New York semplifica i regolamenti della genitorialità a favore delle coppie omosessuali

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New York semplifica i regolamenti della genitorialità a favore delle coppie omosessuali

(Blogmensgo, blog gay del 12 settembre 2016) La Corte d'appello dello Stato di New York ha giudicato, il 30 agosto 2016, che lo status di genitore non possa limitarsi al legame biologico o all'adozione ufficiale di un bambino. Così facendo, il giudice Sheila Abdus-Salaam ha invertito una legge chiaramente omofoba in vigore dal 1991. La decisione del 2016 costituisce un passo importante per le questioni relative alla custodia dei bambini in caso di separazione – anche di coppie non sposate – o di divorzio.

Sheila Abdus-Salaam, qui nel maggio 2013 nel momento della conferma come giudice alla Corte d'appello dello Stato di New York, in compagnia del governatore Andrew Cuomo. ©governorandrewcuomo.

Sheila Abdus-Salaam, qui nel maggio 2013 nel momento della conferma come giudice alla Corte d'appello dello Stato di New York, in compagnia del governatore Andrew Cuomo. ©governorandrewcuomo.

Riassunto dei fatti

Un contesto giuridico obsoleto

Dal 1991 fino al 29 agosto 2016, secondo la giurisprudenza dello Stato di New York, la genitorialità non aveva a che fare con il grado di implicazione di un coniuge nell'educazione del bambino del partner. Bisognava essere il padre o la madre biologica del bambino, oppure la persona che aveva ufficialmente adottato il minore, per beneficiare di un diritto di custodia o di visita dopo la rottura della coppia.

In altre parole, i partner che si sono occupati delle questioni educative e genitoriali senza disporre di uno status legale di genitorialità, teoricamente non avevano più diritto di parola o altri diritti nei confronti del bambino in caso di separazione o divorzio, o anche in caso di decesso dell'unico coniuge considerato come genitore legale.

La giurisprudenza si appoggiava su una decisione del 1991 riguardante – come quella del 2016 – il caso di una coppia di lesbiche.

Pro e contro

La decisione del 30 agosto 2016 aggrega due casi distinti a proposito delle decisioni relative alla custodia di bambini allevati da coppie di lesbiche, ma con scenari del tutto diversi.

In un caso (caso Brooke B. contro Elizabeth C.), una delle due coniugi senza legami legali con il bambino (né madre biologica, né adottiva) reclamava il diritto di visita per i bambini che la sue ex-compagna aveva concepito grazie all'inseminazione artificiale mentre le due donne erano una coppia.

Nell'altro caso (caso Estrellita A. contro Jennifer L.D.), una madre biologica voleva vietare ogni diritto di visita alla ex-moglie che pagava anche le spese di mantenimento per il bambino.

L’associazione Lambda Legal – che difendeva Brooke B. – si è rallegrata per la decisione del 30 agosto, che permetterà alla fine al bambino di vedere la sua seconda adorata madre.

I sostenitori dello status quo giuridico affermano che un ammorbidimento delle regole in vigore lascerà campo libero a manipolazioni o atti dannosi, se non addirittura alla fabbricazione di genitori.

La sentenza del 30 agosto 2016

Le coppie dello stesso sesso devono essere protette allo stesso modo delle coppie eterosessuali, secondo la decisione della Corte d'appello di New York, poiché l'inquadramento giuridico del 1991 non è più adatto alla società del 2016.

La decisione del 1991 imponeva una situazione giuridica «inutilmente stretta», precisa l'opinione della maggioranza dei cinque giudici redatta da Sheila Abdus-Salaam. Un inquadramento tanto più stretto poiché la giustizia impone ai figli la perdita di una figura genitoriale e non tiene quindi sufficientemente conto dell'interesse superiore del minore.

Anche una persona arrivata nella coppia dopo la nascita del bambino può beneficiare, in alcuni precisi casi, di un diritto di custodia. Ma una genitorialità che non sia né biologica, né adottiva, non sarà riconosciuta automaticamente. Bisogna necessariamente, precisa la Corte, che ci sia un accordo comune in seno alla coppia«per concepire un bambino ed allevarlo congiuntamente».

In compenso, la decisione del 2016, non restringe in nessun modo lo status di genitore ai genitori biologici o adottivi. Tale decisione altro non fa che rinforzare o istituire dei diritti in favore dell'altro coniuge o ex-coniuge.

Possibili ripercussioni

Nel primo caso (richiesta di un diritto di visita), la richiedente può nuovamente portare la questione in prima istanza, che dovrà conformare il proprio giudizio alla decisione presa dalla più alta corte dello Stato di New York.

Nel secondo caso (rifiuto di un diritto di visita), la Corte d'appello conferma il giudizio di prima istanza secondo il quale la madre non biologica è considerata – per il suo comportamento ed il suo impegno – come secondo genitore del bambino.

La decisione giudiziaria di New York segue una decisione simile pronunciata nel luglio 2016 dalla Corte d'appello del Maryland. La decisione del Maryland impone, tuttavia, una verifica approfondita della natura e della realtà del legame genitoriale. I due verdetti molto simili potrebbero propagarsi in molti Stati vicini. In Massachusetts, ad esempio, dove una decisione relativa alla definizione legale della genitorialità è attesa nelle prossime settimane.

Le decisioni del Maryland e di New York potrebbero far nascere delle contestazioni della stessa natura per via giudiziaria. In particolare negli Stati dove la giustizia non riconosce nessuno status ai genitori non biologici o adottivi, compresi gli Stati dove, come recentemente nel Michigan, la giustizia ha già loro rifiutato un tale status.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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