Gay negli Stati Uniti: il fisco li corteggia, la sicurezza li disprezza

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Gay negli Stati Uniti: il fisco li corteggia, la sicurezza li disprezza

(Blogmensgo, blog gay del 29 ottobre 2015) Non meno di 121 parlamentari hanno pubblicato, il 26 ottobre 2015, una lettera per chiedere la fine della discriminazione delle coppie omosessuali sposate nei confronti della sicurezza sociale. In compenso, il fisco non esige più alcuna prova della legalità territoriale dei matrimoni gay e lesbici.

Manifesto dei 121 contro la sicurezza sociale

La lettera indirizzata all'amministrazione della sicurezza sociale (SSA) ed al Ministro per la Giustizia è firmata da 83 deputati  e 38 senatori del Parlamento federale. Ossia 121 firmatari, numero che fa implicitamente riferimento al famoso Manifesto dei 121. La lettera aperta dei parlamentari americani include una maggioranza di firmatari democratici ( a partire dalla senatrice Elizabeth Warren e dal deputato Mark Takano, eletti rispettivamente in Massachusetts e California), così come il Manifesto dei 121 era dominato da personalità di sinistra.

I firmatari chiedono alla SSA di spiegarsi sui metodi utilizzati nei confronti delle coppie gay e lesbiche sposati. Nonostante la sentenza pronunciata il 26 giugno 2015 dalla Corte suprema al fine di legalizzare il matrimonio gay, la SSA ha continuato a considerare i due sposi non come una coppia sposata, ma come due celibi. La SSA adesso chiede loro di rimborsare il pagamento in eccesso. Ma certe coppie dello stesso sesso sono ancora considerate come celibatarie, la SSA non sembra aver aggiornato l'insieme di formulari, logici o procedurali.

La lettera dei parlamentari richiede alla SSA che fornisca, al massimo entro il 18 novembre 2015, delle statistiche precise e circostanziate sulle coppie gay e lesbiche imbrigliate in questo caos amministrativo.

Soprattutto, i firmatari intimano all'associazione per la sicurezza sociale di non aggiungere una discriminazione ad un'altra discriminazione. La prima discriminazione si basa sul rifiuto di riconoscere le coppie omosessuali sposate come tali. La seconda discriminazione consiste nell'imporre alle coppie più povere tempi di rimborso troppo brevi, vale a dire sanzioni per il ritardo.

Il fisco nell'era del matrimonio gay

Il ministero americano delle Finanze ha annunciato, il 21 ottobre 2015, che i servizi fiscali (IRS) considereranno tutti i matrimoni gay e lesbici contratti sul territorio americano come perfettamente legali, anche se i contribuenti si sono sposati in una data in cui il loro Stato di residenza non riconosceva come legali che i matrimoni eterosessuali.

In precedenza, l’IRS chiedeva alle coppie omosessuali sposate di portare la prova che lo Stato in cui avevano residenza considerasse la loro unione legale alla data del matrimonio. Alcuni residenti texani legalmente sposati nel Massachusetts non potevano quindi essere considerati come sposati nei confronti dell'amministrazione fiscale federale, contrariamente a chi aveva la residenza nel Massachusetts.

Il nuovo regolamento stipula che marito e moglie devono essere considerati come sposati, qualunque sia il sesso dei coniugi. Le coppie sposate, che siano eterosessuali o omosessuali, saranno di conseguenza sottomessi a diritti e doveri strettamente identici in qualsiasi caso in cui lo stato matrimoniale sia pertinente. Ciò concerne anche l'eventuale (non-)tassazione delle prestazioni versate per la salute complementare reciproca.

Si tratta, precisa il ministero, di trasporre in maniera effettiva ciò che è stato deciso dalla sentenza del 26 giugno 2015 nella burocrazia dell'amministrazione federale.

La data di entrata in vigore di queste nuove disposizioni non è precisata. In compenso, non riguarda le coppie unite in PACS, indipendentemente dalla denominazione del loro PACS: convivenza registrata, unione civile, ecc.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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