La Corte suprema indiana valuta di nuovo di depenalizzare l’omosessualità

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La Corte suprema indiana valuta di nuovo di depenalizzare l’omosessualità

(Blogmensgo, blog gay del 4 febbraio 2016) La Corte federale suprema indiana ha comunicato, il 2 febbraio 2016, di aver accettato di pronunciarsi su una richiesta di revisione sottoposta da un collettivo di organizzazioni LGBT al fine di abrogare la sezione 377 del codice penale che reprime l'omosessualità. Non è la prima volta che la più alta giurisdizione deve pronunciarsi sull'eventuale depenalizzazione dell'omosessualità in India.

Potete trovare, in questo video, una carrellata delle posizioni – molto, moltro contrastanti – della classe politica dirigente a proposito di un eventuale depenalizzazione dell'omosessualità.

Il giudice T.S. Thakur e quattro dei suoi colleghi vogliono quindi esaminare la richiesta sottoposta dalla Naz Foundation e da alcuni collettivi LGBT. Nel settembre 2008, questa ONG che lotta per l'uguaglianza dei diritti – e che si impegna con tutte le sue forze nella prevenzione dell'HIV – aveva fatto sentire la propria voce davanti all'alta corte di Delhi (articolo di BlogMensGo.fr), che aveva dichiarato in parte incostituzionale la sezione 377 del codice penale, risalente al 1860 e che prevede fino a 10 anni di carcere per i rapporti sessuali giudicati contro natura.

Ma la sentenza del 2 luglio 2009 non era applicabile che al territorio della capitale federale, quindi solamente a Delhi. Con una sentenza emessa l'11 dicembre 2013 (nostro articolo), la Corte suprema ha bocciato la sentenza della giurisdizione inferiore affermando che la sezione 377 fosse del tutto costituzionale.

Contrariamente a quello che riportano i media, l'omosessualità non è mai stata depenalizzata in India, ma solamente in una minuscola parte del suo territorio. E non è quindi stata ripenalizzata, non essendo mai stata depenalizzata.

Con la sentenza del 2013, la Corte federale suprema segnala che spetta al legislatore e non ad una qualunque corte giudiziaria il compito di depenalizzare l'omosessualità. La Corte federale suprema si era successivamente rifiutata di accogliere numerose richieste di revisione su tale soggetto.

Nel frattempo, il Primo ministro indiano Narandra Modi ed il suo partito, il BJP, sono arrivati al potere preceduti da una reputazione molto poco friendly. Il ministro per le Finanze aveva chiesto, a fine novembre 2015 (nostro articolo), che la Corte suprema depenalizzasse l'omosessualità. Una proposta di legge in tale direzione, presentata dal deputato Shashi Tharoor, era tuttavia stata respinta a metà dicembre 2015 dalla camera bassa del Parlamento, dove il BJP detiene la maggioranza.

Molte voci dall'opposizione parlamentare si sono sollevate a favore dell'abrogazione della sezione 377. Anche se tale legge non è più applicata nei fatti, offre alla polizia un utile strumento di repressione nei confronti delle persone LGBT, in particolare dei lavoratori del sesso. Inoltre, tre indiani su quattro sono ostili ad un'eventuale depenalizzazione, così come ad ogni devianza da una stretta ortodossia in materia morale.

Tutte le associazioni LGBT indiane hanno accolto con entusiasmo l'annuncio del 2 febbraio 2016, salutando una vittoria, o meglio l'inizio di una vittoria. Ma niente garantisce che la decisione della Corte suprema andrà in un senso o nell'altro. Soprattutto se l'alta corte dovesse decidere, di nuovo, di mettere il legislatore davanti alle proprie responsabilità.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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