L’India prova (di nuovo) a depenalizare l’omosessualità

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L’India prova (di nuovo) a depenalizare l’omosessualità

(Blogmensgo, blog gay del 9 dicembre 2015) Il ministro federale delle Finanze, Arun Jaitley, ha chiesto il 28 novembre 2015 alla Corte suprema di depenalizzare l'omosessualità in India. L'alta Corte si era già rifiutata di farlo, nel dicembre 2013 e poi nel 2014.

Il ministro Arun Jaitley ha detto di essersi espresso in forma personale, nonostante l'abbia fatto in maniera solenne.

Ultimo Gay Pride prima della depenalizzazione? 😉 ©Delhi Queer Pride.

Ultimo Gay Pride prima della depenalizzazione? 😉 ©Delhi Queer Pride.

La classe politica è favorevole alla depenalizzazione

Il 29 novembre 2015, il Delhi Queer Pride ha organizzato l'8a edizione del Gay Pride locale. I partecipanti hanno reclamato anche l'abrogazione dell'articolo 377 che vieta l'omosessualità. Hanno chiesto, inoltre, il riconoscimento effettivo dei diritti delle persone trans, in conformità ad una legge convalidata dalla Corte suprema.

Mai prima d'ora il Primo ministro Narendra Modi ed il suo partito politico, il BJP, avevano avuto proposte favorevoli all'omosessualità. Qualche mese fa, un ministro che aveva cercato di depenalizzare l'omosessualità aveva dovuto smentire le proprie proposte attraverso un comunicato che riduceva l'omosessualità ad un «problema genetico». Un dirigente del BJP, Ram Madhav, aveva certo giudicato «discutibile» la criminalizzazione dell'omosessualità, ma esprimendosi a titolo personale.

In compenso, molti partiti dell'opposizione hanno dichiarato che non faranno mancare il proprio sostegno al governo BJP – in minoranza al Senato – se dovesse presentare un progetto di legge favorevole alla depenalizzazione dell'omosessualità.

Anche Sonia Gandhi e Rahul Gandhi, rispettivamente presidente e vicepresidente del Congresso, hanno chiesto l'abrogazione di questa «legge arcaica, repressiva ed ingiusta».

L’omosessualità in India (contesto storico)

L’omosessualità in India è condannata dall'articolo 377 del codice penale, istituito all'epoca dell'età coloniale britannica (1860) ed in vigore da allora. Gli atti sessuali «contro natura» sono punibili con dieci anni di incarcerazione. Tale sezione del codice penale, anche se in vigore, non viene più applicata. E' comunque un pretesto per la polizia per molestare, quando lo ritiene opportuno, le persone LGBT – in particolare i lavoratori del sesso e le persone trans.

L'Alta corte di Delhi aveva giudicato tale articolo incostituzionale, ma la sua sentenza del 2 luglio 2009, è applicabile solamente nel territorio della capitale federale. L'11 dicembre 2013, una sentenza della Corte suprema ha poi bocciato tale giudizio, affermando che solo il legislatore – quindi il Parlamento federale – ha il potere di abrogare l'articolo 377 del codice penale (cfr il nostro articolo del 16 dicembre 2013).
(Contrariamente a ciò che affermano i due media citati come fonti per questo testo, l'articolo 377 non è mai stato riabilitato per la semplice ragione che non è mai stato abrogato.)

Commento.

« When millions of people world over are having alternative sexual preferences, it is too late in the day to propound a view that they should be jailed. The Delhi high court's view appears more acceptable. »
Arun Jaitley, ministro indiano per le Finanze

(«Quando milioni di persone nel mondo hanno preferenze sessuali alternative, è troppo tardi per chiedere la loro incarcerazione. L'opinione dell'Alta corte di Delhi appare più accettabile.»)

Si possono notare un suggerimento, un tono ed una fraseologia del ministro che non hanno niente di entusiastico e meno ancora di militante.

Di fatto, le associazioni LGBT e la classe politica hanno accolto la proposta del ministro con circospezione. Lo considerano un discorso di circostanza, se non una manovra politica. Il BJP del Primo ministro Modi sta subendo in effetti un'emorragia elettorale nel Bihar, Stato nel nord-est del Paese.

Narendra Modi è considerato vicino ad un movimento fondamentalista induista le cui prese di posizione non sono mai state friendly.

Il quotidiano Times of India, apertamente favorevole alla depenalizzazione dell'omosessualità, si domanda retoricamente perché il governo si rivolga alla Corte suprema per depenalizzare l'omosessualità. Sasrebbe molto più facile depositare un progetto di legge la cui adozione richiederebbe una semplice maggioranza dei voti. E questo è quello che la Corte suprema, nel 2013, suggeriva di fare al precedente governo.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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