Alain Claude Sulzer e Jonas Gardell: due (bei?) romanzi per il rientro

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Alain Claude Sulzer e Jonas Gardell: due (bei?) romanzi per il rientro

(Blogmensgo, blog gay del 6 ottobre 2016) Due romanzi stranieri che arrivano sul mercato ed evocano, ognuno a modo proprio, la difficoltà di essere omosessuale e di assumersi come tale, sia nascondendosi che vivendola in piena luce. Si tratta di Post-scriptum dello scrittore svizzero Alain Claude Sulzer (che, nonostante il doppio nome francese, scrive in tedesco) e di N’essuie jamais de larmes sans gants, dello scrittore svedese Jonas Gardell [appena tradotto in francese, ma non ancora in italiano].

Sulzer è nato nel 1953, Gardell nel 1963. I due romanzieri, nonostante il decennio che li separa, sono entrambi dotati. Tutti e due hanno già pubblicato «romanzi gay» il cui stile non ha niente in comune con le sfaccettature eterosessuali o omosessuali rispettivamente pubblicate da Harlequin e Dreamspinner Press. I Francia Alain Claude Sulzer è stato pubblicato da Jacqueline Chambon (gruppo Actes Sud) e Jonas Gardell da Gaïa, due editori al passo con la mediocrità di stile e di sentimenti.

Appena pubblicato: Post-scriptum di Alain Claude Sulzer.

Appena pubblicato: Post-scriptum di Alain Claude Sulzer.

Nel settembre 2016 sono apparsi, almeno in Francia, gli ultimi due romanzi di questi scrittori. Non avendo letto nessuna delle due opere, penso di essere qualificato per parlarne. :mrgreen:

In Post-scriptum, Alain Claude Sulzer racconta la storia di un gigante del cinema tedesco, Lionel Kupfer (cercate il nome si Google per saperne di più sulla trama e per leggere delle lunghe interviste di Sulzer in tedesco). Kupfer è ebreo, Kupfer è omosessuale e siamo nel 1933, mentre Hitler inizia la sua inarrestabile ascesa ai vertici del potere (e dell'orrore).

Certo, non ho letto questo libro di Sulzer, ma ho letto il suo romanzo più famoso, pubblicato nel 2004 (titolo originale, Ein perfekter Kellner), vincitore nel 2005 del premio Schiller, nel 2008 del premio Médicis come miglior romanzo straniero (titolo in italiano, Un cameriere perfetto) e nel 2009 del premio degli auditori della Radio suisse romande, conosciuto oggi come premio del pubblico della la RTS.

I due romanzi di Alain Claude Sulzer presentano notevoli similitudini nel loro rispettivo campo. In entrambi i casi, la storia di svolge in un hotel di lusso in Svizzera, poco prima della Seconda Guerra Mondiale. Alcuni protagonisti, luminari della cultura (letteratura nel romanzo del 2004, cinema in quello del 2006) sono ebrei in esilio. E soprattutto, in entrambi i romanzi, l'intrigo è basato su una passione amorosa gay e sul tradimento – o presentato come tale – di uno dei due amanti da parte del suo compagno.

Post-scriptum sarebbe dunque un rimaneggiamento di Un cameriere perfetto? Difficile dirlo,  poiché non ho letto il più recente dei due libri. Quanto a Un cameriere perfetto, l'ho molto amato per le pagine molto forti sulla passione amorosa, per l'evocazione del clima storico subito prima della tempesta (e quindi più di Joseph Roth de La marcia di Radetsky che a Thomas Mann di Morte a Venezia) e ancora di più per l'episodio del pestaggio omofobo. Un libro dalla costruzione abile e talvolta luminosa (rottura della cronologia narrativa, secreto familiare, colpo di scena), ma ho amato meno il tono poco caloroso e la mancata ambizione stilistica: uno stile conciso, ma meno incisivo di uno scalpello, il cui linguaggio talvolta decolla ma si sgonfia in fretta (problema di traduzione o stile volutamente piatto?).

Un cameriere perfetto mi sembra ideale – poiché ha una lettura facile senza cercare facilità – per chiunque desideri scoprire l'universo di Alain Claude Sulzer. Ma i più frettolosi possono cominciare dalla sua opera più recente, vale a dire Post-scriptum.

Quanto a N’essuie jamais de larmes sans gants, dello scrittore gay svedese Jonas Gardell, si tratta di una storia di amore e di morte. In Svezia, inizio anni '80, inizia la storia d'amore tra Rasmus e Benjamin. In questo stesso periodo, una misteriosa malattia che avrà per nome AIDS semina la morte , inizialmente tra i gay, in Svezia come altrove.

«Una testimonianza unica sugli anni dell'AIDS, un romanzo movimentato», secondo l'editore Gaïa. In ogni caso, un libro che ha movimentato ed entusiasmato Jean-Luc Romero-Michel, il quale non esita a definirlo «capolavoro».

Io esito – ma solamente perché non l'ho ancora letto. 😛

Qui sotto, il trailer francese del libro:

 

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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