Quando la pubblicità negli Stati Uniti diventa decisamente friendly

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Quando la pubblicità negli Stati Uniti diventa decisamente friendly

(Blogmensgo, blog gay del 22 dicembre 2015) Un'onda di pubblicità gay friendly sta per investire gli Stati Uniti. Gli attivisti LGBT non vedono che un piccolo fiotto, ma gli omofobi urlano già all'emergenza tsunami.

Le iniziative pubblicitarie abbondano, come quella di Matelsom in Francia sette anni e mezzo fa (articolo di BlogMensGo.fr) e dell'Ikea in molto Paesi. Ma tali iniziative restano sovente isolate o senza futuro. Negli Stati Uniti, dopo la sentenza della Corte suprema dl 26 giugno 2015, l'ampiezza del fenomeno suggerisce ormai una tendenza di fondo - anche se al momento ignoriamo se sarà durevole o effimera.

La pubblicità raramente ha un ruolo precursore o di motore. Si accontenta di riflettere la società in un dato momento e di accompagnare – o di illustrare – le evoluzioni sociali. La concomitanza di campagne pubblicitarie friendly attesta che la comunità LGBT negli Stati Uniti diventa più visibile e meglio accettata.

L’impatto di campagne gay friendly è tanto più consistente poiché tali campagne si appoggiano sugli stessi stimoli delle pubblicità classiche. Stimoli psicologici che riguardano la narrazione, il sentimento, l'emozione. Stimoli sociali che evocano la famiglia, la genitorialità, la felicità.

In alcuni casi, le pubblicità forniscono anche slogan di cui qualsiasi Pride potrebbe impadronirsi. Così come la compagnia farmaceutica Tylenol. Piuttosto che vantare direttamente i benefici del paracetamolo, Tylenol mette in scena una coppia gay interraziale con il loro bambino. Ed è uno dei due mariti a spiegare, nello spot TV, che «la famiglia non si definisce per quello che si ama, ma come». Questo ci aiuta almeno quanto il paracetamolo.

E per coloro che hanno problemi di comprensione, Tylenol utilizza un hashtag esplicito e diretto: #HowWeFamily.

Anziché una vecchia coppia di gay che consumano paracetamolo, il marchio di lusso Nordstrom punta su una coppia di giovani e bei ragazzi. Si vede un bel ragazzo tornare a casa, accolto da un bel barboncino… che precede un altro bel ragazzo. I bei ragazzi si baciano e lo spot finisce senza precisare se anche il barboncino è contento!

In ogni caso, adoro la canzone che accompagna lo spot. Tom Rosenthal ne è l'interprete e il video della canzone «Go Solo» è qui.

E lo spot più casalingo? incontestabilmente quello della Campbell, la marca di zuppe ai noodle.

La parola noodle rimane appropriata, perché lo spot mostra due papà in piena crisi adolescenziale da Star Wars davanti al proprio marmocchio che mangia  la cena tenendosi per sé le proprie riflessioni filosofiche.

Lo spot girato meglio e quello più commovente, a mio parere, è quello della banca Wells Fargo. E' anche il più vecchio della serie, datato aprile 2015, quindi prima (vale a dire prima del 26 giugno). Si vede una donna apprendere silenziosamente il linguaggio dei segni, poi un'altra donna, sempre muta, imparare a comporre delle frasi con le mani. E poi…

…Poi, le due donne insieme si esprimono con la lingua dei segni con una bambina sordomuta. Il viso della bambina si illumina quando capisce che saranno le sue nuove mamme.

Come si dice «la vita è bella» nel linguaggio dei segni?

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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