Bombastic, la rivista contro l’omofobia in Uganda

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Bombastic, la rivista contro l’omofobia in Uganda

(Blogmensgo, blog gay del 18 febbraio 2015) Kasha Jacqueline Nabagesera ha lanciato, nel dicembre 2014, la rivista gratuita Bombastic rivolta alla comunità LGBT dell'Uganda, ma anche alla classe politica. La periodicità dipenderà dai fondi disponibili.

Clicca per ingrandire. © Kuchu Times.

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Bombastic nasce grazie ad un finanziamento partecipativo ed al lavoro di volontari, in Uganda e all'estero. Le 75 pagine del primo numero propongono articoli firmati col nome vero o con degli pseudonimi. La gamma degli articoli spazia dalla poesia alla politica, dai saggi alla giurisprudenza, dai racconti di vita alla fiction, senza dimenticare un glossario di tre pagine e molte illustrazioni. I firmatari e gli altri partecipanti hanno come scopo principale di «parlare per quelli che non possono».

Kasha Jacqueline Nabagesera, 34 anni, è l'artefice del progetto. La fondatrice dell'associazione Freedom and Roam Uganda (Farug) aveva ricevuto qualche anno fa il premio Martin Ennals per la difesa dei diritti dell'uomo, come ricompensa per la sua coraggiosa ed instancabile lotta all'omofobia (cfr. l'articolo di BlogMensGo.fr del 15 ottobre 2011).

Per questa volta, si è servita della sua pagina Facebook e del sito LGBT interafricano Kuchu Times, per caricare il primo numero della rivista.

Oltre alla versione scaricabile online, 15 000 esemplari dell'edizione cartacea sono state distribuite alla comunità LGBTI in Uganda e agli opinionisti.

Kasha Jacqueline Nabagesera ha inviato personalmente molti numeri a delle personalità politiche importanti, soprattutto del Parlamento.
Anche tre dei politici omofobi più militanti hanno ricevuto un numero gratuito: la presidentessa del Parlamento, Rebecca Kadaga; l’autore nel 2015 di una proposta di legge ultra-omofoba, David Bahati; ed il presidente Yoweri Museveni, la cui moglie – che sta lavorando duramente contro la comunità LGBT – si sarebbe «rifiutata anche solo di aprire» la copia della rivista.

Un gruppo informale di 138 volontari ha anche distribuito la rivista ai media e nelle chiese.

L’omosessualità e la «promozione dell'omosessualità» sono teoricamente illegali in Uganda. Alcuni progetti o proposte di legge hanno tentato ripetutamente di introdurre delle sanzioni che arrivavano fino alla pena di morte in caso di relazioni omosessuali con minori. Nessuno di questi testi è stato ancora definitivamente convalidato, a causa di vizi procedurali o delle pressioni internazionali. L'ultimo tentativo di introdurre un testo di legge simile risale alla fine del 2014.

Molti media popolari ugandesi hanno partecipato in questi ultimi anni a delle campagne omofobe di denuncia, di outing, vale a dire delle condanne a morte (cfr. l'articolo di BlogMensGo.fr del 2 novembre 2010). In particolare hanno pubblicato nomi, indirizzi e foto di persone presunte omosessuali come Rolling Stone nel 2010 (nessun collegamento con l'omonima rivista americana) e Red Pepper nel 2014.

Il governo ha ufficialmente vietato tali campagne d'odio. Ma la stigmatizzazione, le intimidazioni e le aggressioni pubbliche nei confronti delle persone LGBT sono all'ordine del giorno in Uganda. I gay e le lesbiche, temendo per la propria vita, preferiscono fuggire all'estero o vivere nella clandestinità.

Kasha Jacqueline Nabagesera lavora a viso scoperto. Da quando ha distribuito la sua rivista ai quattro venti numerose voci l'anno minacciata, chi di un'interpellanza parlamentare (ad esempio Simon Lokodo, ministro ugandese dell'Etica), chi di un processo, chi di uno sfortunato incidente.

Commento. Un ministro dell'Etica in un Paese dove numerosi dirigenti sono notoriamente corrotti? Trovate l'errore.

In Uganda, Dio è amore ma numerosi dei suoi scagnozzi sono apertamente – e talvolta anche violentemente – omofobi. Trovate l'errore.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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