Francia: il Consiglio di Stato riconosce ai bambini nati da GPA il diritto alla nazionalità

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Francia: il Consiglio di Stato riconosce ai bambini nati da GPA il diritto alla nazionalità

(Blogmensgo, blog gay del 14 dicembre 2014) Il Consiglio di Stato ha convalidato, il 12 dicembre 2014, la circolare Taubira del 25 gennaio 2013. Tale circolare consente di concedere la nazionalità francese ai bambini nati all'estero da madre portatrice, anche se la maternità surrogata (GPA) rimane illegale in Francia.

Nella sua decisione, Il Consiglio di Stato ha rigettato tutte le richieste di annullamento che erano state presentate, in particolare da associazioni e collettivi vicini al fondamentalismo cattolico o all'estrema destra.

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Il Consiglio di Stato ha motivato la propria decisione con il fatto che l'interesse superiore del bambino viene prima di tutto. L'illegalità della GPA, spiega la più alta istituzione amministrativa francese, «non può portare a privare questi bambini della nazionalità francese. Questi bambini ne hanno diritto, dal momento che il loro legame di filiazione con un cittadino francese è legalmente riconosciuto all'estero, in virtù dell'articolo 18 del codice civile e sotto il controllo dell'autorità giudiziaria.»

Il testo della decisione ricorda che la Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDH) ha recentemente condannato per due volte la Francia per il rifiuto di approvare la parentela di bambini nati tramite GPA (cfr. il nostro articolo del 4 luglio 2014). Da qui la necessità di convalidare la circolare Taubira. «Il rifiuto di riconoscere  la nazionalità francese porterebbe altrimenti ad un intervento sproporzionato nei confronti della privacy del bambino, garantita dalla Convenzione europea di salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali  (CEDH)», conferma il Consiglio di Stato.

Commento. Mezza vittoria, ma almeno una vittoria.

E' la vittoria di un Ministro per la Giustizia aperto e tollerante, Christiane Taubira, contro il suo Primo ministro, Manuel Valls, nato spagnolo e naturalizzato francese, che vuole imporre – come un vecchio presidente francese di origine ungherese – delle idee molto restrittive in materia di accesso alla nazionalità francese.

E' anche la vittoria del diritto, in particolare del diritto al rispetto della vita del bambino, che implica tra le altre cose il diritto a vivere in famiglia nella dignità dello stato civile.
E' anche la vittoria di un diritto europeo più progressista del diritto francese in materia di famiglia e di diritti della persona.

E' infine la vittoria anche perché i fautori dell'omofobia e dell'immobilismo sociale non possono contare su alcuna decisione del Consiglio di Stato a loro favore.

Il testo del 12 dicembre 2014 è, tuttavia, controbilanciato da un elemento che il Consiglio di Stato cita due volte nella sua decisione. Il Consiglio di Stato è certamente competente per «le richieste che mirano all'annullamento di circolari ministeriali», ma la più alta «giurisdizione amministrativa non ha alcuna giurisdizione su questioni di filiazione e di nazionalità».

In altre parole, al legislatore ed alla giustizia spettano l'ultima parola. Adesso, la Corte di cassazione – vale a dire la più alta istanza giuridica francese – è riluttante al memento a modificare la legge. Si rifiuta di tenere conto delle condanne alla Francia da parte della CEDH. Rifiutava anche, almeno fino ad adesso, di far applicare la circolare Taubira  finché non sarà  convalidata in maniera definitiva dal Consiglio di stato. Adesso è stato fatto.

Resta da vedere se le corti d'appello e la Corte di cassazione vorranno prenderne atto.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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