Finalmente un Gay Pride riuscito a Belgrado

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Finalmente un Gay Pride riuscito a Belgrado

(Blogmensgo, blog gay del 2 ottobre 2014) Un Gay Pride ha attraversato il centro città di Belgrado, domenica 28 settembre 2014, per la prima volta dal 2010. Circa 1 500 partecipanti, attorniati da 7 000 poliziotti, hanno potuto constatare che tutto si è svolto bene.

Gay Pride di Belgrado: sito web | pagina Facebook

Qui sotto un reportage di una ventina di minuti sul Gay Pride di Belgrado (audio diretto e senza commenti):

Il corteo, forte di oltre un migliaio di persone, è partito alle 12.45 per avviarsi per un percorso di soli 2 km, attraversando tre luoghi simbolici. Partenza dalla sede del governo. Arrivo al municipio di Belgrado. A metà strada, la sede dell'Assemblea nazionale, dove diversi oratori si sono espressi.
Tutto in un ambiente festoso, sonoro e colorato. Ma senza carri; gli unici presenti erano quelli anti-sommossa.

Nel centro di Belgrado è stato chiuso il traffico. Anche i trasporti pubblici sono stati deviati ed i commercianti presenti sul percorso hanno chiuso i negozi.
Il quartiere è rimasto riservato ai soli residenti ed ai partecipanti accreditati per la sfilata. Obiettivo: proteggere gay, lesbiche, trans ed i/le simpatizzanti che hanno scelto di partecipare alla manifestazione tanto attesa al culmine di una settimana di attività arcobaleno nella capitale serba.

Si è trattato anche di proteggere le numerose personalità che hanno preso parte a corteo.
Il governo serbo era rappresentato da Jadranka Joksimović, ministro senza portafoglio e dalla sua collega Kori Udovički, ministro della pubblica Amministrazione. Anche il sindaco di Belgrado, Siniša Mali, ha partecipato al Gay Pride, così come diversi rappresentanti dei partiti politici serbi e delle ambasciate straniere, il drammaturgo Biljana Srbljanović e il regista Srđan Dragojević.

Per entrare in Europa, ci vorrà molto più di un Gay Pride. ©Flickr/graphphoto.

Per entrare in Europa, ci vorrà molto più di un Gay Pride. ©Flickr/graphphoto.

Da notare la presenza dei capi delegazione per l'accesso della Serbia nell'Unione europea: Tanja Miščević per la Serbia e Michael Davenport per l'UE. Lo svolgimento di un Gay Pride in buone condizioni, così come l'atteggiamento delle autorità serbe nei confronti della comunità LGBT, fanno parte dei prerequisiti imposti alla Serbia per un'eventuale adesione all'Unione europea.
Da qui il fatto che il governo e le autorità, per la prima volta, abbiano visibilmente dato il proprio benestare allo svolgimento di un Gay Pride a Belgrado. Gli anni precedenti, il governo aveva fatto vietare la parata con la scusa di problemi per la sicurezza (ad esempio nel 2012 e nel 2011). Il Gay Pride precedente (nel 2010) era stato offuscato dalla violenza dei teppisti omofobi.

Di fatto, nessun incidente di un certo rilievo è avvenuto quest'anno. Decine di contromanifestanti ultranazionalisti hanno cercato invano di interrompere il corteo.  Sono stati fermati dalla polizia in tenuta antisommossa che ha proceduto ad una cinquantina di arresti.
I muri della capitale serba, tuttavia, hanno subito poco prima del Gay Pride un'onda di graffiti omofobi. La Chiesa ortodossa serba e diversi leader ultra-nazionalisti o ultra-religiosi hanno distillato parole d'ordine che vanno dalla semplice muta disapprovazione dinnanzi al corteo, fino all'appello ad picchiare i froci.

Commento. Il Primo ministro serbo ha dichiarato in tutte le occasioni possibili che, naturalmente, il governo non accordava il proprio sostegno al Gay Pride per entrare nelle fila dell'Unione europea, ma perché il Paese si dedica alla giustizia, alla libertà, ai diritti umani ed alla sincera amicizia nei confronti della comunità LGBT.

Traduzione serbo-italiano: il Primo ministro serbo ci prende veramente per dei coglioni. A meno che… L'anno prossimo, quindi a settembre o ottobre 2015, il Gay Pride di Belgrado si tenga in un contesto meno omofobo, con meno polizia e più apertura alla popolazione, più calore nei confronti delle persone LGBT. E con una partecipazione due, cinque, dieci volte più numerosa. Scommettiamo?

Traduzione da un articolo originale di Philca di MensGo.Fr.

Giorgio / MensGo

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