World AIDS Day (e del lutto)

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World AIDS Day (e del lutto)

(Blogmensgo, blog gay del 1o dicembre 2015) La giornata mondiale di lotta contro l'AIDS, che dal 1988 si tiene il primo di dicembre, quest'anno è doppiamente a lutto. Per i morti a causa di HIV/AIDS che continuano, nonostante i trattamenti antiretrovirali. E per le vittime di Parigi degli attentati del 13 novembre 2015.

Quando questo nastro sarà sparito, l'umanità avrà fatto un passo in avanti…

Quando questo nastro sarà sparito, l'umanità avrà fatto un passo in avanti…

Gli attentati hanno avuto come conseguenza indiretta – almeno a Parigi e nelle grandi città francesi – di modificare o di annullare le operazioni di sensibilizzazione. C’è anche da dire che Sidaction ha scelto di sostituire la sua tradizionale catena umana con una catena virtuale su Facebook. Un esempio tra molti.

La giornata del primo dicembre sarà stata inquinata dalle particelle sottili della Cina, per il caso della sextape di Mathieu Valbuena e per l'incontro, a Parigi, di molti inquinatori che hanno tenuto una conferenza sull'ecologia.

Come ogni anno, il tema dell'HIV/AIDS è stato almeno largamente trattato dai media, quindi non mi dilungherò sull'argomento. E meno ancora sui tradizionali effetti dell'annuncio e sulle promesse piovute da ogni parte.

«Non ci rimangono che cinque anni per accelerare la risposta all'AIDS se vogliamo impedire una ripresa dell'epidemia», ha tuonato l’Onusida come preambolo alla conferenza biennale su AIDS e infezioni sessualmente trasmissibili in Africa (dal 20 novembre al 4 dicembre 2015 a Harare, nello Zimbabwe).

Un discorso molto più offensivo del messaggio diffuso oggi da Michel Sidibé, nel quale il direttore esecutivo dell’Onusida non manca certo di autocompiacimento:

Se non altro, ha sottolineato la devastazione che provoca ancora la stigmatizzazione delle persone LGBT. E' già qualcosa.

Per concludere con una nota positiva, ho notato una conseguenza forse inattesa della recente messa in vendita degli autotest per il depistaggio di HIV/AIDS in Francia (cfr. il nostro articolo del 19 settembre 2015). Non sono stati venduti, certo, che 19.000 autotest in due mesi e mezzo, quando la Francia conta 150.000 persone sieropositive, di cui uno su cinque ignora di esserlo. La nota positiva è che un terzo degli acquisti è stato effettuato da persone che si sottopongono al depistaggio per la prima volta. E, anche questo, è già qualcosa.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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