Trans tra i massoni

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Trans tra i massoni

(Blogmensgo, blog gay del 22 settembre 2015) E' la storia di una loggia massonica riservata agli uomini che si accorge che due dei suoi membri stanno diventando donne. La storia dona alla Grande Loge de France (GLDF) un'ambientazione poco meno ovattata della realtà.

Tu mio fratello, tu mia sorella… ©Thierry Ehrmann (CC BY 2.0).

Tu mio fratello, tu mia sorella… ©Thierry Ehrmann (CC BY 2.0).

«La Grande Loge de France è esclusivamente maschile ed inizia unicamente uomini, così come fa ogni altra loggia esclusivamente femminile.» Il sito web della GLDF è (esplicito) sull'argomento.

Ma secondo il blog di François Koch da cui ho preso la notizia, almeno due «fratelli» hanno iniziato il percorso per cambiare sesso.
Uno dei fratelli si veste già conformemente alla sua nuova identità di genere, vale a dire da donna.
Un altro fratello, sotto trattamento ormonale, non ha ancora raggiunto tale livello di modificazione fisica.

Il capo supremo – chiamato gran maestro – della GLDF, Philippe Charuel, per il momento non ha niente da ridire, almeno nella forma. I due fratelli in transizione sono ancora considerati come uomini, almeno fino a quando non avverrà il cambio di stato civile; e come «fratelli» si conformano al codice di abbigliamento della loggia – vale a dire giacca e cravatta e non vestito o gonna.

E Philippe Charuel continua:

«Naturalmente, se uno di questi due fratelli cambiasse stato civile, sarà invitato ad unirsi ad una loggia mista o femminile. La GLDF è una loggia maschile e lo resterà.»

In altre parole, la GLDF accompagna con una relativa benevolenza la transizione MtF dei due «fratelli». Almeno finché i «fratelli» non saranno divenuti «sorelle».

Commento. E' solo una notizia curiosa per rallegrare la settimana. Ma meno buffa di quanto sembri.

Sappiamo l'importanza dell'attivismo gay: se non lo si reclama, non si ottiene niente – a parte manganellate, stupri, violenze, imprigionamento e addirittura la morte.
Sappiamo anche che, nonostante le differenze fisiche, gay e lesbiche hanno tutto l'interesse ad unirsi per conquistare i diritti loro negati.
Infine sappiamo – e questo blog me lo ha insegnato – che bisogna anche lottare per e con le persone trans. I diritti dell'uno sono dell'altro. Ed anche le lotte.

Sembra, con il doppio aneddoto qui raccontato, che l'attivismo LGBT presenti delle similitudini ed anche delle incontestabili convergenze con l'attivismo femminista (non mi dilungo qui con la battaglia retrograda che ne è la caricatura e anche la negazione stessa, ma della battaglia che mira a dare alla donna il posto nella società che la metà dell'umanità ha il diritto di esigere dall'altra metà, con assoluta legittimità).

Perché questi uomini che si sentono donne sono già donne, indipendentemente dall'avanzamento del loro processo di transizione e anche se la loro loggia massonica continua a vederli come uomini. E una volta che questi uomini saranno diventati donne «a tutti gli effetti», vale a dire fisicamente e amministrativamente, allora i loro «fratelli» – o presunti tali – li metteranno alla porta.

Non esiste alcuna ragione valida per cui una loggia massonica non possa essere mista. Che la GLDF – o ogni altra loggia – rifiuti a due donne lo statuto di membri a tutti gli effetti non merita alcuna simpatia. Questa fallocrazia mischiata a misoginia è tanto discriminante quanto il razzismo, l'antisemitismo, la xenofobia, l'omofobia, la lesbofobia, la transfobia. E' disgustoso.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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