La giustizia americana condanna dei «guaritori» dall’omosessualità per frode

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La giustizia americana condanna dei «guaritori» dall’omosessualità per frode

(Blogmensgo, blog gay del 25 febbraio 2015) Un'organizzazione del New Jersey che pretendeva di «guarire» degli omosessuali dalla loro omosessualità è stata condannata, il 10 febbraio 2015, per frode. Peter F. Bariso Jr, giudice della Corte distrettuale di Hudson County (New Jersey) ha considerato fraudolento il fatto che tale organizzazione facesse credere ai «pazienti» che l'omosessualità fosse una «malattia mentale».

Qui sotto, uno dei denuncianti della questione, Chaim Levin, spiega il suo percorso di attivista gay ed ebreo:

Jonah (Jews offering new alternatives for healing / Ebrei per nuovi metodi di guarigione alternativi) si presenta come «istituto per l'affermazione di genere» e si dichiara come un'entità senza scopo di lucro. Tale clinica dalla facciata religiosa afferma di praticare delle terapie di conversione delle persone omosessuali utilizzando un «approccio basato sulla forza».

Quattro gay hanno denunciato Jonah dopo aver subito una «terapia» particolarmente traumatizzante. La denuncia è stata presentata con l'appoggio di Southern Poverty Law Center (SPLC), un'associazione di lotta per i diritti civili, e dei parenti delle vittime.

Non è Jonah che pratica le terapie di conversione. La clinica reindirizza verso dei «terapeuti» che effettuano i loro servizi. Per queste terapie Jonah rivendica circa un terzo di casi di successo, un terzo di fallimenti ed un terzo di casi a metà strada tra le due possibilità.

Tra gli altri trattamenti «degradanti ed emozionalmente traumatizzanti», i quattro denuncianti raccontano, ad esempio, di doversi essere denudati davanti al proprio terapista ed uno di loro ha dovuto picchiare una foto della propria madre con una racchetta da tennis. Uno dei querelanti, Benjamin Unger, spiega di aver subito per un anno la «terapia» di Jonah e poi di aver dovuto effettuare una contro-terapia di cinque anni per riparare quello che Jonah aveva distrutto.

A sua difesa, Jonah fa valere che i «pazienti» erano adulti, che nessuno li ha obbligati a fare quello che hanno fatto, che erano soddisfatti dei risultati della terapia, ma che sono poi ricaduti nelle mani del proselitismo omosessuale.

E' la seconda volta che il giudice Bariso si pronuncia su tale questione che risale al 2012. Ed ancora una volta, ha respinto in solidum Jonah, il suo direttore ed un terapeuta. Presentando «l'omosessualità, non come una variantre normale della sessualità umana, ma come un disturbo mentale, una malattia o un problema» che può essere guarito, spiega il giudice Bariso nella sua decisione, gli accusati hanno commesso «una deformazione contraria alla legge [del New Jersey] sulla tutela dei consumatori».

In una decisione presa qualche giorno prima, Bariso aveva respinto la domanda di testimonianze scientifiche proposta da Jonah. Il giudice ha motivato tale rifiuto spiegando che la comunità scientifica considera «in una schiacciante maggioranza» che l'omosessualità non è né un problema, né un'aberrazione.

La questione dovrà affrontare numerose altre tappe giudiziarie, prima nel New Jersey (da giugno 2015) poi, eventualmente, a livello federale.

Commento. Alcuni giuristi stimano che la decisione del giudice Bariso potrebbe costituire un precedente. In New Jersey, ma anche in tutti gli Stati Uniti.

E' la prima volta che dei promotori delle terapie riparative dell'omosessualità vengono condannati dalla giustizia americana. Il primo emendamento della costituzione americana è abitualmente considerato come inattaccabile, e non esitano a sbandierarlo gli estremisti religiosi di ogni tipo (in questo caso degli ebrei integralisti). Ma questa volta, il giudice Bariso ha guidato la carica in un altro terreno, quello della tutela dei consumatori.

Non si tratta più, quindi, di una questione religiosa, di omofobia o anche di comportamento riprovevole. Si tratta semplicemente, questa volta, di una questione di frode. Meglio ancora, la condanna non colpisce dei lavoratori, ma in prima persona l'appaltatore, anche se dichiara di non aver agito a scopo di lucro.

E' anche la prima volta che viene condannata la pratica di una terapia riparativa dell'omosessualità su persone maggiorenni. Tali terapie sono vietate in alcuni Stati (ad esempio in New Jersey o in California), ma unicamente quando sono effettuate su minorenni.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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