Têtu, in amministrazione controllata, cerca un partner

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Têtu, in amministrazione controllata, cerca un partner

(Blogmensgo, blog gay del 5 giugno 2015) La società CPPD, editrice della rivista Têtu e del sito Tetu.com, è stata messa il 1° giugno 2015 in amministrazione controllata per una durata di quattro mesi. Questo è il tempo che il Tribunale del commercio di Parigi ha dato all'editore - che aveva dichiarato fallimento il 28 maggio - per trovare un compratore o un partner importante.

La festa, non la disfatta! (clicca per ingrandire)

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In un comunicato del 1° giugno, la direzione di Têtu si è detta alla ricerca di un «avvicinamento con un gruppo editoriale» in modo da aver un peso nei confronti delle agenzie pubblicitarie ed evitare un'eventuale liquidazione giudiziaria.

La società editrice afferma di essere arrivata «al termine della propria ristrutturazione» e di offrire «una rivista di cultura/società/arte di grande qualità, un sito web molto frequentato e recentemente un App di incontri, SoTêtu, che ha già un buon riscontro». Inoltre, il numero di abbonati – non divulgato – è in «crescita lenta, ma regolare», secondo lo stesso comunicato.
(Ma le cifre dell'organismo ufficiale OJD, per l'anno 2014 in confronto al 2013, indicano una diffusione media in ribasso dell'8,69% su 32 775 esemplari in totale e del 9,56% su 28 275 esemplari venduti in Francia.)

Ma l'azienda rimane in deficit ed i recenti guadagni si scontrano da una parte con le «difficoltà strutturali della distribuzione della stampa» in Francia e dall'altra con «l'attitudine aggressiva di alcune agenzie di pubblicità».

Per il 2015, il gruppo prevede «tra i 500 000 € e i 600 000 € di perdite», secondo un articolo pubblicato da Yagg il 2 giugno 2015. Il quotidiano Les Échos stima le perdite del 2014 in 1,1 milioni di euro circa, nonostante i 9 000 abbonati.

Il proprietario di CPPD è l'uomo d'affari ed editore francese Jean-Jacques Augier, che aveva acquistato la rivista nel febbraio 2013 per la cifra simbolica di 1 € (cfr. il nostro articolo del 28 gennaio 2013). L'acquirente doveva trovare «nelle casse, fondi sufficienti per stare a galla due anni». Il programma di restyling lanciato nel frattempo non ha quindi prodottogli effetti desiderati, anche se la situazione «è nettamente migliorata in confronto a quella degli anni precedenti al 2013».

La rivista simbolo della comunità gay, creata nel 1995, troverà forse alloggiamento nel gruppo Le Monde, editore dell'omonimo quotidiano. Tra i tre principali azionisti del Monde e dell'Obs, si notano i nomi di Pierre Bergé – vecchio proprietario di Têtu – e di Mathieu Pigasse – che aveva proposto nel 2013 di acquistare Têtu.

Vale a dire che la serata speciale 20 anni di Têtu – programmata per il 6 giugno 2015 al Palais de Tokyo – servirà anche a trovare fondi oltre che a festeggiare.

Commento. Il leader della stampa gay dispone di un patrimonio che potrebbe interessare un compratore o un partner.
Innanzi tutto perché Têtu è l'unico organo di stampa a firte tiratura nel mondo LGBT francofono.
Poi perché il suo sit web rivendica 450 000 visitatori mensili.
Infine perché il gruppo mantiene questo doppio primato con a malapena una decina di dipendenti con spese che sono state dimezzate rispetto al 2013.

Bisognerebbe concludere una vera collaborazione, vale a dire un accordo che apporti valore aggiunto ad entrambi i partner firmatari e non solamente ad uno di essi.

Come nel 2013, rimango convinto che il futuro di Têtu non dipende unicamente – e neanche principalmente – dalla carta stampata.

La Francia che adesso vive nell'epoca del «mariage pour tous» e non compra più Têtu per spirito di militanza. E' anche vero che nel frattempo la migrazione dei lettori si è amplificata. Ma Têtu è un grande nome e un nome vuol dire soldi.

Come monetizzare allora? Difficile da dire. In ogni caso il sito web e la versione cartacea di Têtu rappresentano entrambi dei veri e propri serbatoi la cui sostanza deve avere una strategia concertata.

Mi sembra che il gruppo, come molti gruppi editoriali (Le Figaro, Le Monde e Le Point), debba promuoversi «fuori dai media» in modo significativo. Quando si osserva il successo in Francia di serie come «Mythologie et philosophie» (Le Figaro) o di serie consacrate alle scienze (Le Monde) ed alla filosofia (Le Point), immaginiamo che delle serie consacrate alla letteratura ed agli argomenti LGBT potrebbero facilmente sedurre un vasto pubblico di lettori.

Inoltre potrebbe anche essere saggio creare offerte suscettibili di raccogliere numerosi acquirenti o sottoscrittori, ad esempio in materia di DVD, di VOD, di giochi, di creazioni multimediali, con un marchio proprio o in cobranding.

Infine, non sono convinto che il marchio CPPD debba ancora arrovellarsi sulla rivista stampata. Piuttosto, mi sembra, sarà dal sito web che si evolverà il futuro del leader francese della stampa gay.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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