Pierre Bergé (1930-2017)

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Pierre Bergé (1930-2017)

(Blogmensgo, blog gay del 14 settembre 2017) Pierre Bergé è morto l'8 settembre 2017, a 86 anni, a seguito di una «lunga malattia». Co-fondatore e co-dirigente del marchio Yves Saint Laurent, si era unito in PACS con lo stilista dopo quattro decenni di vita in comune. I lettori di questo blog lo conoscono soprattutto per il suo impegno a favore della causa e della comunità LGBT: PACS, matrimonio gay, PMA e GPA. Pierre Bergé, in particolare, aveva creato e diretto l'associazione Sidaction – che continuava a presiedere – e la rivista gay Têtu.

Ci concentreremo, qui, essenzialmente alle tematiche del blog. Ricordiamo, almeno che Pierre Bergé ha fatto carriera e costruito la sua fortuna nel molto dell'alta moda, a fianco del compagno Yves Saint Laurent, Pierre si occupava della gestione mentre Yves delle creazioni. La coppia non si è unita in PACS che poco prima della morte di Yves Saint Laurent nel 2008.

Pierre Bergé amava la bellezza degli uomini, degli abiti, dell'arte e dei libri. ©pba-auctions.com

I due uomini hanno creato una fondazione che porta i loro nomi. Madison Cox, vice-presidente di quella che oggi è la Fondation Pierre Bergé – Yves Saint Laurent, ha sposato, il 31 marzo 2017 Pierre Bergé, con cui conviveva da anni.

Pierre Bergé contro l'AIDS

Figura all'ombra di Yves Saint Laurent, Pierre Bergé si è in seguito messo in luce per la lotta contro l'AIDS. Ha partecipato prima alla creazione dell'Associazione di ricerca, di comunicazione e di azione per l'accesso ai trattamenti per HIV/AIDS (Arcat Sida) dal 1985. Poi ha fondato insieme a Line Renaud, nel 1994, l’associazione Ensemble contre le sida, oggi conosciuta con il nome Sidaction, e che presiede dal 1996 dopo aver donato una parte della sua fortuna.

Pierre Bergé e Line Renaud ©sidaction.org (screenshot)

Evocando, l'altro ieri, la grande epoca di Act-Up Paris, ho dimenticato di segnalare che anche Pierre Bergé fu uno dei suoi mecenati. La mia dimenticanza è qui riparata, a titolo postumo.

Citizen Bergé

La militanza di Pierre Bergé si è anche manifestata in modo duraturo nel mondo delle arti, dello spettacolo, della letteratura e dei media. Appassionato di lettura, di letteratura (si occupò dei diritti morali di Jean Cocteau e di Pierre Mac Orlan) e in particolare di teatro, di pittura (fu anche amante di Bernard Buffet), di scultura e di opera, ha consacrato una parte della sua fortuna, a titolo di investimento o di donazione, alle sue passioni culturali.

Nel solo ambito dei media gay, ricordiamo che ha creato Têtu nel 1995 e l'ha rivenduto nel 2013 per un euro simbolico, non senza aver rimborsato di tasca sua le perdite accumulate dalla rivista nel corsi di quasi due decenni.

Pierre Bergé è stato anche uno degli azionisti del canale via cavo Pink TV prima che si specializzasse nel porno gay.

Malintesi e polemiche

Pierre Bergé è stato anche un uomo che difendeva per le proprie convinzioni ad oltranza ed anche un plutocrate irascibile. Le sue prese di posizione hanno talvolta suscitato o alimentato polemiche, poiché erano – volontariamente o meno – espresse in modo maldestro.

Molte dichiarazioni hanno avuto conseguenze negative per le cause che difendeva. Bergé aveva anche provocato una polemica a proposito di Telethon, la cui gestione era, secondo lui, imperfetta. Ma qualche anno dopo, il funzionamento di Sidaction e le sue collette con meno successo hanno dato adito a pettegolezzi.

Pierre Bergé era sicuramente ostile alla Manif pour tous ed era un sostenitore del matrimonio gay, della procreazione medicalmente assistita (PMA) e della gestazione per altri (GPA), ma non ha mai spiegato le sue convinzioni con tatto. Anzi, aveva paragonato una madre portatrice che elogia la propria pancia ad un operaio che elogia le proprie braccia. Allo stesso modo, aveva manifestato la propria contrarietà alla Manif pour tous affermando, secondo Wikipedia, che «se una bomba dovesse esplodere negli Champs Élysées durante la Manif Pour Tous, non sarò certo io a piangere».

Divenuto co-proprietario del gruppi cattolico La Vie (mentre diceva di voler sopprimere dal calendario tutte le feste cattoliche), Bergé aveva fustigato pubblicamente un editoriale di tale rivista che si era dichiarato contrario al matrimonio gay.

Divenuto co-proprietario del gruppo Le Monde, non ha esitato a riprendere pubblicamente i cronisti del quotidiano. Su argomenti politici, ma anche per questa o quella critica letteraria che non gli era piaciuta. Ha anche rimproverato uno dei migliori scrittori francesi viventi, Éric Chevillard, di avere esaurito il pensiero in uno scritto tanto sconcertante quanto ben argomentata.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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