Irlanda: la campagna del no al matrimonio gay ha ammaccato le persone LGBTI

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (No Ratings Yet)
Loading...

Irlanda: la campagna del no al matrimonio gay ha ammaccato le persone LGBTI

(Blogmensgo, blog gay del 13 ottobre 2016) Quali sono stati gli effetti della campagna per il No prima del referendum del 22 maggio 2015 relativo al matrimonio gay in Irlanda? Un primo studio statistico, diretto dagli studentesse universitarie australiane Sharon Dane e Liz Short, ne ha valutato l'impatto. La situazione si può riassumere con una cifra: se una nuova campagna referendaria sul matrimonio omosessuale dovesse avere luogo, il 54,5% degli intervistati stima che non sarebbe pronto a riviverla. La persone LGBTI più giovani sono ancora più mortificate rispetto a quelle di età maggiore.

Nuotare con gli squali? ©uq.edu.au.

Nuotare con gli squali? ©uq.edu.au.

Lo studio australo-irlandese è stato divulgato in due fasi. Una prima serie, pubblicata il 7 ottobre 2016, analizza gli effetti negativi della campagna referendaria irlandese. Una seconda serie, che verrà pubblicata più avanti, si occuperà dei pochi aspetti positivi.

I manifesti ed i depliant utilizzati per la campagna del No hanno avuto effetti negativi sulla quasi totalità degli intervistati. Queste persone dicono di essere state sconvolte (79,84%), addolorate (64,16%) o angosciate (66,37%) dalle immagini provenienti dal campo omofobo. In ogni caso, le persone LGBTI erano adirate contro queste immagini (89,37%). Inutile precisare che la campagna radiofonica per il No ha prodotto effetti analoghi in quanto a dati statistici.

Gli effetti più devastanti sono stati osservati tra i bambini delle persone LGBTI nelle aree rurali.

Le persone di età maggiore (55 anni o più) nono sono state risparmiate. Sono il 51,20% (contro il 71% sull'insieme delle persone interrogate) ad essersi sentite spesso o sempre a disagio durante la campagna del No al matrimonio gay.

Al di là della sua omofobia latente, la campagna dei sostenitori del No ha minato le persone LGBTI soprattutto per la sua onnipresenza (visuale e sonore, urbana e rurale, diurna e notturna…), per la sua ipocrisia (di odio con il pretesto di un dibattito civile ed educato) e per la sua impunità (per le menzogne, le calunnie e la discriminazione). Alcuni intervistati – cifra non precisata – affermano di aver cessato di andare a messa da quel momento.

E se fosse da rifare, ma senza conoscere in anticipo i risultati del referendum? Su una scala da 1 (orribile) a 7 (meraviglioso), questi sono i due sentimenti estremi che hanno raccolto il maggior numero di voti. Ma le persone che sarebbero terrorizzate dal rivivere questo periodo pre-referendario (35,93%) sono il doppio rispetto a quelle che ne sarebbero entusiaste (18,47%), mentre una persona su sei (15,11%) si piazza esattamente a metà tra le due opinioni.

Metodologia Lo studio intitolato Swimming with sharks: The negative social and psychological impacts of Ireland’s marriage equality referendum “No” campaign (Nuotare con gli squali: L'impatto sociale e psicologico negativo della campagna per il No al referendum sull'uguaglianza del matrimonio in Irlanda). I risultati si basano su un sondaggio quantitativo e qualitativo realizzato su 1.657 persone LGBTI in Irlanda. Questionari anonimi, somministrati online a persone maggiorenni, tra il 15 settembre e il 25 settembre 2016. Il «reclutamento» e la rappresentatività del campione LGBTI risultano da un 'insieme di diversi metodi.

Inchiesta diretta dalle studentesse universitarie australiane Sharon Dane (Università del Queensland) e Liz Short (Università di Victoria), con la ricercatrice irlandese Grainne Healy, in collaborazione con due ONG irlandesi (National LGBT Federation e BelonG To) e due ONG australiane (PFLAG e Rainbow Families Victoria).

Commento. Sottomettere la legalizzazione del matrimonio gay ad un referendum (come in Irlanda e in alcuni Paesi dell'Europa centrale) o ad un dibattito parlamentare più ampio, vale a dire fornire un trampolino di lancio di prima scelta all'omofobia più disinibita, quindi la più odiosa. I risultati elettorali sono sempre meno progressisti rispetto alle opinioni dichiarate dai votanti; é quindi preferibile ottenere una legalizzazione per via amministrativa o giudiziaria piuttosto che sollecitando i voti delle gente o dei loro eletti.

Perché un tale interesse degli australiani per il referendum irlandese) Perché anche l'Australia si prepara ad un referendum sul matrimonio gay(a meno che l'opposizione laburista non ponga il veto). Dedicheremo a ciò un articolo nei prossimi giorni (ecco fatto, leggete il nostro articolo).

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

Nessun commento ancora

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This Blog will give regular Commentators DoFollow Status. Implemented from IT Blögg