PACS omosessuali: il Cile li adotta, il Perù li affossa

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PACS omosessuali: il Cile li adotta, il Perù li affossa

(Blogmensgo, blog gay del 20 aprile 2015) La presidentessa cilena Michelle Bachelet ha ratificato, il 13 aprile 2015, una legge che istituisce i PACS omosessuali. Il giorno seguente, nel vicino Perù, una commissione parlamentare ha confermato il rifiuto di un testo che mirava a creare un PACS omosessuale.

Michelle Bachelet dice «Sì» ai PACS. Clicca per ingrandire. ©Movilh Chile CC BY-NC-ND 2.0.

Michelle Bachelet dice «Sì» ai PACS. Clicca per ingrandire. ©Movilh Chile CC BY-NC-ND 2.0.

Il Cile legalizza i PACS

La nuova legge cilena che istituisce un PACS (accordo per l'unione civile) omosessuale ed eterosessuale entrerà in vigore entro sei mesi, quindi nell'ottobre 2015. Le coppie omosessuali o eterosessuali non sposate beneficeranno degli stessi diritti e vantaggi, molto vicini a quelli delle coppie sposate.

Il PACS sarà ufficializzato con un atto notarile tra i due coniugi, Tanto in Cile quanto nelle sue rappresentanze consolari all'estero.

Ma solamente le coppie eterosessuali potranno sposarsi in Cile.

Il futuro PACS offrirà ai due membri della coppia la possibilità di decidere a nome del congiunto, ad esempio in materia medica o funeraria. I loro diritti saranno inoltre rafforzati nei confronti della sanità, delle prestazioni sociali, patrimoniali, dell'autorità genitoriale (ma non l'adozione), di vedovanza e di successione.

Circa 2 milioni di persone sono in grado di beneficiarne, secondo i calcoli del governo cileno. Sembra probabile che questo nuovo statuto matrimoniale sarà soprattutto utilizzato dalle coppie eterosessuali.

Il senato cileno  aveva definitivamente adottato una legge sul PACS omosessuale il 28 gennaio 2015, con 25 voti favorevoli, 6 voti contrari e 3 astenuti. I deputati avevano, tuttavia, convalidato il testo con 78 favorevoli e 9 contrari. Questo doppio voto ha portato a quattro anni di peripezie legislative.

La ratifica presidenziale del testo corrisponde a «una giornata storica per la diversità sociale» nel Paese, si rallegra il Movimento cileno per l'integrazione e la liberazione omosessuale (Movilh).

Se il Cile ha compiuto un grande passo verso il PACS omosessuale, non è per il momento, che il quarto Paese sudamericano (dopo Argentina, Brasile e Uruguay) a legalizzare il matrimonio tra persone dello stesso sesso. L'omosessualità, in Cile, non è stata depenalizzata che nel 1999.

Il Perù rigetta il PACS omosessuale

In Perù, la commissione parlamentare incaricata della Giustizia e dei diritti dell'uomo ha confermato, il 14 aprile 2015, il rifiuto definitivo da parte del Congresso di una proposta di legge che mirava a creare un PACS omosessuale. Nessun testo di questo tipo potrà più essere presentato al Congresso per almeno un anno.

Il 10 marzo 2015, il Congresso aveva già bloccato un progetto di PACS con sette voti contrari, quattro favorevoli e due astenuti. Il testo era stato proposto da Carlos Bruce, unico parlamentare peruviano apertamente omosessuale.

Il suo collega Mauricio Mulder ha quindi presentato una nuova volta la proposta di legge al Congresso, ma non ha ottenuto che due voti a favore il 14 aprile in commissione.

Una settimana prima, la grande «Marcia per l'uguaglianza» – la seconda in Perù – aveva raccolto migliaia di persone LGBT e simpatizzanti per le vie di Lima. Tutte e tutti reclamavano la legalizzazione dei PACS e la fine delle discriminazioni omofobe in Perù.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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