Stati Uniti: 60% degli elettori favorevoli al matrimonio gay

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Stati Uniti: 60% degli elettori favorevoli al matrimonio gay

(Blogmensgo, blog gay del 20 febbraio 2015) Secondo un sondaggio di Greenberg Quinlan Rosner condotto alla fine di gennaio 2015 per Human Rights Campaign (HRC), il 60% delle persone intervistate sono favorevoli al matrimonio omosessuale (contro il 37%). Ed il 43% si dicono anche «molto favorevoli» al matrimonio tra persone dello stesso sesso. Non si era mai visto negli Stati Uniti.

Clicca per ingrandire. ©HRC.

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Greenberg Quinlan Rosner è un'agenzia reputata vicino al Partito democratico. Il suo sondaggio recente conferma due studi precedenti. Nell'ottobre 2014, un sondaggio commissionato da ABC News e Washington Post valutava al 56% il tasso di opinione favorevole al matrimonio gay, ossia quasi la stessa cifra di un altro sondaggio pubblicato nel febbraio 2014 da New York Times e CBS News.

Questa volta, nei 37 Stati dove il matrimonio tra persone dello stesso sesso è ora legale, Greenberg Quinlan Rosner constata che il 64% delle persone iscritte alle liste elettorali – per le elezioni generali di novembre 2016 – si dichiara favorevole.

Oggi, otto americani su dieci affermano di conoscere una persona LGBT ed il 46% degli interpellati afferma di conoscere una coppia dello stesso sesso che è sposata o unita in PACS. Su questo campione del 46%, i tre quarti (75%) si considerano favorevoli al matrimonio gay e lesbico.

L’ostilità al matrimonio gay perde terreno in tutte le categorie di elettori dove prosperava precedentemente, constata HRC: tra i cattolici, tra i protestanti evangelici, tra gli abitanti del profondo Sud (50% a favore del matrimonio gay e «solamente» 47% contro), tra i non-diplomati, e anche tra gli anziani (48% a favore e 50% contrari) e tra gli adepti del Partito repubblicano (35% a favore, ma ancora 61% contro).

Metodologia. Sondaggio effettuato negli Stati uniti, dal 25 al 31 gennaio 2015, su 1 000 persone abili a votare alle elezioni generali del 2016 (persone maggiorenni iscritte alle liste elettorali).

Commento. Attenzione a non festeggiare troppo presto.

Innanzitutto perché il sondaggio di Greenberg Quinlan Rosner ammette un margine di errore superiore al 3%. Inoltre, la reputazione di questa agenzia è di gran lunga inferiore a quella della Pew Research in materia di sondaggi.

Poi perché matematicamente, il "No" può ancora vincere. E' poco  probabile, ma rimane possibile. Basterebbe aggiungere alle persone decisamente contrarie al matrimonio quelle che hanno un'opinione titubante, vale a dire quelli che preferiscono dire «forse» piuttosto che «assolutamente». E sono il 7% nel campo del "Sì" ed il 9% in quello del "No" per un totale del 26%. Supponiamo che finissero tutti nello schieramento del "No", ne verrebbe fuori un totale teorico del 54% di persone ostili al matrimonio omosessuale (ossia il 28% degli «assolutamente» contrari più il 26% degli «abbastanza» favorevoli o «abbastanza» contrari).

Non dimentichiamo, inoltre, che sulle grandi questioni sociali, gli elettori hanno la tendenza a decidersi all'ultimo minuto, non sempre in accordo con le proprie opinioni precedenti. Se sottoponessimo a referendum una questione come quella della pena di morte – e sono certo che, anche in Paesi che l'hanno abolita da decenni, la pena di morte potrebbe di nuovo entrare in vigore.

Perché intervistare le persone iscritte alle liste elettorali? E perché per le elezioni di novembre 2016? Perché negli Stati Uniti le elezioni generali si accompagnano sempre a dei referendum locali di ogni tipo, compresa la questione del matrimonio omosessuale. Ma la Corte federale suprema avrà, forse, nel frattempo messo tutti d'accordo (perché il matrimonio gay diventi un diritto costituzionale intangibile).

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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