La Grecia apre i PACS alle coppie omosessuali

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La Grecia apre i PACS alle coppie omosessuali

(Blogmensgo, blog gay del 15 dicembre 2015) Il ministero della Giustizia greco ha depositato un progetto di legge che, se dovesse essere approvato dal Parlamento il 22 dicembre, autorizzerà le coppie dello stesso sesso ad unirsi con i PACS. [Update. Legge votata, vedere alla fine dell'articolo.]

In Grecia, il matrimonio civile non è legale che dal 1981 e il PACS (o «patto di unione libera» secondo la denominazione locale) istituito nel 2008 è esplicitamente riservato alle coppie eterosessuali. Una coppia gay e una coppia lesbica, che si erano sposate spiegando che i testi che regolamentano il matrimonio civile non precisano il sesso degli sposi, avevano visto annullare il proprio matrimonio da una sentenza giudiziaria.

Il vescovo omofobo Ambrosios di Kalávryta e la sua barba contro-natura.

Il vescovo omofobo Ambrosios di Kalávryta e la sua barba contro-natura.

Un matrimonio al ribasso

Oltre ad essere accessibile alle coppie omosessuali, la nuova versione dei PACS donerà ai beneficiari diritti e vantaggi comparabili a quelli del matrimonio in materia sociale (pensioni), fiscale e di successione.

In compenso, le coppie omosessuali non avranno il diritto di sposarsi, né di adottare.

Il partito di sinistra Syriza (al potere), che non dispone di una maggioranza assoluta in Parlamento, conta sui voti dell'opposizione di centro o socialista per approvare il progetto di legge.

Imprecazioni della Chiesa ortodossa

La Chiesa ortodossa greca – che è sotto la tutela diretta dello Stato – non ha ancora comunicato la sua posizione ufficiale, ma ricorda le proprie posizioni reazionarie senza negarle. Nel 2008, aveva fatto pressioni affinché i PACS fossero esplicitamente vietati alle coppie dello stesso sesso.

Nel 2013, la Chiesa ortodossa greca classificava l'omosessualità tra le «aberrazioni dell'istituzione familiare», così come l'unione libera, il matrimonio civile e le famiglie monogenitoriali. E oggi, lascia libero il vescovo Ambrosios di Kalávryta di dare sfogo alle sue violente imprecazioni omofobe. Tale prelato dalla barba irsuta considera gli omosessuali come «mostri della natura» e fa appello ai propri concittadini a «sputare su di loro» (in senso letterale).

Sempre nel 2013, la Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDH) aveva condannato la Grecia per discriminazione nei confronti degli omosessuali. Una nuova denuncia è in corso per il rifiuto di autorizzare il matrimonio delle due coppie dello stesso sesso di cui abbiamo parlato poco prima.

L’apertura dei PACS alle coppie omosessuali, di conseguenza, mira a riavvicinare la legge greca alle direttive europee, senza però legalizzare il matrimonio gay e lesbico, anche se la Costituzione greca garantisce l'uguaglianza dei cittadini e il rispetto delle diversità.

«Spetta allo Stato garantire l'uguaglianza dei diritti per tutti», conferma il progetto di legge esponendo le proprie motivazioni, prima di ricordare che il testo «non minaccia l'istituto del matrimonio né altri diritti costituzionali e valori morali».

Il progetto di legge è stato approvato

Update del 29 dicembre 2015. Il progetto di legge che apre i PACS alle coppie gay e lesbiche è stato approvato, nella notte tra il 22 e il 23 dicembre 2015, con 193 voti a favore e 56 contrari (fonte | fonte).

Come previsto, cinque formazioni politiche – tra cui il partito al potere Syriza – hanno votato a favore del testo, mentre un piccolo partito della coalizione di governo ha votato contro.

L’istituzione di un PACS omosessuale «mette fine ad una pratica di arretratezza e di vergogna per la Grecia», ha dichiarato il Primo ministro Alexis Tsipras.

La Grecia rimaneva uno degli ultimi Paesi dell'Unione europea dove le coppie gay e lesbiche non beneficiavano di uno statuto particolare. Possiamo quindi scorgere nel PACS omosessuale un progresso, ma il divieto dell'adozione omogenitoriale e il divieto del matrimonio tra persone dello stesso sesso classifica le persone LGBT come cittadini di serie B.

La situazione è tanto più preoccupante in quanto le aggressioni omofobe – verbali o fisiche – sono in aumento e la legge greca non considera l'omofobia come giuridicamente punibile. Pretesti religiosi danno sfogo a dichiarazioni tra le più odiose, comprese quelle del clero ortodosso, con un'apparenza di legittimità che il potere politico non cerca di arrestare.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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