Quando i ricercatori analizzano il gaydar (radar gay)

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Quando i ricercatori analizzano il gaydar (radar gay)

(Blogmensgo, blog gay del 17 settembre 2015) Il gaydar, il sesto senso che agirebbe come un rivelatore di gay, esiste veramente? Cosa riescono a scoprire le persone che affermano di avere tale dono? Alcuni ricercatori hanno condotto un'indagine.

Alora, gay o eterosessuale? ©MensGo.com.

Alora, gay o eterosessuale? ©MensGo.com.

Alcuni ricercatori in psicologia dell'università Wisconsin-Madison di Madison, nel Wisconsin (Stati Uniti), hanno studiato se il famoso gaydar esiste, se si tratta di un mito, e quali possono esserne le cause e le conseguenze. Per arrivare a ciò hanno condotto cinque distinti esperimenti che riassumeremo brevemente.

Come «corpus», 50 foto di gay e 50 di eterosessuali tratte da un sito per incontri – che non può essere MensGo.com, poiché trovereste sicuramente meno di 50 eterosessuali. 😀

In ogni caso, i ricercatori hanno prima di tutto associato ad ogni foto un'affermazione proveniente, a detta loro, dai profili. Ogni affermazione corrispondeva ad uno stereotipo neutro (mi piace leggere), ad uno stereotipo eterosessuale (mi piace il calcio) o ad uno stereotipo gay mi piace lo shopping).

Un test realizzato con altre «cavie» consisteva nel prendere le foto senza commento associato. Altri partecipanti hanno confrontato solo alcune foto. Infine un test è stato realizzato con foto di donne.

Iniziamo segnalando che le persone intervistate non sono state in grado di dire se tale foto corrispondeva ad una lesbica o ad un'eterosessuale. Quindi non esiste il rilevatore di lesbiche, il lesdar.

Con le foto di ragazzi, i primi due esperimenti obbligavano le cavie a rispondere Sì/No alla domanda se tale foto (o tale foto/commento) corrispondeva ad un gay. Un'altro esperimento non obbligava gli intervistati ad essere così categorici e potevano anche dire di non sapere la risposta. E in un ultimo test, le cavie erano divise in tre sottogruppi, uno che affermava l'esistenza del gay radar, un altro che diceva che il gaydar è dettato dagli stereotipi, un gruppo di controllo formato da persone che non aveva espresso opinione al riguardo prima che gli fossero mostrate le foto.

Il sottogruppo che affermava l'esistenza del gaydar ha risposto in «mode gaydar», mentre quello che sosteneva che il gaydar sia veicolato dagli stereotipi ha risposto in maniere meno stereotipata. Quanto al sottogruppo di controllo, non ha risposto che raramente «non so» al fatto di sapere se la foto fosse di un gay o meno.

Due parametri hanno influenzato la risposta in mode gaydar. Il primo parametro riguarda gli stereotipi associati ad una pretesa gay attitude. Tali stereotipi hanno molto influenzato l'associazione di una determinata foto al fatto che fosse di un gay. L'altro parametro riguardava la qualità delle foto, in cui quelle di migliore qualità erano più spesso associate a persone gay.

Nei loro presupposti come nelle loro conclusioni, i ricercatori del Wisconsin hanno mostrato che la modalità gaydar si basa su degli stereotipi che mantengono essi stessi la credenza in un preteso sesto senso gay, rinforzato a sua volta dagli stereotipi.

Commento. Difficile tirare le conclusioni dopo aver letto il riassunto di questo studio. Il report, scritto in uno strano inglese, non è così comprensibile.

Gli intervistati non hanno lavorato che sulle foto. Mentre nella vita vera, è molto facile cogliere la differenza tra un gay o un eterosessuale al primo sguardo. Quando un ragazzo ti fissa sfacciatamente il pacco è gay. :mrgreen:

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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