UNAIDS annuncia scarsi progressi nella lotta contro HIV/AIDS

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UNAIDS annuncia scarsi progressi nella lotta contro HIV/AIDS

(Blogmensgo, blog gay del 1° dicembre 2016) Pubblicando il nuovo rapporto, il 21 novembre 2016, l'UNAIDS si felicita per il fatto che il numero di persone sotto antiretrovirali sia fortemente aumentato e lancia un'ini9ziativa per intensificare la presa in carico delle persone sieropositive o che rischiano di essere infettate.

Il documento di UNAIDS si presenta allo stesso tempo come un rapporto per step e un programma di azione. Chiamato Proseguire sulla via dell'accelerazione: l'approccio basato sul ciclo di vita, è disponibile unicamente in inglese (Get on the Fast-Track : The life-cycle Approach to HIV).

A fine giugno 2016, circa 18,2 milioni di persone del mondo intero erano i terapia antiretrovirale, ossia 1 milione in più rispetto al gennaio 2016 e 3 milioni in più rispetto a due anni prima.

UNAIDS: un rapporto 2016 poco incoraggiante… ©Unaids.org

UNAIDS: un rapporto 2016 poco incoraggiante… ©Unaids.org

La pubblicazione di questo rapporto è stato ampliamente coperto dai media (in Francia n.r.d.), quindi qui sotto mi limiterò ai soli elementi relativi alla comunità LGBT, in particolare gay e trans. Diciamo solamente che la strategia «basata sul ciclo della vita» tiene conto e anticipa i comportamenti ed i rischi legati al genere, all'età delle persone sieropositive o suscettibili di diventarlo, ma anche alla regione di residenza. Quindi, in particolare le giovani donne di 15-24 anni nell'Africa sub-sahariana, mentre gli africani sovente contraggono la malattia più tardi.

Il rapporto di UNAIDS constata che tra il 2010 e il 2015, le nuove infezioni da HIV sono aumentate del 12% tra i gay e che il numero di contaminazioni non ha subito alcun declino tra i sex-worker e le persone trans. Ossia tre popolazioni-chiave per le quali il rapporto chiede un'azione più decisiva, meglio dotata e più durevole.

Ma per fare ciò, bisogna utilizzare mezzi finanziari molto maggiori ai finanziamenti attuali. Tanto più necessari se calcoliamo che ogni anno 100.000 nuovi casi di HIV/AIDS sono segnalati tra le persone di 50 anni o più. Con l'aumentare dell'età, le patologie legate all'AIDS hanno anch'esse la tendenza ad aumentare.

Quando l'omofobia entra in campo, è sempre l'AIDS a vincere. ©Unaids.org

Quando l'omofobia entra in campo, è sempre l'AIDS a vincere. ©Unaids.org

Il rapporto sottolinea anche l'impatto disastroso delle leggi contro le relazioni sessuali tra persone dello stesso sesso, ma anche delle leggi e dei pregiudizi che frenano o vietano la prevenzione e le cure destinate alle popolazioni più vulnerabili, tra le quali gay e trans.

La pubblicazione da parte di UNAIDS nel nuovo rapporto avviene nel momento stesso in Francia, Paese che si considera civilizzato, di sindaci che tentano di vietare immagini di lotta contro HIV/AIDS, quando i loro cittadini non hanno già vandalizzato tali manifesti. Motivo? Tali immagini mostrano coppie gay, cosa che sembra «scioccante» quando non  «provocante».

Commento. Cosa che non mi sciocca, a me, è la mostruosità di alcuni consiglieri che, non contenti di contrastare la lotta a HIV/AIDS, ne approfittano per orchestrare una campagna di odio omofobico a fini elettorali – in vista delle elezioni presidenziali del 2017.
Questi sindaci indignati meritano di essere destituiti, l'ineleggibilità e anche una pena esemplare.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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