Stati Uniti: il matrimonio gay entra nelle funzioni amministrative

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Stati Uniti: il matrimonio gay entra nelle funzioni amministrative

(Blogmensgo, blog gay del 4 agosto 2015) Dopo un mese dalla sentenza della Corte suprema americana che istituisce il diritto al matrimonio omosessuale in tutti gli Stati Uniti, alcune amministrazioni locali fanno ancora resistenza. Altrove, le autorità si stanno progressivamente mettendo l'animo in pace.

Ohio: addio omofobia…

Anche se la Corte suprema aveva risposto alla domanda di molte coppie omosessuali, la denominazione generica della sua sentenza del 26 giugno 2015 non mantiene che il nome di un solo querelante: Jim Obergefell (caso Obergefell contro Hodges). Questo abitante di Cincinnati ha potuto constatare che il suo Stato, l’Ohio, si è progressivamente conformato con i diritti ed i vantaggi legati al matrimonio gay.

La notizia implica una progressiva eliminazione di 20 testi per epurare ogni discriminazione omofoba. Così l'Ohio ha abbandonato il vecchio modulo di dichiarazione fiscale, all'inizio di luglio 2015, ed ormai utilizza lo stesso modulo dell'amministrazione federale.

Anche il vocabolario dei documenti di stato civile (atti di nascita, di decesso, di adozione, e più avanti anche certificati di matrimonio) si conforma al nuovo contesto. Anche la terminologia usata nelle Corti dell'Ohio è stata spurgata dei termini poco friendly.

Cinque Stati abbandonano la loro battaglia giudiziaria omofoba

I ministri della Giustizia di Arkansas, Georgia, Louisiana, Nebraska e del Texas hanno scelto, il 17 luglio 2015, di abbandonare unilateralmente le cause contro lo Stato federale. I cinque Stati avevano citato in giudizio l'amministrazione Obama per la legge federale sul congedo familiare e medico.

Prima della sentenza del 26 giugno, ltale legge federael non concerneva che gli impiegati delle amminstrazioni statali o federali e quelli delle imprese private con più di 50 dipendenti. Il Texas non accordava neanche il beneficio di tale legge alle coppie omosessuali legalmente sposate in un altro Stato.

Molti Stati, tra cui il Texas (nel luglio 2015), hanno inoltre rinunciato a difendere il proprio divieto – ottenuto per via legislativa o tramite referendum – del matrimonio tra coppie dello stesso sesso. Tale divieto era ancora in vigore in 13 Stati prima della decisione storica della Corte suprema federale.

Nuovi diritti, nuovo rompicapo

L'istituzione del matrimonio gay e lesbico apporta diritti e vantaggi di cui tali coppie non hanno sempre fruito e ai quali non sono per forza preparati.

Un sondaggio* di Versta Research per Wells Fargo mostra che solamente il 32% delle persone LGBT comprendono perfettamente le conseguenze finanziarie del matrimonio tra coppie dello stesso sesso. E che il 29% comprende bene come le leggi degli Stati Uniti  e del proprio Stato si applichino ai matrimoni omosessuali.

Lo stesso sondaggio constata che il 75% delle persone LGBT non comprende perfettamente l'incidenza del matrimonio gay sulle pensioni e che il 72% non ne capisce bene l'incidenza in materia di eredità.

(* Sondaggio on line effettuato nell'aprile 2015 su un campione di 1152 persone LGBT, tra cui 207 coppie sposate e 301 coppie unite in PACS o semplicemente conviventi.)

La questione è ancora complicata poiché nei 13 Stati che vietano esplicitamente il matrimonio gay e lesbico, la situazione fiscale delle coppie omosessuali non è la stessa prima e dopo la storica decisione del 26 giugno.

Ulteriore complicazione, per le coppie LGBT, nei confronti del divorzio o anche solo per l semplice rottura della convivenza. Anche in questo caso, i 13 ex-irriducibili Stati rischiano di creare un ginepraio di casi particolari.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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