Itaberlly Lozano, in memoriam

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Itaberlly Lozano, in memoriam

(Blogmensgo, blog gay del 23 gennaio 2017) Itaberlly Lozano non aveva che 17 anni. Il giovane brasiliano aveva pienamente accettato la propria omosessualità. La madre, Tatiana Lozano Pereira, non accettava l'omosessualità del figlio. L'ha quindi fatto bastonare da due giovani. E siccome i due si sono rifiutati di ucciderlo, lo ha fatto con le proprie mani prima di bruciare il cadavere con l'aiuto del compagno. Del giovane Itaberlly Lozano, non rimane altro che una commovente pagina Facebook in ricordo.

Quando una madre di 32 anni uccide il proprio figlio di 17, si cercano delle cause, delle scuse, delle attenuanti. Se la giovane madre fa massacrare il proprio figlio prima di ucciderlo, l'unico motivo è l'omofobia – circostanza considerata come aggravante solamente in qualche Paese.

Itaberlly Lozano, vittima dell'omofobia, come tanti altri gay in Brasile. (screenshot)

Non si tratta di un morto, ma di un assassinato, vale a dire omicidio con premeditazione. Itaberlly era andato a vivere dalla nonna poco prima di Natale, a seguito dell'ennesima disputa con la madre a causa della sua omosessualità. Ma il 29 dicembre 2016, la madre ha attirato il figlio col pretesto del pentimento e di una riconciliazione. Due giovani complici, di 18 e 19 anni, hanno quindi picchiato il ragazzo nella casa della madre, che lo ha poi ucciso a sangue freddo.

Le sarebbero sicuramente andate in modo diverso – e con un epilogo meno tragico – se Itaberlly Lozano avesse potuto contattare una struttura come Le Refuge, che aiuta giovani gay, lesbiche, trans in rottura con la famiglia a proteggersi da parenti pericolosi e a costruirsi un futuro.

Per fare una donazione al Refuge, clicca sull'immagine. ©le-refuge.org

Nessun dubbio sul lavoro del Refuge, che dispone di una quindicina di filiali in Francia. L'associazione Le Refuge ha vinto il premio Solidarietà nel 2016 che gli sarà ufficialmente consegnato il 25 gennaio 2017. Ne ha approfittato, come quasi ogni anno, per lanciare un appello per le donazioni in modo da poter continuare il proprio lavoro.

Perché se Le Refuge ha acquisito una grande notorietà in Francia e all'estero, i suoi mezzi di sussistenza rimangono scarsi in confronto alle necessità finché l'omofobia continuerà ad inquinare i rapporti familiari.

Ecco perché MensGo e BlogMensGo sostengono la causa del Refuge e delle associazioni simili.

Da segnalare che in Svizzera, l’associazione Dialogai ha creato una struttura simile chiamata Refuge Genève.

Se hai il libretto degli assegni a portata di mano, adesso sai chi potrebbe essere il beneficiario della tua prossima donazione. 😉

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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