La Corte suprema del Messico convalida il matrimonio gay

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La Corte suprema del Messico convalida il matrimonio gay

(Blogmensgo, blog gay del 19 giugno 2015) Con una sentenza del 3 giugno resa pubblica il 12 giugno 2015, la Corte suprema del Messico giudica incostituzionale ogni divieto del matrimonio tra persone dello stesso sesso in uno degli Stati messicani. Ma la giurisdizione suprema non obbliga gli Stati ad emettere una legge specifica.

Mariages gay simbolici in Messico (nel 2010). ©jayceeloop (CC BY 2.0)

Mariages gay simbolici in Messico (nel 2010). ©jayceeloop (CC BY 2.0)

La sentenza prevede una gestione caso per caso. In ogni Stato, la giustizia – se l'ufficio locale di stato civile oppone resistenza – sarà tenuta a convalidare ogni matrimonio omosessuale su semplice richiesta della coppia in questione. Cosa che, nei fatti, equivale a legalizzare il matrimonio gay (ma al prezzo, anche con la certezza della vittoria, di un'eventuale procedura giudiziaria).

La più alta giurisdizione messicana insiste anche sul fatto che ogni clausola che limita il matrimonio alle sole coppie eterosessuali sia discriminatoria. La sentenza della Corte federale suprema è molto esplicita su ciò:

«L'oggetto del matrimonio non è la procreazione, non c'è alcuna ragione valida per cui l'unione matrimoniale sia [unicamente] eterosessuale né che sia obbligata ad unire solamente un uomo ed una donna.»

Fino a questo momento, il matrimonio gay non è ufficialmente celebrato che in quattro delle 32 entità amministrative messicane: il Distretto federale del Messico (ufficialmente dal 2009, ufficiosamente dal 2006) e gli Stati di Quintana Roo (maggio 2012), Coahuila (settembre 2014) e Chihuahua (12 giugno 2015).

In due delle quattro entità che celebrano i matrimoni omosessuali, i testi ufficiali per il momento non concernono che il matrimonio eterosessuale (Chihuahua) o rimangono muti sul sesso degli sposi (Quintana Roo). Nel territorio della capitale federale, in compenso, si sono registrati 5 297 matrimoni gay e lesbici dal 2009, compresi quelli tra non residenti.

La sentenza della Corte federale suprema legalizza ipso facto sull'insieme dei territori messicani ogni matrimonio omosessuale celebrato in uno degli Stati dove è legalmente riconosciuto.

In compenso, questa decisione non trasforma in matrimonio i PACS stipulati in uno degli Stati messicani dove essi hanno valore legale. I giudici della Corte suprema non precisano neanche lo statuto, nei confronti della legge messicana, dei matrimoni gay e lesbici legalmente contratti all'estero.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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