Yagg, in amministrazione controllata, ha un mese per sopravvivere

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Yagg, in amministrazione controllata, ha un mese per sopravvivere

(Blogmensgo, blog gay del 19 settembre 2016) «Yagg è stato posto sotto tutela del tribunale.» Con questi termini, la newsletter del media LGBT ha annunciato, il 15 settembre 2016, la notizia ai suoi lettori. L'amministrazione giudiziaria è effettiva dal 6 settembre. Secondo il direttore della pubblicazione, Christophe Martet, la chiusura definitiva sarà ordinata se l'azienda non trova una soluzione valida entro il 14 ottobre 2016.

[Update del 2 novembre 2016. Yagg annoncia la liquidazione giudiziaria con effetto dal 25 ottobre 2016. Maggiori dettagli alla fine dell'articolo.]
Breve. Coinciso. Chiaro. ©yagg.com (copie d'écran)

Breve. Coinciso. Chiaro. ©yagg.com (copie d'écran)

Un anno fa, il 7 settembre 2015, Yagg lanciava un appello (nostro articolo). All'epoca si trattava di arrivare alla cifra di 3.000 abbonati a pagamento; l'obiettivo non era stato raggiunto che ai due terzi.

Non è la prima volta che Yagg fa un appello per sopravvivere, in particolare attraverso la newsletter quotidiana. Yagg, creato nel 2008 da quattro ex giornalisti di Têtu, ha sviluppato il suo modello economico a più riprese. La pubblicità e la diversificazione (attraverso prodotti derivati o complementari) non aveva prodotto i risultati sperati, arrivando nel 2015, come indicato qui sopra, ad una forma di abbonamento a pagamento che non è riuscita a salvare la situazione della webzine LGBT.

Yagg cerca un compratore E dei nuovi abbonati. ©yagg.com (copie d'écran)

Yagg cerca un compratore E dei nuovi abbonati. ©yagg.com (copie d'écran)

La società editrice, LGNET, ha sicuramente ottenuto il rinforzo di una società maggioritaria, ma alcune divergenze strategiche hanno fatto inceppare la macchina.

Oggi, Christophe Martet evoca l'urgenza di trovare un acquirente per LGNET, società che ormai presiede sotto l'egida di una tutela giudiziaria. LGNET ha cinque dipendenti, come dice Martet. Il sito Societe.com, sicuramente con vecchie cifre, afferma che «esistono tra i 6 e i 9 salariati» e che «per l'anno 2013 [ha realizzato] un giro di affari di 369.900 €». Senza dati precisi, non serve a molto.

Si può contribuire alla sopravvivenza di Yagg senza attendere l'arrivo di un compratore. Sulla sua pagina Facebook, Yagg suggerisce «due piste» d’azione immediata: sottoscrivere un abbonamento di uno o due mesi (yagg.com/abonnements) o fare una donazione (jaimelinfo.fr/yagg).

Yagg è stato per lungo tempo partner di riferimento di Têtu per le attività online. Poi, il precursore della stampa gay, posto sotto liquidazione giudiziaria nel luglio 2015, ha trovato un compratore qualche mese più tardi (nostro articolo) prima di ritrovare la via del web (Tetu.com), ma dopo aver abbandonato definitivamente la forma stampata.

Una differenza tra Têtu e Yagg, è che l'obiettivo di Têtu è essenzialmente gay (la sezione lesbica Tetue.com è crollata rapidamente) mentre Yagg si rivolge all'insieme della comunità e delle tematiche LGBT, senza restrizioni. Vale a dire che i rispettivi lettori non si sovrappongono e che l'eventuale chiusura di Yagg sarebbe un danno per la comunità LGBT in tutta la sua varietà.

Speriamo che Yagg e i suoi collaboratori trovino presto una via d'uscita alla situazione di crisi attuale.

[Update del 2 novembre 2016.] I 5 membri dello staff di Yagg hanno informato i lettori, con un comunicato del 26 ottobre 2016, che la società editrice di Yagg.com era in liquidazione giudiziaria dal giorno precedente.

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La messa in liquidazione giudiziaria della società LGNET è stata la conseguenza dell'impossibilità di trovare un acquirente fidato dopo l'entrata in vigore dell'amministrazione controllata, nonostante «un'offerta» che l'amministratore giudiziaro ha valutato «non sufficiente», spiega il comunicato.

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Yagg aveva interrotto la propria campagna di abbonamento e rinnovo abbonamenti annuali dopo essere stata posta in liquidazione giudiziaria dalla società editrice (14 ottobre 2016), segnala Xavier Héraud in un commento.

In compenso, durante tutto il periodo di amministrazione controllata, Yagg ha invitato ogni settimana a «fare una donazione» a suo favore, a titolo di aiuto ai «media indipendenti online».

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Yagg spera di poter «ancora essere acquistato nei prossimi giorni ed essere rilanciato in un modo o in un altro. Se fosse questo il caso, sarebbe con una nuova direzione.»

Nell'attesa di questo ipotetico happy end, «Yagg.com rimarrà online ancora qualche settimana».

Se nessuna offerta di acquisto dovesse arrivare in tempi molto brevi, tutto ciò che può avere un valore di mercato – compresi il nome, il sito e gli archivi online di Yagg – saranno messi in vendita.

Speriamo che l'aggiornamento di questo articolo non sia preludio alla scomparsa definitiva di un importante media della comunità LGBT francese e francofona.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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