1° dicembre, Giornata mondiale della lotta contro l’AIDS

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1° dicembre, Giornata mondiale della lotta contro l’AIDS

(Blogmensgo, blog gay del 1° dicembre 2014) Oggi, come ogni 1° dicembre, dal 1988, è la Giornata mondiale della lotta contro l'AIDS. L’evento - un appuntamento fisso - è ben coperto da parte dei media, quindi mi accontenterò di un breve servizio, per oggi.

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Ai media piacciono molto gli eventi annuali, perché si possono programmare con lungo anticipo. La home page di Google, ordinariamente consacra un doodle (grafica accattivante) a tali eventi, resta muta in questo primo giorno di dicembre. Ciò è tanto più deplorevole considerando che molte categorie di popolazione mantengono un profilo di rischio molto elevato.

Più della metà della popolazione mondiale è vissuta nell'era dell'AIDS. Più di metà della popolazione dovrebbe, quindi, averne più riguardo ed essere più informata della media. E invece no. In Francia, uno studente su tre (33%) non utilizza mai il preservativo durante un rapporto sessuale nel 2014, contro il 30% nel 2013. Anche se il partner nel frattempo cambia. Colpa di cliché, pregiudizi… e dell'incoscienza.

Anche un'altra categoria di popolazione corre grandi rischi: gli anziani. Ne risulta che quasi un sieropositivo su cinque ha più di 50 anni. Ed i più anziani, che non sono i meno attivi, hanno talvolta la tendenza a proteggersi meno dei giovani.
Solamente il 12% dei francesi nella fascia d'età 50-70 anni si preoccupa del rischio di infezione da HIV, ma sono il 90% a credersi bene informati sull'argomento. Il tasso di non utilizzo del preservativo, si attesta sul 37% in questa categoria di popolazione.

In Francia, non meno di 2 600 gay hanno scoperto di essere sieropositivi nel 2012. Proporzionalmente sono molto più numerosi dei 3 500 eterosessuali che hanno fatto la stessa scoperta. La cifra delle nuove infezioni non è scesa rispetto al 2011; è invece aumentata nel 2012 di 317 casi sull'intera popolazione e del 14% tra i gay.

Per tutte queste categorie a rischio, in Francia, il problema rischia di perdurare poiché i test di depistaggio rapido non sono disponibili in farmacia e poiché gli antiretrovirali – come il Truvada, in fase di sperimentazione su un campione ridotto di volontari sieronegativi – non sono in commercio , né disponibili a basso costo.

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Segnaliamo, inoltre, che i sindaci delle grandi città hanno firmao oggi la Dichiarazione di Parigi. Così facendo, si impegnano a fare in modo che «il 90% delle persone affette da HIV siano a conoscenza della propria sieropositività, il 90% delle persone coscienti della propria sieropositività all'HIV  siano sotto trattamento antiretrovirale ed il 90% delle persone sotto trattamento abbiano una carica virale non rilevabile, cosa che gli permetterà di mantenersi in buona salute e di ridurre il rischio di trasmissione dell'HIV», secondo l’Onusida.

Commento. Buone notizie per i 90-90-90. Ma per i 10-10-10 rimanenti è un vicolo cieco. O piuttosto una strada la cui uscita non è molto conosciuta. Siamo lontani dalla meta «zero morti» che si auguravano poco tempo fa i responsabili istituzionali della lotta all'AIDS.

E intanto, ad oggi nessun vaccino preventivo o curativo ha un'affidabilità massima e indiscutibile. Bisogna quindi proteggersi. Proteggersi, vale a dire utilizzare il preservativo durante tutta la durata del rapporto sessuale - compresa la fellatio che, senza offesa per Bill Clinton, è un atto sessuale vero e proprio.

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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