L’Australia si allontana da un referendum sul matrimonio gay nel 2016

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L’Australia si allontana da un referendum sul matrimonio gay nel 2016

(Blogmensgo, blog gay del 5 settembre 2016) Anche se il primo ministro australiano Malcolm Turnbull e molti influenti ministri avevano promesso l'organizzazione nel 2016 di un referendum sul matrimonio gay, alcune voci provenienti dal sito dailytelegraph.com.au (accesso a pagamento) suggeriscono che lo scrutinio sia rimandato a febbraio 2017. L'annuncio dovrebbe avere luogo, il 13 settembre 2016, in occasione di un meeting della coalizione al potere.

Un referendum sul matrimonio gay in Australia…

Il referendum porrebbe la seguente domanda, secondo le indiscrezioni apparse sulla stampa:

Do you approve of a law to permit people of the same sex to marry?
(Approvi una legge che permetta alle persone dello stesso sesso di sposarsi?)

A metà agosto 2016, la Commissione elettorale australiana (AEC) ha fermamente raccomandato al governo di non organizzare il referendum nel 2016. L'idea di un rinvio è, forse, dettata dai costi di tale scrutinio: all'incirca 160 milioni di dollari australiani, ossia 108 milioni di euro, senza contare le eventuali spese pubblicitarie dei sostenitori del Sì o del NO.

Malcolm Turnbull. Nubi di tempesta sul referendum? ©malcolmturnbull.com.au.

Malcolm Turnbull. Nubi di tempesta sul referendum? ©malcolmturnbull.com.au.

La prospettiva di un referendum nel febbraio 2017 non piace a tutti. Il governo dell'Australia occidentale, ad esempio, segnala che il dibattito referendario rischia di mandare in cortocircuito uno scrutinio elettorale previsto in tale Stato poco tempo dopo il referendum federale.

… ma sicuramente non nel 2016

Un portavoce del Primo ministro precisa tuttavia che non sono ancora state prese decisioni definitive né sui termini della domanda, né sulla data del referendum.

In un'intervista del 19 agosto 2016, Malcolm Turnbull ricorda la propria intenzione di organizzare un referendum, ma senza precisarne la data:

We obviously have to hold a plebiscite on same-sex marriage.
(Dobbiamo sicuramente organizzare un referendum sul matrimonio tra persone dello stesso sesso.)

Lo stesso giorno, in un'altra intervista, il Primo ministro confermava la sua intenzione di produrre «nel corso di quest'anno» il testo di legge oggetto di un referendum.

I sostenitori del matrimonio gay contestano la scelta di un referendum

Molte voci si sono sollevate, non contro il matrimonio gay, ma contro la sua istituzione attraverso un referendum. Come Michael Kirby, ex-magistrato dichiaratamente gay, secondo il quale un referendum rischia di introdurre molto odio omofobico nel dibattito politico. Già in precedenza il giudice dell'Alta corte (che aveva fatto il proprio coming out nel 1998, due anni prima della nomina, Kirby affermava anche che con l'organizzazione di un referendum in vece di un voto parlamentare, il legislativo si rifiuterebbe di assumersi le proprie responsabilità.

L'Alta corte considera che il matrimonio gay non riguardi ogni singolo Stato australiano, ma i Parlamento federale. Per questo motivo la Corte suprema ha invalidato la legge del 22 ottobre 2013 (in vigore dal dicembre 2013) promulgata dal territorio della capitale federale Canberra che avrebbe legalizzato il matrimonio omosessuale.

Nel caso, si tratterebbe del primo referendum australiano che non ha come oggetto di modificare la Costituzione. Dei 43 referendum costituzionali organizzati a partire dal 1909, solamente otto sono stati approvati dalla popolazione.

La legge federale del 1961 vieta il matrimonio gay e lesbico dopo il voto di un emendamento specifico nel 2004. I matrimoni celebrati a Canberra alla fine del 2013 sono stati tutti annullati dalla Corte federale suprema. L'emendamento del 2004 vieta, inoltre, il riconoscimento dei matrimoni omosessuali contratti legalmente all'estero.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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