Lecesne. Risale a meno di dieci mesi fa, il 22 novembre 2016:

Edith Windsor viveva da quattro decenni con la sua compagna Thea Spyer e le due donne erano divenute delle attive militanti della causa LGBT. Quando Thea si è ammalata di una malattia degenerativa, la coppia si è sposata in Canada, legalmente, nel 2007, due anni prima della morte di Thea.

Dopo di che il fisco americano ha rifiutato a Edith il beneficio di una donazione per il superstite e le ha imposto una tassa immobiliare di 363.053 dollari, come se le due spose non fossero mai state sposate. Il fisco considerava le due spose come nubili senza alcun legame di parentela, per il motivo che il matrimonio – così come era definito all'epoca dalla legge federale del 1996 sul matrimonio (Defence of Marriage Act, alias Doma) – era l'unione tra un uomo ed una donna.

Edith Windsor ha contestato davanti alla giustizia la tassa immobiliare, col suo processo (caso Stati Uniti contro Windsor) che ha costituito uno dei due casi che hanno permesso l'abrogazione parziale della legge Doma e l'uguaglianza fiscale accordata alle coppie dello stesso sesso da parte della Corte federale suprema nel 2013. Un altro caso giudiziario (Obergefell contro Hodges) è servito da trampolino, nel 2015, per un riconoscimento implicito del matrimonio gay da parte di questa stessa corte.

Qui sotto, un'intervista a Edith Windsor e al suo avvocato Roberta Kaplan. Le due donne raccontano, un anno dopo i fatti, la giornata molto particolare del 26 giugno 2013, dove la sentenza pronunciata dalla Corte suprema ha significato la vittoria di Edith Windsor e quella di migliaia di coppie gay e lesbiche legalmente sposate ed infine riconosciute come tali da parte della giustizia federale americana.

Edie (come la chiamavano affettuosamente i suoi amici e i compagni di lotta per i diritti LGBT) si era risposata nell'ottobre 2016 con Judith Kasen. La vedova di Edie, che oggi si chiama Kasen-Windsor, ha sottolineato il carattere luminoso della defunta e della sua militanza.

Molte personalità hanno ricordato Edith Windsor, in particolare il precedente presidente Barack Obama (che ha sottolineato come Edie abbia cambiato l'America) e Bill Clinton (che fece votare la Doma a dispetto del suo contenuto omofobo).

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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